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La pubblicità ingannevole e le offerte nel mercato libero dell’energia. Il caso AGCM: ''Prezzi bloccati elettricità''

In questo lavoro viene studiato il caso AGCM n. 19223: “Prezzi Bloccati Elettricità”, nel quale alcune aziende fornitrici di energia elettrica e gas vengono accusate di pubblicità ingannevole poiché presentano negli spot pubblicitari una parte parziale del costo finale del servizio: il messaggio pubblicitario, infatti, non risulta chiaro né completo, e può essere idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, in relazione al servizio offerto.

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Introduzione Ognuno di noi è continuamente, e spesso inconsapevolmente, raggiunto da messaggi pubblicitari, basta leggere un giornale, sfogliare una rivista, guardare la televisione o ascoltare la radio, navigare in Internet, o semplicemente passeggiare per la strada di una città ormai sempre più tappezzata di cartelloni pubblicitari. 1 In questo lavoro viene studiato il caso AGCM n. 19223: “Prezzi Bloccati Elettricità”, nel quale alcune aziende fornitrici di energia elettrica e gas vengono accusate di pubblicità ingannevole poiché presentano negli spot pubblicitari una parte parziale del costo finale del servizio: il messaggio pubblicitario, infatti, non risulta chiaro né completo, e può essere idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio, in relazione al servizio offerto. Attraverso la presentazione e lo studio di un caso di pubblicità ingannevole, questa analisi vuole mettere in evidenza l‟importante ruolo che il consumatore oggi può giocare: il consumatore può diventare parte attiva di fronte ad un messaggio pubblicitario cogliendone il vero significato e, se necessario, denunciando all‟Autorità l‟ingannevolezza dello stesso. Nell‟analisi si parte dal fatto che la pubblicità abbia il diritto di sedurre; entro un certo limite non c‟è niente di male, però non deve ingannare, questo è un principio imprescindibile per una sana concorrenza (nonché per affermare che esiste anche un‟etica di fare business). Quando ciò avviene, è tanto più grave proprio perché è il forte che approfitta del debole. A volte del debolissimo, nel caso dei bambini o degli adolescenti. Per comprendere bene il caso di pubblicità ingannevole “Prezzi Bloccati Elettricità” è opportuno sottolineare il ruolo che la pubblicità svolge; cercheremo, quindi, nel primo capitolo di rispondere a domande del tipo: quando una pubblicità informa i clienti riguardo le caratteristiche di un prodotto, e quando, invece, li persuade? La distinzione tra informazione e persuasione è strettamente collegata alla tipologia di prodotto; per questo motivo, infatti, discuteremo nell‟analisi una possibile classificazione dei beni di consumo e degli strumenti utilizzati dalla pubblicità in considerazione di tale classificazione. 1 AGCM: l‟Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tutela i consumatori dai comportamenti scorretti di aziende, professionisti e negozianti. Dal 1992 e fino al 2005 poteva combattere esclusivamente la pubblicità ingannevole obbligando le aziende a sospendere il messaggio che ingannava il consumatore. A partire dal 2005 ha anche il potere di dare sanzioni ed ha deliberato multe per milioni di euro. Dal 2007 il legislatore ha ampliato i poteri dell‟Antitrust che ora interviene nei confronti delle aziende che influenzano le scelte dei consumatori con informazioni inesatte o false o insistendo in modo pressante perché si firmi un contratto o si acquisti un bene. Nei casi meno gravi può convincere le aziende a cambiare comportamento evitando di infliggere le sanzioni che possono arrivare fino a 500.000 €. L‟Autorità interviene in ogni settore dalle comunicazioni agli alimentari, dai trasporti ai servizi finanziari. 8

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Federica Nastasia Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2474 click dal 09/12/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.