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La storia dello sviluppo turistico di Sarzana: un borgo tra le Cinque Terre e la Lunigiana

Il fenomeno turistico ha una storia assai antica. Difatti, è possibile riscontrare già nella civiltà dei romani la tendenza a spostarsi per motivi di svago in luoghi di “villeggiatura” oppure per motivi religiosi verso oracoli e templi lontani. Ovviamente, col passare del tempo le società sono cambiate: di conseguenza, le mete scelte si sono evolute includendo anche le località climatiche e di cura, i luoghi di cultura e le città d’arte, le riviere, i laghi e così via.
I tipi di turismo si sono col tempo moltiplicati e, specialmente negli ultimi 20-30 anni,
abbiamo assistito alla nascita di nuovi modelli come quello sportivo e quello
enogastronomico. Questo è dovuto anche alla trasformazione del fenomeno turistico, che da elitario è diventato “di massa”.
Con questo lavoro, ho voluto analizzare lo sviluppo turistico della località di Sarzana, una cittadina in provincia di La Spezia ormai assai conosciuta. Ho deciso di condurre lo studio osservando il caso di questo borgo inserito tra la zona delle Cinque Terre e la Lunigiana, con l’obiettivo di capire perché può rappresentare un modello ottimale anche per altre località.
Ovviamente sono emerse molte differenze tra le varie aree geografiche, anche perché hanno storie e caratteristiche piuttosto diverse; di conseguenza è stato necessario suddividere il lavoro in più fasi. Si è cercato di supportare le tesi con dati statistici e fonti storiche attendibili, purtroppo non sempre disponibili in quanto le rilevazioni turistiche in passato venivano spesso svolte in maniera poco corretta, e con poca frequenza.
Da questa ricerca è possibile osservare come le diverse origini e le diverse caratteristiche ambientali possano influire anche sul fenomeno turistico, che apparentemente sembra essere scollegato da certe dinamiche.
Inoltre, si può capire dall’esempio di Sarzana quanto è importante conoscere le proprie attrattive naturali ed artificiali, oltre che i propri “punti deboli”, per poter poi riuscire a soddisfare i molteplici segmenti di mercato. Per fare ciò, è altrettanto fondamentale saper promuovere al meglio la propria località, e mantenere un livello di turismo fortemente responsabile ed eco-compatibile, che non danneggi né i reperti storici né l’ambiente. Questo comportamento non è stato attuato in altre zone d’Italia (come nel resto della Liguria o nella riviera adriatica) ed ha portato a conseguenze piuttosto negative, come il deturpamento ambientale e l’abusivismo edilizio.

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CAPITOLO I LA STORIA DELLO SVILUPPO TURISTICO DELLE CINQUE TERRE 1.1 Il territorio delle Cinque Terre Figura 1: Cartina stradale delle Cinque Terre (fonte: Provincia di La Spezia) La zona delle Cinque Terre è quella compresa tra la Punta Mesco e il borgo di Portovenere, ed è delimitata all’interno dalle colline. Si chiama così dal XV secolo, quando lo storico spezzino Giacomo Bracelli scrisse “…sorgono sulla scogliera cinque terre, quasi ad egual distanza tra loro che sono Monterosso, Vulnezia, ora chiamata volgarmente Vernazza, Cornelia, Menarola e Riomaggiore…” (dall’opera “Descriptio Orae Linguisticae”). Furono attraversate nei secoli grazie alla cosiddetta “via dei santuari”, che collegava (e collega tuttora) i luoghi di culto presenti nelle zone circostanti. Frequentate inizialmente solo per i bellissimi vigneti ed uliveti, che garantivano un vasto commercio, e per i caratteristici “muretti a secco”, sono state scoperte come luogo di vacanza molto più tardi rispetto alla riviera di ponente. Difatti, anche le guide turistiche dei primi del Novecento ne parlavano appena, e le strutture turistiche erano quasi del tutto assenti. 8

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Elisabetta Colussi Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.