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Il Patto di Stabilità e di Crescita alla luce della sentenza della Corte di Giustizia del 13 Luglio 2004

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Stasi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei servizi giuridici
  Relatore: Roberto Mastroianni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

L’obiettivo del Patto di stabilità e di crescita è prevenire un disavanzo di bilancio eccessivo nella zona euro dopo l’avvio della terza fase dell’Unione economica e monetaria (UEM). I meccanismi che sono stati previsti sono il risultato di lunghe e difficili trattative sulla natura, gli obiettivi e le modalità del Patto. In particolare la proposta iniziale del governo tedesco prevedeva un sistema di sanzioni automatiche ogniqualvolta il disavanzo pubblico di un Paese superava il 3% del PIL. Questa impostazione, tuttavia, è apparsa troppo rigida dal momento che gli Stati membri dell’UEM, non potendo più gestire a livello nazionale i tassi di cambio e la politica monetaria, devono necessariamente intervenire sulla politica di bilancio per fronteggiare crisi economiche e sociali. Essendo comunque avvertita come indispensabile una disciplina di bilancio volta a garantire una gestione sana ed efficace delle finanze pubbliche nella zona euro ed evitare che la politica di bilancio lassista di uno Stato membro penalizzi gli altri tramite i tassi di interesse minando la fiducia nella stabilità economica della zona euro, è stato previsto dall’articolo 104 C del trattato di Maastricht un meccanismo volto ad evitare il formarsi di disavanzi pubblici eccessivi.
Il Patto di stabilità e di crescita intende completare l’articolo 104 C mediante una serie di disposizioni che rappresentano un compromesso tra la rigidità iniziale delle proposte tedesche e le visioni più elastiche di altri Stati.
Tre testi precisano gli obiettivi e le modalità del Patto: la risoluzione del Consiglio europeo relativa al Patto di stabilità e di crescita, Amsterdam, 17 giugno 1997; il regolamento (CE) n° 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 relativo al rafforzamento della vigilanza delle posizioni di bilancio e della vigilanza e del coordinamento delle politiche economiche; il regolamento (CE) n° 1467/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi.

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2 CAP. I I MECCANISMI DEL PATTO PREMESSA L’obiettivo del Patto di stabilità e di crescita è prevenire un disavanzo di bilancio eccessivo nella zona euro dopo l’avvio della terza fase dell’Unione economica e monetaria (UEM). I meccanismi che sono stati previsti sono il risultato di lunghe e difficili trattative sulla natura, gli obiettivi e le modalità del Patto. In particolare la proposta iniziale del governo tedesco prevedeva un sistema di sanzioni automatiche ogniqualvolta il disavanzo pubblico di un Paese superava il 3% del PIL. Questa impostazione, tuttavia, è apparsa troppo rigida dal momento che gli Stati membri dell’UEM, non potendo più gestire a livello nazionale i tassi di cambio e la politica monetaria, devono necessariamente intervenire sulla politica di bilancio per fronteggiare crisi economiche e sociali. Essendo comunque avvertita come indispensabile una disciplina di bilancio volta a garantire una gestione sana ed efficace delle finanze pubbliche nella zona euro ed evitare che la politica di bilancio lassista di uno Stato membro penalizzi gli altri tramite i tassi di interesse minando la fiducia nella stabilità economica della zona euro, è stato previsto dall’articolo 104 C del trattato di

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patto di stabilità
sentenza della corte di giustizia del 13 luglio 20
unione economica e monetaria

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