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CoHabitando. Un'officina sociale a Monza. Una casa ConTemporanea per studenti

Il progetto che qui si pone, prende in merito il problema della forma sociale e statale in merito alla somministrazione di formule abitative per famiglie giovani, per studenti, per neolavoratori. La questione nasce e si poggia su confronti a livello europeo, e ne trae le relative conseguenze. Il progetto si pone come soluzione abitativa per un sito residenziale nei pressi di Monza, principalmente per gli studenti dell'università Bicocca di Milano. Conseguentemente allarga il proprio target alla cittadinanza e al territorio esterno, presentando una serie di attività sociali a livello pubblico e cittadino. Internamente invece, a livello propriamente abitativo, il tema pone diverse soluzioni per esigenze diverse e conformazioni differenti per attività principale, tipo di vita sociale, tipo di privacy diversificata e livelli di privilegi più o meno accentuati.

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa titolo sdfsf Per molte fasce di popolazione dimenticate dalla cultura del design oggettuale, (perché meno convenzionali di quelle a cui forse siamo soliti), l’abitare urbano è diventato sempre più diffi cile; peraltro la loro diversa origine e l’età sempre diversifi cata ne aggrava la condizione. Non si sta parlando solo delle punte più eclatanti dell’immigrazione clandestina, ma anche di situazioni di disagio (peraltro ben più nascoste) che vanno dall’abbandono degli anziani in strutture spersonalizzate, alla snervante ricerca di posti letto in affi tto per studenti pendolari o fuori sede. L ’accoglienza abitativa degli universitari nelle città sede di ateneo, rappresenta una grave questione irrisolta nella già pesante situazione del mercato generale dell’affi tto. Lo studente risulta così essere il destinatario di strutture fornite in locazione privata, altrimenti escluse dal mercato immobiliare. È quindi evidente che, solo il concorso tra operatori, sia pubblici che privati, e non l’offerta puntuale di proprietari privati, potrà presentare soluzioni soddisfacenti, sotto l’aspetto architettonico e gestionale, nonché quantitativo. I temi che un tale abitare pone, si correlano inoltre a questioni essenziali: • integrazione con la vita della città •modelli architettonici adattabili alla rapida trasformazione dei modi di vita •controllo dei costi di realizzazione e di gestione Ci sono poi delle variabili derivate diffi cilmente rapportabili a dati statistici o numerici. L ’abitare per uno studente è la prima occasione di autogestione, di autorealizzazione, di indipendenza dalla famiglia, ed è anche un abitare nel quale si socializza. Questa confusionaria fase della vita è particolarmente ricca di signifi cati: è un momento di crescita culturale, formativa e psicologica; è un’occasione di scambi, incontri e confronti; è una fase importante nello studio e nella formazione professionale. Ne deriva che l’utente dispone del suo abitare su tre livelli fruitivi: •|sfera della collettività|l’ambiente urbano, del tempo libero e del rapporto con il quartiere e l’università •|sfera della socialità|l’ambiente dello spazio privato all’interno del nucleo abitativo e gli spazi di relazione con gli altri studenti •|sfera dell’individualità|l’ambient e delle esigenze abitative personali L ’abitare da studente è al confi ne tra due mondi |dell’Urbano e dello Studio|, ma soltanto l’idea di due sistemi non chiusi ne’ impermeabili, sono un terreno fertile per le nuove condizioni abitative e dello studio. La rilevazione annuale degli iscritti e dei laureati nelle università italiane, pubblicata dal Ministero dell’Università, dimostra che nel 2008 sono diminuiti i laureati e sono aumentati gli studenti fuori corso. Secondo le statistiche, infatti, il numero degli studenti che non riescono a terminare gli studi in tempo non aveva mai raggiunto una percentuale così alta negli ultimi 30 anni. Per quanto riguarda poi i laureati, se negli ultimi Il tema della “fluidità” e in una accezione più ampia il carattere “liquido” della nostra società, è diventato un argomento ricorrente nella critica al design degli ultimi anni. Quei modelli di cultura che trovavano il loro fondamento nella ricerca di soluzioni immutabili nel tempo, hanno invece lasciato spazio allo smarrimento. il tempo dell’iperspazio la città periferia di sè stessa 4 tematica tematica

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Design e Arti

Autore: Lucia Argentieri Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 505 click dal 01/07/2011.

Disponibile solo in CD-ROM.