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Un esempio di didattica del lessico: le parole della guerra e dell'esercito nei testi letterari latini

La tesi si offre quale strumento/esempio didattico per gli insegnanti di Lingua e letterarura latina. L’allievo si accorgerà che studiare il lessico non significa soltanto cogliere appieno il significato che una parola assume in quel contesto, ma anche inserire quel semantema nella storia per “seguirla nel suo viaggio verso l’italiano” : in altre parole si tratta d’una metodologia didattica che può rivelare la sua efficacia soprattutto nella fase iniziale dello studio della lingua, uno strumento in più per scoraggiare la traduzione “ad orecchio”. A questo punto, la spendibilità didattica più concreta di una didattica del lessico come sistema organizzato appare quella di rendere accessibili i testi latini, se non per una “traduzione” almeno per una “comprensione”, senza ricorrere ad un uso eccessivo del dizionario.

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3 Nam et tela missa exceperunt et impetum legionum tulerunt et ordines suos servarunt pilisque missis ad gladios redierunt. (Ces., DBG, III, 93) INTRODUZIONE Questo lavoro trae spunto da una proposta didattica presentata alla SSIS durante il corso di ―Didattica del latino‖ tenuto dal prof.re Massimo Manca. Nella lezione1 in questione, il professore suggeriva di insegnare agli allievi ―un po‘ di parole‖, mediante due possibili modalità, entrambe valide e complementari.2 La prima è quella di far imparare agli studenti un numero abbastanza ampio di termini utili alla traduzione utilizzando per la scelta il dizionario frequenziale latino3. Tale proposta, apertamente criticata dal latinista Nicola Flocchini che ritiene il tentativo di ―creare un vocabolario essenziale di base‖ un sogno impossibile4, è invece ritenuta utile da altri studiosi in molti manuali e dà ragione all‘ampia presenza sul mercato di strumenti specifici5. In realtà questo sistema potrebbe sembrare più ambiguo dei precedenti poiché la frequenza di una parola è una nozione imprecisa. Presenta, tuttavia, il vantaggio di legarsi alla informazione stessa portata dalla lingua; in altre parole corrisponde alla struttura statistica della nostra mente, ma non consente di ritrovare una parola ad un dato posto, perché la nozione di rango o di frequenza è ignorata da chi utilizza la parola: è solo un fatto statistico esterno alla percezione immediata.6 Il secondo sistema per avviare ad una sorta di basi lessicali può essere quello di insegnarlo per aree semantiche, operando la scelta dell‘area tra una rosa di possibilità che ci riconduca alle caratteristiche della società e della cultura romana, come ad esempio l‘ambito della guerra, della famiglia, del teatro, delle favole, della vita economica, della religione.7 1 Svolta in data 02.10.2007. Nella medesima lezione il prof.re Manca ha trattato un‘esemplificazione lessicale riguardante i ―falsi amici‖ (omofoni) latini. Nella lezione precedente si erano affrontate le principali regole di trasformazione dal latino all‘italiano dando giustificazione del percorso di evoluzione. 2 Una terza possibilità, suggerita dalla prof.ssa Manuela Padovan, che alla SSIS ha tenuto il ―Laboratorio di Didattica della lingua latina‖, potrebbe essere quella di insegnare il lessico di base per radici: un‘ipotesi di lessico organizzato. 3 Nel vocabolario frequenziale le parole sono ordinate in funzione del loro rango, cioè della più o meno grande frequenza di occorrenza nella totalità del linguaggio. Il primo termine del dizionario frequenziale è, come prevedibile, la congiunzione et. 4 ―In realtà, qualunque tentativo di creare un ‗vocabolario essenziale di base‘, simile a quelli che i turisti si portano in tasca quando si recano in un paese straniero, è non solo mistificante, ma destinato a fallire, per la semplice ragione che noi del latino conosciamo solo testi letterari, appartenenti a generi diversi, e per di più scritti da autori vissuti in epoche tra loro lontane: di conseguenza, molto spesso la stessa parola assume significati diversi e acquista senso esclusivamente dal contesto‖, Flocchini N., Insegnare latino, Firenze, La Nuova Italia, 1999, pag. 188. 5 Gli ultimi anni hanno visto un crescente interesse dell‘editoria scolastica per la didattica del lessico della lingua latina. Fra gli strumenti più recenti e utilizzati: Piazzi F. (a cura di), Lessico essenziale di latino, Bologna, Cappelli, 20022, ed. italiana di G. Cauquil, J-Y. Guillaumin, Vocabulaire essentiel du Latin, publié par le LASLA, A.R.E.L.A.B., Liegi, 1984, Parigi, 1992. Lamagna P., Il lessico latino di base, Milano, Bompiani, 1999. Id., Lessico latino: incontro con gli autori, ivi, 2001. Ma si consulti la Bibliografia. 6 Cfr. De Mauro T., Guida all’uso delle parole, Roma, Editori Riuniti, 1980. 7 Un altro esempio è fornito dal latino cristiano, come esemplificato nel capitolo Le lingue speciali: il latino cristiano in Palmer L. R., La lingua latina, Torino, Einaudi, 2002, pagg. 224-253. Ma l‘azione didattica si può ampliare altresì al

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Michela Manente Contatta »

Composta da 31 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3067 click dal 23/12/2010.

 

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