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Gli enti Non Profit attivi nel comune di Savona: prospettive di sviluppo e di integrazione del Welfare attraverso l’analisi del bisogno e la co-progettazione con la Pubblica Amministrazione

Parlare di Non Profit, di Terzo Settore, di Welfare, al giorno d’oggi, significa sempre di più parlare di innovazione, sotto diversi punti di vista. Analizzando il contesto sociale che caratterizza l’Italia in questo periodo, è doveroso considerare che la crisi economica che ha colpito il mondo occidentale ha portato ad una vera e propria “embolia” del sistema dell’offerta nell’ambito dei servizi tradizionalmente elargiti dallo Stato: scuola, sanità, assistenza sociale, cultura e ricerca scientifica, hanno sofferto la mancanza di fondi scaturita dai necessari tagli operati dall’apparato ministeriale, anche quando questi erano indirizzati ad Enti appartenenti, appunto, al Terzo Settore. Questo dovrebbe, allora, colmare quelle lacune lasciate dalla Pubblica Amministrazione, intervenendo dove essa non trova le risorse, fornendo il necessario know how in settori in cui le istituzioni pubbliche sono carenti e rispondendo adeguatamente alla domanda. Questo lavoro unisce informazioni di carattere statistico e analitico, con proposte innovative e creative, nate in un'ottica di collaborazione tra ente pubblico ed ente non profit.

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2 Prefazione “Verso un nuovo modello di Welfare Mix” Parlare di Non Profit, di Terzo Settore, di Welfare, al giorno d’oggi, significa sempre di più parlare di innovazione, sotto diversi punti di vista. Innanzi tutto, considerando il contesto sociale che caratterizza l’Italia in questo periodo, è doveroso considerare che la crisi economica che ha colpito il mondo occidentale ha portato ad una vera e propria “embolia” del sistema dell’offerta nell’ambito dei servizi tradizionalmente elargiti dallo Stato: scuola, sanità, assistenza sociale, cultura e ricerca scientifica, hanno sofferto la mancanza di fondi scaturita dai necessari tagli operati dall’apparato ministeriale, anche quando questi erano indirizzati ad Enti appartenenti, appunto, al Terzo Settore. In secondo luogo, appare evidente che tale crisi apre le porte ad una serie di nuove richieste, a nuove tipologie di domande, proprio in funzione del fatto che le famose soglie di povertà non esprimono realmente le condizioni in cui versano i nuclei familiari italiani. Mentre fino a pochi anni fa risultava più semplice individuare la soglia tra ricchezza e povertà, oggi ci si trova di fronte ad una nuova categoria di popolazione: quella in cui il lavoro di entrambi i coniugi non riesce comunque a soddisfare tutte le esigenze dell’intero nucleo familiare. Proprio per questo si sono rese sempre di più necessarie forme disparate di ammortizzatori sociali (mobilità, assegni di disoccupazione, integrazioni pensionistiche,…) che però non offrono una reale e concreta soluzione ai problemi. Il Terzo Settore dovrebbe, allora, colmare quelle lacune lasciate dalla Pubblica Amministrazione, intervenendo dove essa non trova le risorse, fornendo il necessario know how in settori in cui le istituzioni pubbliche sono carenti e rispondendo adeguatamente alla domanda. Ma se la crisi ha colpito inevitabilmente il sistema nazionale, allora la crisi ha colpito anche il sistema degli enti Non Profit, con un evidente calo delle elargizioni, soprattutto da parte dello Stato e delle aziende private, e delle donazioni. Fu proprio in concomitanza della crisi del Welfare State negli anni ’80 e ’90 che cominciò ad emergere una tendenza nota poi con il nome di “Welfare Mix”. In quest’ottica, i fallimenti e i limiti espressi soprattutto nell’ambito sociale da parte dello Stato e del Mercato, dovevano essere in qualche modo compensati dall’intervento di un nuovo terzo soggetto, capace di identificare in sé

Tesi di Master

Autore: Lorena Bonifaccino Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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