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La libertà di informazione nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'Uomo

Informazioni tesi

  Autore: Samuele Campestrin
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Pertile
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

La tesi è finalizzata allo studio della libertà d’informazione, tutelata nell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, così come emerge dall’analisi della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’Uomo.
L’analisi della libertà d’informazione all’interno del sistema CEDU, permette di fare riferimento ad alcuni elementi che caratterizzano la Convenzione europea in maniera da renderla differente da qualsiasi altro strumento internazionale. Infatti, nel corso del primo capitolo, si descrive la procedura del ricorso individuale che rende il sistema CEDU unico nel suo genere e, successivamente, si delinea la struttura e l’evoluzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo. In questa sede si fa, inoltre, riferimento anche alle novità introdotte dall’entrata in vigore del Protocollo 14.
Nel secondo capitolo, per comprendere il rapporto sussistente tra libertà d’informazione e libertà d’espressione, si analizza brevemente la tutela, riconosciuta a quest’ultima da vari strumenti internazionali quali: la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, i Patti internazionali del 1966 ed altri strumenti a carattere regionale, quali: la Convenzione americana sui diritti dell’uomo e la Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli.
Nella seconda parte del capitolo, attraverso l'analisi della giurisprudenza della Corte, si analizzano quali siano i soggetti destinatari delle garanzie contenute nella prima parte dell’articolo 10 CEDU e quali siano i vari elementi che lo compongono. Particolare attenzione viene prestata alle differenze tra la libertà di ricevere informazioni, la libertà di ricercare informazioni e la libertà di comunicarle.
Il terzo capitolo è incentrato sullo studio del secondo paragrafo della disposizione di cui all'articolo 10, al fine di descrivere le limitazioni previste dalla Convenzione all’esercizio del diritto. Particolare attenzione è dedicata a chiarire come la giurisprudenza della Corte interpreti i requisiti, che tali limitazioni devono rispettare, quali la previsione di legge, la necessità in uno Stato democratico, il perseguimento di uno scopo legittimo.
Da ultimo si espongono alcune considerazioni conclusive su come la Corte eserciti la propria funzione d’interprete delle norme contenute nella Convenzione e come fornisca concreta attuazione a quest’ultime. Inoltre, in ragione dell’evoluzione che ha avuto la giurisprudenza della Corte, s’illustra come nel corso del tempo sia cambiato il suo modo di operare e s’ipotizzano eventuali margini per futuri cambiamenti.

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5 INTRODUZIONE Le ragioni che hanno determinato la scelta del tema, oggetto di questa tesi possono essere ritrovate nell’attualità. Ciascuno di noi è, infatti, quotidianamente destinatario di un considerevole numero d’informazioni che a volte ci colpiscono per la loro importanza, altre volte invece non destano in noi alcun interesse. In quest’ultimo periodo, ad esempio, nel nostro Paese è particolarmente acceso il dibattito sulla libertà della stampa, su quale sia il suo ruolo e quali siano i doveri che gli organi d’informazione devono rispettare1. E’ di poche settimane fa, inoltre, la notizia dell’approvazione, in Islanda, di una legge che potrebbe garantire una protezione particolarmente ampia a chiunque pubblichi su internet qualsiasi tipo d’informazione riguardante segreti militari, societari e di Stato. Per capire quale impatto potrà avere tale legge sul modo di intendere e proteggere la libertà d’informazione, tanto in ambito internazionale quanto nei singoli stati, si dovrà attendere che sia data attuazione all’Icelandic Modern Media Initiative2, in ragione del quale chiunque potrebbe divulgare informazioni di qualsiasi genere attraverso un server con base in Islanda, rendendo di fatto impossibile, per la giustizia dell’isola, punire chi diffonde tali informazioni o dare esecuzione a condanne comminate da tribunali stranieri. A fronte di queste importanti problematiche emergenti a livello statale, ci è sembrato opportuno intraprendere lo studio di un sistema internazionale, quello della CEDU, che in maniera puntuale garantisce un’ampia tutela ai diritti fondamentali di ogni singolo individuo. Da qui è maturata l’intenzione di scrivere la tesi specialistica analizzando l’articolo 10 CEDU che, in generale, tutela la libertà di espressione, concentrando però l’attenzione sulla libertà d’informazione, garantita dall’articolo stesso. La complessità della disposizione in oggetto permette alla Corte europea dei diritti dell’Uomo d’investigare e disciplinare vari ambiti della libertà d’espressione individuale, attraverso la pronuncia di sentenze in tema di libertà di 1 Si veda a tale proposito il testo dell’intervento del Relatore speciale dell’ONU sulla libertà d’espressione al seguente indirizzo: http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=10200&LangID=E. 2 Ulteriori informazioni possono essere ritrovate al seguente indirizzo: http://immi.is/?%7C=en&p=intro

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