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Destini professionali a confronto: origine sociale e scelte universitarie

Informazioni tesi

  Autore: Serena Quiriconi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Giorgio Marsiglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

L’obiettivo del lavoro è quello di ricostruire come si è evoluto il sistema scolastico italiano, ed in particolare quello universitario, sulla base delle differenti estrazioni sociali degli individui.
La prima parte del lavoro è focalizzata sulla ricerca dei tipici strumenti intellettuali di Pierre Bourdieu, come il concetto di spazio sociale, campo, capitale, habitus e violenza simbolica, con lo scopo di riuscire ad inquadrare l’autore in una prospettiva più ampia. Dopo aver illustrato i concetti chiave, il lavoro si è sviluppato analizzando una delle prime opere che ha dato a Bourdieu notorietà in ambito sociologico: “Les Hèritiers” [1964], riguardante gli studenti universitari e la selezione sociale. L’idea fondo dell’autore era quella che qualsiasi sistema educativo, e quindi anche la scuola, contribuisca alla conservazione dell’ordine sociale e culturale vigente. Bourdieu denunciava non solo che la scuola fosse ancora un sistema chiuso, ma che fosse un luogo dove la riproduzione culturale e sociale era ancora stabilita dall’origine sociale. Successivamente sono state analizzate parti de “La Distinzione” [1979], dove Bourdieu ritiene che “la base dei sistemi di classificazione che strutturano la percezione del mondo sociale e che designano gli oggetti del piacere estetico” vada cercata nella struttura delle classi sociali. I giudizi estetici, così come i consumi che ad essi sono in qualche modo legati, sono radicati alla posizione occupata nella stratificazione sociale, offrono tra l’altro un quadro ricco della Francia degli anni Settanta.
La seconda parte del lavoro tratta di come la scuola svolga oggi una pluralità di funzioni socializzanti ed è possibile quindi che essa possa trovarsi a perseguire anche finalità contrastanti. Oltre che a socializzare svolge infatti compiti di selezione sociale. Le scuole sono, cioè, deputate a discriminare, positivamente o negativamente, gli individui sia rispetto al livello di istruzione raggiungibile da ciascuno di essi, sia rispetto alle specifiche competenze acquisite. Gli esiti scolastici degli individui si configurano pertanto come una decisiva premessa della loro allocazione nelle varie posizioni sociali e occupazionali. Le istituzioni scolastiche ricoprono un ruolo centrale nell’ambito dei processi di stratificazione che le norme socialmente prevalenti richiedono a esse di effettuare attraverso processi di selezione equi. Le scuole devono valutare gli allievi e consentire loro di progredire o meno nel corso degli studi, promuoverli o bocciarli in alcuni indirizzi d’istruzione piuttosto che in altri, unicamente sulla base delle loro capacità intellettuali e delle loro prestazioni didattiche ed indipendentemente dalle loro origini sociali ed appartenenze sociali o dalle loro caratteristiche psicologiche. Non si può ignorare però il ruolo che le origini sociali giocano nello strutturare le opportunità, in particolare in un contesto come quello italiano. I fattori che influenzano l’apprendimento ed il processo di istruzione degli individui sono pertanto molteplici e profondamente radicati in ogni società e inevitabilmente determinano il successo o l’insuccesso del sistema scolastico di riferimento.
La terza ed ultima parte del lavoro analizza inizialmente la transazione dal mondo universitario a quello del lavoro, con particolare attenzione alla posizione sociale dei laureati. Utilizzando l’indagine svolta da AlmaLaurea sul profilo dei laureati 2009 il tentativo è stato quello di delineare la figura del laureato in base all’area territoriale di appartenenza, alla famiglia di estrazione, il genere, la motivazione personale le possibilità di accesso agli studi e sbocchi professionali al fine di misurare e verificare il lavoro svolto dalle Università italiane. Infine un ultimo sguardo è stato rivolto ad alcuni casi di eccellenza nel campo della formazione universitaria, dove l’idea di fondo è quella di sfruttare le nuove tecnologie oggi disponibili per globalizzare e facilitare l’apprendimento e l’inserimento nel mondo del lavoro.

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INTRODUZIONE L’obiettivo del presente lavoro è quello di ricostruire come si è evoluto il sistema scolastico italiano, ed in particolare quello universitario, sulla base delle differenti estrazioni sociali degli individui. La prima parte del lavoro è focalizzata sulla ricerca dei tipici strumenti intellettuali di Pierre Bourdieu, come il concetto di spazio sociale, campo, capitale, habitus e violenza simbolica, con lo scopo di riuscire ad inquadrare l’autore in una prospettiva piø ampia. Dopo aver illustrato i concetti chiave, il lavoro si è sviluppato analizzando una delle prime opere che ha dato a Bourdieu notorietà in ambito sociologico: “Les Hèritiers” [1964], riguardante gli studenti universitari e la selezione sociale. L’idea fondo dell’autore era quella che qualsiasi sistema educativo, e quindi anche la scuola, contribuisca alla conservazione dell’ordine sociale e culturale vigente. Bourdieu denunciava non solo che la scuola fosse ancora un sistema chiuso, ma che fosse un luogo dove la riproduzione culturale e sociale era ancora stabilita dall’origine sociale. Successivamente sono state analizzate parti de “La Distinzione” [1979], dove Bourdieu ritiene che “la base dei sistemi di classificazione che strutturano la percezione del mondo sociale e che designano gli oggetti del piacere estetico” vada cercata nella struttura delle classi sociali. I giudizi estetici, così come i consumi che ad essi sono in qualche modo legati, sono radicati alla posizione occupata nella stratificazione sociale, offrono tra l’altro un quadro ricco della Francia degli anni Settanta. La seconda parte del lavoro tratta di come la scuola svolga oggi una pluralità di funzioni socializzanti ed è possibile quindi che essa possa trovarsi a perseguire anche finalità contrastanti. Oltre che a socializzare svolge infatti compiti di selezione sociale. Le scuole sono, cioè, deputate a discriminare, positivamente o negativamente, gli individui sia rispetto al livello di istruzione raggiungibile da ciascuno di essi, sia rispetto alle specifiche competenze acquisite. Gli esiti scolastici degli individui si configurano pertanto come una decisiva premessa della loro allocazione nelle varie posizioni sociali e occupazionali. Le istituzioni scolastiche ricoprono un ruolo centrale nell’ambito dei processi di stratificazione che le norme socialmente prevalenti richiedono a esse di effettuare attraverso processi di selezione equi. Le scuole devono valutare gli allievi e consentire loro di progredire o meno nel corso degli studi, promuoverli o bocciarli in alcuni indirizzi d’istruzione piuttosto che in altri, unicamente sulla base delle loro capacità intellettuali e delle loro prestazioni didattiche 4

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Parole chiave

bourdieu
origine sociale
sistema scolastico
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