Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Debito pubblico e servizio sanitario in Italia: criticità e prospettive future

L’Italia sta fronteggiando problemi analoghi a quelli di tutti gli altri paesi occidentali e cioè sia l’aumento della spesa sanitaria che l’insoddisfazione, non sempre giustificata, da parte dei cittadini verso il servizio pubblico. L’aumento della spesa sanitaria non è di per sé un male ma si potrebbe dire che è segno di una maggiore attenzione alla salute, oltre che indice di sviluppo economico. Il vero problema è il finanziamento della spesa, questione particolarmente delicata in un paese, come l’Italia, con una finanza pubblica in grave difficoltà. Una questione collegata alla crescita della spesa sanitaria è legata all’invecchiamento della popolazione. Infatti, si può rilevare che la combinazione degli effetti del baby-boom nel primo dopoguerra, la successiva caduta dei tassi di fertilità che si registrò dalla fine degli anni 60 e l’aumento dell’aspettativa di vita stanno conducendo al progressivo invecchiamento della popolazione in tutti i paesi OCSE.
Questo fenomeno causa notevoli effetti sulla spesa pubblica e sul deficit e inoltre, sia in via diretta che in conseguenza del peggioramento dei conti pubblici, produce la contrazione delle potenzialità produttive del paese e, nel lungo termine, del tenore di vita dei cittadini. Numerose sono, infatti, le voci dei bilanci pubblici di tutti i paesi industriali che hanno un legame diretto e indiretto con l’aumento dell’età media della popolazione. Si può dire che la parte più rilevante della spesa per il welfare state sia determinata dalle esigenze di sanità e di vita sociale della popolazione non più in età di lavoro. Il fenomeno dell’invecchiamento implica in primo luogo che il tasso di aumento del numero dei percettori di trasferimenti pensionistici sia superiore a quello medio delle forze di lavoro e degli occupati, cioè dei soggetti ai quali è richiesto di produrre le risorse che dovranno finanziare il flusso di pensioni.
Inoltre, il costo per la collettività di un moderno servizio sanitario universale è ovviamente dipendente dal grado di salute della popolazione e questo, a sua volta, è influenzato dall’invecchiamento, posto che il ricorso alle prestazioni delle strutture sanitarie tende ad aumentare con l’età. In tale prospettiva, i flussi di risorse che le società dovrebbero destinare all’offerta di prestazioni dello stato sociale sono destinati ad aumentare, sia in assoluto che in rapporto al PIL. Si può credere che l’accresciuto trasferimento a favore delle generazioni anziane sarebbe più sopportabile per coloro che oggi lavorano se maggiori fossero l’aumento del reddito, la produttività per occupato, il miglioramento tecnologico, l’efficienza organizzativa.
Ma è proprio la riduzione netta della popolazione in età di lavoro che provoca di per sé, e a parità di altre condizioni, il calo delle prospettive di crescita del reddito. Le implicazioni del fenomeno costituiscono alcuni dei temi più rilevanti della politica economica dei paesi industriali, caratterizzata negli ultimi 30 anni da spinte ricorrenti alla riduzione dello stato sociale, alimentate anche dal consenso dell’analisi economica circa gli effetti negativi che l’accumulo dei disavanzi pubblici può produrre nel lungo termine sullo sviluppo dell’economia. In un contesto di accresciuta integrazione finanziaria e monetaria internazionale e in un contesto europeo, l’esigenza della stabilità dei mercati finanziari impone ora di mantenere sotto controllo i bilanci pubblici, indirizzando le politiche economiche a perseguire non solo l’equilibrio tendenziale fra entrate e spese, ma anche obiettivi di “qualità” per ciò che riguarda la struttura delle voci di bilancio.
Il problema dell’assistenza tende quindi ad assumere grande rilievo proprio in considerazione del fatto che in tale contesto le risorse pubbliche a disposizione dello stato sociale tendono a ridursi soprattutto in un paese come l’Italia dove i margini di spesa sono e saranno piuttosto ristretti e comunque soggetti a dei vincoli imposti dal fatto di far parte dell’Unione Europea.
Il presente lavoro sviluppa alcune considerazioni sul rapporto tra spesa sanitaria e invecchiamento della popolazione, in particolar modo nel contesto italiano, e su come, alla luce delle più recenti stime e previsioni condotte anche dalla Ragioneria Generale dello Stato sulle tendenze di lungo periodo di crescita della spesa socio-sanitaria, il trend di crescita di tali spese sembra poter influenzare il livello del deficit pubblico e alterare il già precario equilibrio tra Deficit/PIL in Italia.

Mostra/Nascondi contenuto.
Università degli Studi di Palermo 2008 INTRODUZIONE L’Italia sta fronteggiando problemi analoghi a quelli di tutti gli altri paesi occidentali e cioè sia l’aumento della spesa sanitaria che l’insoddisfazione, non sempre giustificata, da parte dei cittadini verso il servizio pubblico. L’aumento della spesa sanitaria non è di per sé un male ma si potrebbe dire che è segno di una maggiore attenzione alla salute, oltre che indice di sviluppo economico. Il vero problema è il finanziamento della spesa, questione particolarmente delicata in un paese, come l’Italia, con una finanza pubblica in grave difficoltà. Una questione collegata alla crescita della spesa sanitaria è legata all’invecchiamento della popolazione. Infatti, si può rilevare che la combinazione degli effetti del baby-boom nel primo dopoguerra, la successiva caduta dei tassi di fertilità che si registrò dalla fine degli anni 60 e l’aumento dell’aspettativa di vita stanno conducendo al progressivo invecchiamento della popolazione in tutti i paesi OCSE. Questo fenomeno causa notevoli effetti sulla spesa pubblica e sul deficit e inoltre, sia in via diretta che in conseguenza del peggioramento dei conti pubblici, produce la contrazione delle potenzialità produttive del paese e, nel lungo termine, del tenore di vita dei cittadini. Numerose sono, infatti, le voci dei bilanci pubblici di tutti i paesi industriali che hanno un legame diretto e indiretto con l’aumento dell’età media della popolazione. Si può dire che la parte più rilevante della spesa per il welfare state sia determinata dalle esigenze di sanità e di vita sociale della popolazione non più in età di lavoro. Il fenomeno dell’invecchiamento implica in primo luogo che il tasso di aumento del numero dei percettori di trasferimenti pensionistici sia superiore a quello medio delle forze di lavoro e degli occupati, cioè dei soggetti ai quali è richiesto di produrre le risorse che dovranno finanziare il flusso di pensioni. Inoltre, il costo per la collettività di un moderno servizio sanitario universale è ovviamente dipendente dal grado di salute della popolazione e questo, a sua volta, è influenzato dall’invecchiamento, posto che il ricorso alle prestazioni delle strutture sanitarie tende ad aumentare con l’età. In tale 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Salvatore Rizzuto Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2304 click dal 31/01/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.