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Il ruolo della musica nelle subculture giovanili

Informazioni tesi

  Autore: Simone Parmeggiani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Sociologia
  Relatore: Franco Bonazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

Arte e sociologia sono sempre andate a braccetto. Charles Wright Mills ci parla di immaginazione sociologica, ossia quella parte di pensiero che, date certe condizioni, ci permette di immaginare un determinato scenario. Si tratta di un atteggiamento mentale che porta ad una sociologia capace di collegare le esperienze individuali e le relazioni sociali. L’immaginazione sociologica dà a chi la possiede l'abilità di vedere, al di là del suo proprio ambiente e della sua individuale personalità, le più ampie strutture sociali e la relazione tra storia, biografia, struttura sociale.
Marshall McLuhan parla invece degli artisti descrivendoli come coloro che vedono più avanti degli altri, anticipando i media e immaginandosi il futuro per come sarà, rappresentandolo. “L’artista serio è l’unica persona in grado di affrontare indenne la tecnologia, perché è un esperto consapevole delle mutazioni nel campo della percezione sensoriale”. Gli artisti, quindi, sono davvero in grado di aiutarci a comprendere la tecnologia e a migliorare il rapporto con i suoi prodotti?
È facile sopravvalutare l’importanza degli artisti come “precoci sistemi di allarme” per la società, come li definiva McLuhan, ma è anche molto facile sottostimarne la capacità di capire le implicazioni delle tecnologie e delle tendenze emergenti, di commentarle e di generare intorno a esse pubblica consapevolezza. Qual è, dunque, la giusta chiave interpretativa in ottica sociale? Che ruolo giocano gli artisti e l’arte all’interno di particolari situazioni di vita, quali possono essere le subculture?
Questa breve tesi vuole cercare di approfondire questi ultimi temi trattando una forma d’arte particolare: la musica. La scelta dell’oggetto di analisi è nata innanzitutto da una mia attitudine personale verso la stessa: la musica è da sempre parte imprescindibile della mia vita e ho voluto cercare di introdurla - per quanto fosse possibile - in uno studio delle subculture giovanili, particolare riferimento ai punk, altro aspetto che ha condizionato non poco sia la mia adolescenza e, seppur in modo più indiretto, tutta la mia vita seguente. Ritengo questi due concetti sociologicamente rilevanti in quanto il primo, la musica, è una forma d’espressione dalle mille sfaccettature, e forse non tutte sono ancora state sviscerate; la seconda, i punk, in quanto lo ritengo il fenomeno culturale giovanile più importante della storia, sicuramente lo è dal dopoguerra in poi.

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- INTRODUZIONE: “La vita senza musica sarebbe un errore” -F. Nietzsche- Il significato del termine musica non è univoco ed è molto dibattuto tra gli studiosi per via delle diverse accezioni utilizzate nei vari periodi storici. Etimologicamente deriva da Muse (figure della mitologia greca e romana) e viene accostato al termine sottinteso tecnica, che a sua volta deriva dal greco techne. In origine il termine musica non indicava una particolare arte, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di "perfetto" e "bello". Oggi la musica viene considerata un’arte a tutti gli effetti e, in quanto tale, è veicolo di comunicazione interculturale e intergenerazionale e si differenzia palesemente dalle altre forme quali la pittura, la scultura, la fotografia ecc... Arte e sociologia sono sempre andate a braccetto. McLuhan parla degli artisti descrivendoli come coloro che vedono più avanti degli altri, anticipando i tempi e i media immaginandosi il futuro per come sarà, rappresentandolo. Credo che nella musica moderna si possa trovare il riscontro più lampante di questa affermazione: dal dopoguerra ad oggi, soprattutto con l’avvento della musica rock, i cantanti e i gruppi musicali che si sono avvicendati negli anni hanno sempre fatto da leader carismatici a gruppi di persone, soprattutto giovani, che non poche volte si sono trasformati in veri e propri cori politici. Si pensi all’inno americano suonato dalla chitarra di Jimi Hendrix durante il più grande concerto mai tenutosi, Woodstock, che allo stesso tempo è stato anche uno dei più grandi cortei antimilitaristi della storia; oppure a quello che ha rappresentato Bob Marley per la cultura rastafari nel mondo. Non è raro, dunque, che un musicista si sostituisca, per leadership, ad un personaggio politico e si metta alla guida di una porzione di popolo, di una generazione, di una cultura, e sicuramente il ruolo della musica in tutto ciò non è assolutamente trascurabile. - EVOLUZIONE DEL RUOLO DELLA MUSICA: Compito di questa tesi è, dunque, quello di analizzare il ruolo che la musica ha assunto nella postmodernità, e per fare ciò credo sia necessario innanzitutto operare un’analisi dei diversi scenari [temporali, culturali, spaziali...] in cui avviene fruizione di musica, individuando per ognuno di essi il ruolo che essa svolge nel determinare i tratti salienti del panorama preso in esame. Per ridurre il campo d’analisi, e per mia attitudine personale, preferirei concentrarmi solamente sulle sub-culture giovanili, andando dunque ad individuare tutte le situazioni in cui i giovani (o quelli che giovani non lo [2]

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