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Una spiegazione storico-economica della crisi attuale

Ho cercato di comprendere le motivazioni della crisi globale dal 2007, perchè siamo rimasti coinvolti in questa situazione ed analizzato il susseguirsi di eventi negativi interconnessi tra loro che ha fatto sì che la crisi assumesse delle proporzioni veramente globali. Ho affrontato, tra i tanti aspetti, anche il tema delle crisi asiatiche negli anni Novanta per individuarne eventuali similitudini, mi sono soffermato sulla situazione del nostro Paese, su personaggi stimati in campo nazionale e internazionale come Mario Draghi, Sergio Marchionne e sulle risposte alla crisi del neoeletto presidente americano Obama.
Il lavoro è stato realizzato attraverso la lettura di libri scelti appositamente dal sottoscritto e articoli del sole 24 ore. Traducendo il lavoro in lingua inglese, sono arrivato secondo a un concorso internazionale sul tema, lanciato dall'università di legge ed economia dell'Ucraina, ricevendo un diploma e un premio di 400 $.

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4 PREFAZIONE Eppure era stata prevista… Paul Krugman nel 1999 aveva raccontato le crisi che avevano devastato diverse economie in Asia e America Latina, avvertendo una possibile, imminente e nuova Grande Depressione. “Ma, come i batteri diventano resistenti agli antibiotici, anche la moderna finanza è diventata immune ai rimedi escogitati dopo la crisi del 1929”1. I primi anni del nuovo millennio, con il boom di Wall Street e il trionfo della finanza allegra, sembravano smentire questa previsione. Poi è arrivato il grande crac nel settembre 2008 e nelle stesse settimane Krugman ricevette il Premio Nobel per l’Economia. La “deregulation” e le dinamiche di un sistema finanziario svincolato da ogni controllo hanno prodotto la peggiore crisi dagli anni Trenta. Alla fine degli anni Novanta, un gruppo di economie asiatiche che producevano un quarto dell’output mondiale e che contavano circa 600 milioni di abitanti, visse una crisi che ricordava sinistramente la Great Depression: oggi come allora la crisi iniziò in un cielo azzurro e sereno dove gli esperti erano convinti che il boom potesse continuare all’infinito. Si è forse perso l’insegnamento della storia? Nessuna persona di buon senso pensava che i problemi in economia fossero risolti, ma eravamo sicuri che i nuovi problemi fossero differenti da quelli degli anni Trenta. Non mi interesserò di ciò che è successo, ma del perché, oscuro a molti, concentrandomi dapprima sulla crisi di alcune economie degli anni Novanta. Ho scelto tale argomento per la mia tesi perché bisognerebbe isolarsi, ragionare e cercare di capire cosa sta succedendo e perché siamo coinvolti in questa situazione: questa tematica interessa tutti noi, in futuro non potrà essere tutto come prima della crisi, ma bisognerà cambiare drasticamente registro. 1 P. Krugman, “Il ritorno dell’economia della depressione e la crisi del 2008”, Milano, Editore: Garzanti

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Porfidia Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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