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Gli impatti delle ICT sulla riduzione del rischio clinico: il progetto "trasfusioni sicure integrate" dell'Istituto Nazionale dei Tumori

Da un paio di anni nello scenario internazionale e nazionale si assiste ad una crescente incidenza della sicurezza del paziente nel settore sanitario. Lo sviluppo di interventi efficaci è strettamente correlato alla comprensione delle criticità dell’organizzazione e dei limiti individuali, richiedendo una cultura diffusa che consenta di superare le barriere per l’attuazione di misure organizzative e di comportamenti volti a promuovere l’analisi degli eventi avversi ed a raccogliere gli insegnamenti che da questi possono derivare.
Diverse indagini statistiche, infatti, mettono in luce che diversi ambiti ospedalieri si stanno dotando di specifiche capacità organizzative e di sistemi informativi che consentano il monitoraggio continuo dei rischi, la verifica dell’appropriatezza delle strategie di copertura dei rischi adottate e la valutazione nel medio e nel lungo periodo dell’efficacia delle specifiche strategie intraprese per contenere i rischi per i pazienti. Sono numerose le iniziative, infatti tema della mia tesi sperimentale sarà approfondire una delle strategie implementate dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori: l’applicazione della tecnologia RFId (acronimo di Radio Frequency IDentification) nel processo trasfusionale.
La prima research question della mia tesi sperimentale è volta a colmare in parte questo “gap” conoscitivo mediante un inquadramento del fenomeno nei suoi caratteri generali. Il primo obiettivo del mio lavoro, infatti, è quello di fornire una definizione chiara ed esaustiva del profondo cambiamento istituzionale, organizzativo e gestionale del sistema sanitario avviato negli ultimi anni in un contesto d’informatizzazione della gestione delle informazioni da un lato ed il supporto ICT all’operatività dei processi dall’altro, leve strategiche imprescindibili per il successo sanitario, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza del paziente e la gestione del rischio clinico.
I risultati di alcuni studi internazionali e nazionali su casi di informatizzazione sanitaria sono successivamente presentati come base di partenza per alcune riflessioni sulle potenzialità dell’innovazione di processo.
Da una prima inquadratura del fenomeno segue un background della letteratura dell’errore clinico nel particolare il rischio trasfusionale seguito da un’analisi esplicativa della gestione del “rischio” concepito come un evento potenziale che può garantire cure di qualità migliori, può modificare l’esito atteso dal processo e che talvolta potrebbe comportare anche danni o perdite per le aziende sanitarie.
Tratte le potenzialità della leva tecnologica ICT in ambito sanitario e il background della letteratura dell’errore clinico nel particolare il rischio trasfusionale segue una fase esplorativa-descrittiva dell’esperienza del progetto trasfusionale RFId all’Istituto Nazionale dei Tumori basata su una elaborazione dei dati emessi da una ricerca quali-quantitativa mediante somministrazione di questionari e colloqui informativi. Tale fase presenta dati e informazioni relative ad un set specifico dell’area del centro trasfusionale.
Infine, triangolando i risultati emersi dalla prima analisi quantitativa, ossia dei questionari e analisi qualitativa delle criticità emerse, il mio obiettivo sarà quello di valutare il progetto rispetto alla casistica e al modello individuato in precedenza evidenziandone gli aspetti di novità.
Obiettivo principale di questo mio lavoro sperimentale vuol essere per tanto quello di porre l’attenzione di quale sia l’impatto dell’ Information and Communication Technology sul rischio clinico, in ambito specifico trasfusionale.

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PREMESSA Questa tesi sperimentale si è posta l’obiettivo di comprendere e approfondire l’impatto dell’ Information Communication Technology sul rischio clinico in ambito sanitario, nello specifico in ambito trasfusionale presso la Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori. In particolare nel capitolo 1 si è cercato di identificare le potenzialità di miglioramento dei processi offerte dalla leva tecnologica ICT in questo settore. Questo è stato possibile attraverso numerosi studi di casi internazionali e nazionali basi di partenza per alcune riflessioni all’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione come fattore abilitante per raggiungere elevati benefici in termini di efficienza ed efficacia dell’assistenza erogata. In una prima parte si delineano le opportunità offerte dai sistemi ICT per ricavarne quindi delle considerazioni di ordine generale ed un modello di evoluzione futura. Un’ ultima sezione poi è dedicata alle specificità del processo trasfusionale ed alle caratteristiche delle applicazioni rilevate in questo ambito nell’ottica di integrazione della tecnologia RFId come a supporto dei processi primari. Di questo tipo di applicazione viene descritto i punti di forza e come un grado di personalizzazione di tale attuazione di progetto all’interno di uno specifico ambito sanitario possa essere risposta coerente ai problemi e criticità reali. Nel nostro paese e nel contesto internazionale si sta assistendo ad un rinnovato interesse per il tema della sicurezza del paziente e della qualità delle prestazioni sanitarie in prospettiva di aumento della produttività con un temporaneo recupero di efficienza ed efficacia. È proprio in questo contesto che si inserisce il tema del Risk Management nelle aziende sanitarie. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Isabella Russo Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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