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Il corpo femminile come luogo di consumo: vendere la chirurgia estetica in Libano

La chirurgia estetica, argomento molto vasto e complesso, presenta molteplici implicazioni per quanto riguarda il mondo al femminile, andando a toccare direttamente l’immagine che la donna ha di sé, la sua identità, il suo ruolo all’interno della società e di come questo ruolo venga condizionato dall’”industria della bellezza”. Per questo motivo, non volendo produrre un lavoro scontato seppur attuale (non passa giorno infatti senza che si tratti di queste tematiche in televisione, su riviste o quotidiani), mi è sembrato interessante concentrare la mia attenzione su come queste tematiche potessero essere affrontate in realtà diverse da quella occidentale.
Infatti mi sono presto resa conto che la chirurgia estetica come business non solo è un must nei paesi d’Occidente, ma è a tutti gli effetti un trend mondiale in forte crescita in realtà diverse dalla nostra come quelle orientali (si sta espandendo in modo esponenziale in paesi come Cina, Iran, Corea, Giappone, ecc.). La mia scelta, tuttavia, è caduta sul famoso “paese dei cedri”, ossia il Libano, poiché ritenevo potesse essere un’interessante realtà grazie alla sua posizione, non solo geografica, come terra di incontro tra Oriente ed Occidente.
È iniziato così il mio percorso di ricerca, durante il quale sono entrata in contatto con l’associazione ANAdiva, che si occupa di sensibilizzare le donne libanesi rispetto ai rischi conseguenti all’uso troppo spregiudicato della chirurgia plastica che viene fatto attualmente in Libano

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INTRODUZIONE Ambito di indagine Scegliere l’argomento di una tesi di laurea non è mai un compito semplice perchØ si ha sempre la sensazione di optare per argomenti poco originali e troppo inflazionati o, al contrario, di cadere nella scelta opposta rischiando di incorrere in analisi eccessivamente tecniche e per questo a volte noiose. Nel mio caso, inoltre, mi interessava sviluppare un lavoro che si discostasse da quello affrontato per la laurea triennale che si basava sull’esperienza specifica che avevo sviluppato durante il tirocinio. Considerando questi fattori, la mia scelta è caduta su un argomento di estrema attualità che da sempre suscita in me molto interesse: la chirurgia estetica. L’argomento, molto vasto e complesso, presenta molteplici implicazioni per quanto riguarda il mondo al femminile, andando a toccare direttamente l’immagine che la donna ha di sØ, la sua identità, il suo ruolo all’interno della società e di come questo ruolo venga condizionato dall’”industria della bellezza”. Per questo motivo, non volendo produrre un lavoro scontato seppur attuale (non passa giorno infatti senza che si tratti di queste tematiche in televisione, su riviste o quotidiani), mi è sembrato interessante concentrare la mia attenzione su come queste tematiche potessero essere affrontate in realtà diverse da quella occidentale. Infatti mi sono presto resa conto che la chirurgia estetica come business non solo è un must nei paesi d’Occidente, ma è a tutti gli effetti un trend mondiale in forte crescita in realtà diverse dalla nostra come quelle orientali (si sta espandendo in modo esponenziale in paesi come Cina, Iran, Corea, Giappone, ecc.). La mia scelta, tuttavia, è caduta sul famoso “paese dei cedri”, ossia il Libano, poichØ ritenevo potesse essere un’interessante realtà grazie alla sua posizione, non solo geografica, come terra di incontro tra Oriente ed Occidente. ¨ iniziato così il mio percorso di ricerca, durante il quale sono entrata in contatto con l’associazione ANAdiva, che si occupa di sensibilizzare le donne 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giulia Favaro Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1219 click dal 24/01/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.