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Il sostegno delle istituzioni al processo di integrazione dei bambini stranieri nella scuola primaria

L'immigrazione è una delle novità che il futuro ha offerto all'Italia e affinché il nostro Paese ne sappia cogliere gli aspetti positivi, bisognerebbe essere capaci di vederla come un arricchimento sociale e culturale e non come una minaccia venuta da lontano e che lontano sarebbe dovuta rimanere. I bambini non dovrebbero mai essere colti da tali dubbi e sarebbe un errore se i genitori trasmettessero loro timori e fobie riguardo ciò che si prospetta come una novità ancora da scoprire ed esplorare.

Esiste quindi un modello che non sia discriminatorio e che permetta al contempo a tutti i bambini, in base alle proprie conoscenze e abilità, di usufruire di un servizio scolastico che sia il più efficiente e costruttivo possibile?

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1. L’EMIGRAZIONE DALL’EUROPA NEL XIX E XX SECOLO 1.1 L’emigrazione dall’Europa nel XIX secolo La seconda metà del XIX secolo fu caratterizzata da una serie di eventi che contribuirono a cambiare la vita degli europei, i quali trovarono come unica ancora di salvezza quella di abbandonare il proprio paese d‟origine. Gli avvenimenti a cui si fa riferimento sono il fallimento in Europa dei moti liberali del 1848, la Grande depressione che colpì duramente l‟Europa nel 1873 dopo oltre vent‟anni di crescita economica ed infine la carestia, che colpì nello specifico l‟Irlanda. Tutte queste circostanze negative nascevano in concomitanza il sogno americano, ovvero la convinzione che, attraverso la fatica e la determinazione, fosse possibile, per un lavoratore 1 straniero, migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei propri figli. Le origini della crisi economica, che fu ciò che influenzò maggiormente i cambiamenti di vita radicali degli europei, sono da ricercare nella comparsa sul mercato internazionale di nuovi granai in Russia, in America e in Oceania, che potevano permettersi vasti 2 appezzamenti di terreno coltivabile e vendere i loro prodotti a prezzi inferiori. Ciò creò una forte concorrenza con i prezzi delle derrate europee, che fu agevolata notevolmente dalle innovazioni introdotte dalla seconda rivoluzione industriale, come lo sviluppo della rete ferroviaria e della navigazione transoceanica a vapore, le quali non solo accorciarono i tempi di percorrenza del trasporto via mare e via terra, ma dimezzarono anche il costo per il trasporto dei beni. L‟ovvia caduta dei prezzi dei prodotti agricoli europei, sommata alla crisi di sovrapproduzione, fece entrare in crisi le aziende meno forti e ridusse i redditi dei piccoli proprietari terrieri di un‟Europa che fino a quel momento basava la sua ricchezza principalmente sul settore primario. Ciò spinse milioni di europei a lasciare la propria patria alla volta di paesi che potevano garantire loro una vita migliore. Tra il 1820 e il 1910 si stima che più di 25 milioni di europei - provenienti per lo più dall‟Impero germanico, dall‟Irlanda, dall‟Austria-Ungheria, dall‟Italia ed anche dalla Svezia - emigrarono negli Stati Uniti (vedi tabella 4). L‟Impero germanico fu il paese che contribuì in maggior misura al popolamento degli Stati Uniti nel XIX secolo. Si stima che dal 1820 al 1920 emigrarono circa 5.500.000 di 1 Bustamante D. “Attraverso la porta d’oro: l’emigrazione negli Stati Uniti”. NYCVE ITALIAN AMERICAN MAGAZINE (culture and current affairs - rivista di attualità e cultura), 2007. 2 Fossati M., Luppi G., Zanette E. La città dell’uomo 2, Storia e idee, Dall’antico regime alla società di massa. Edizioni Bruno Mondadori SpA. 1998, p. 356. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandra Crippa Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

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