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Alle origini dell'idea della «Grande Salerno»

Informazioni tesi

  Autore: Antonino Lambo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Guido Panico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Nell'ultimo secolo la città di Salerno non è mai riuscita a perseguire una linea di sviluppo economico ben definita, si è passati dall'industrializzazione immaginata da Carmine De Martino prima e realizzata da Alfonso Menna poi, alla Salerno città turistica sbandierata a più riprese da Vincenzo De Luca nell'ultimo ventennio.
Dal sogno sfiorato di Carmine De Martino all'edilizia selvaggia contrastata con risultati poco felici da Alfonso Menna, che diede però grande impulso al settore industriale, fino alla Salerno «catalana» immaginata dall'architetto Oriol Bohigas, chiamato a redigere il piano regolatore cittadino da Vincenzo De Luca durante i suoi primi anni di mandato, al fine di costruire una location di stampo europeo dopo i disastrosi anni ottanta, durante i quali Salerno era ridotta ad una specie di paesone e nulla più.
Un progetto che ancora oggi lascia dietro di sé punti interrogativi e molte perplessità, anche nello stesso Alfonso Menna che negli ultimi anni di vita dichiarò di non vedere di buon occhio il progetto dell'architetto iberico.
Alcuni risultati sono stati raggiunti dal punto di vista estetico, mentre prosegue a passo sostenuto dopo alcuni intoppi la costruzione del Crescent, complesso disegnato da Ricardo Bofill che ha attirato diverse polemiche, fortissimamente voluto dallo stesso De Luca, tornato in sella dopo la parentesi della sindacatura di Mario De Biase.
I numeri però sono impietosi: dall'ultimo dossier sulla qualità della vita redatto dal quotidiano economico «Il Sole 24 ore» la provincia salernitana ne esce con le ossa rotte, 95° su 107 province totali, ma la situazione migliora nettamente se prendiamo in considerazione il reddito pro capite cittadino, che vede la città di Salerno posizionarsi alla cinquantunesima posizione nazionale.
Ciò nonostante l'emigrazione giovanile è fortissima, urge intraprendere una nuova politica economica di poca apparenza e di molta sostanza, e soprattutto una scelta precisa da parte della classe dirigente, tra il rendere Salerno il volano turistico ideale tra il Cilento e la Costiera Amalfitana, (risolvendo fra l'altro la vicenda ormai tragica dell'aeroporto), oppure riportare in auge, seppur con i dovuti accorgimenti, il progetto di Alfonso Menna, che immaginava Salerno come il polo industriale guida del Mezzogiorno.

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1 INTRODUZIONE Nell'ultimo secolo la città di Salerno non è mai riuscita a perseguire una linea di sviluppo economico ben definita, si è passati dall'industrializzazione immaginata da Carmine De Martino prima e realizzata da Alfonso Menna poi, alla Salerno città turistica sbandierata a più riprese da Vincenzo De Luca nell'ultimo ventennio. Dal sogno sfiorato di Carmine De Martino all'edilizia selvaggia contrastata con risultati poco felici da Alfonso Menna, che diede però grande impulso al settore industriale, fino alla Salerno «catalana» immaginata dall'architetto Oriol Bohigas, chiamato a redigere il piano regolatore cittadino da Vincenzo De Luca durante i suoi primi anni di mandato, al fine di costruire una location di stampo europeo dopo i disastrosi anni ottanta, durante i quali Salerno era ridotta ad una specie di paesone e nulla più. Un progetto che ancora oggi lascia dietro di sé punti interrogativi e molte perplessità, anche nello stesso Alfonso Menna che negli ultimi anni di vita dichiarò di non vedere di buon occhio il progetto dell'architetto iberico. Alcuni risultati sono stati raggiunti dal punto di vista estetico, mentre prosegue a passo sostenuto dopo alcuni intoppi la costruzione del Crescent, complesso disegnato da Ricardo Bofill che ha attirato diverse polemiche, fortissimamente voluto dallo stesso De Luca, tornato in sella dopo la parentesi della sindacatura di Mario De Biase.

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