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Reti dell'attenzione e attentional blink

Informazioni tesi

  Autore: Luana Morgilli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Antonino Raffone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Il presente lavoro sperimentale costituisce un contributo alla ricerca sull’attenzione partendo dal fenomeno individuato, negli studi sul dominio temporale dell'attenzione, da Raymond, Shapiro e Arnell (1992) e da loro denominato Attentional Blink (AB). Tale effetto consiste in un una temporanea ma duratura soppressione dell’elaborazione visiva successiva alla presentazione di un target in una stringa di stimoli visivi presentati in rapida successione.

Scopo di questo studio è indagare le relazioni esistenti tra il fenomeno e le funzioni principali dell’attenzione descritte nella teoria di Posner (1980), è stato scelto questo modello sull'attenzione anche perché ad esso corrisponde un compito comportamentale specifico in grado di valutarne le singole componenti. Questo compito sperimentale, elaborato da Fan et al. nel 2002, è denominato Attention Network Test (ANT). In questa tesi sperimentale è stata utilizzata una versione modificata e più recente dell’ANT, l’Attention Network Test Improved (ANTI) realizzata da Callejas, Lupiàñez e Tudela nel 2004 oltre ad un compito RSVP adatto a valutare l'effetto dell'AB.

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Negli ultimi decenni, lo studio dell'attenzione ha occupato una posizione centrale nella ricerca psicologica e neuropsicologica, in particolare nella ricerca di impostazione cognitivista. In particolare, c’è stata una gran prolificazione di studi inerenti il legame tra attenzione e coscienza. Il presente lavoro costituisce un contributo alla ricerca sull’attenzione partendo dal fenomeno individuato da Raymond, Shapiro e Arnell (1992) e denominato Attentional Blink (AB). Tale effetto consiste in un una temporanea ma duratura soppressione dell’elaborazione visiva successiva alla presentazione di un target in una stringa di stimoli visivi presentati in rapida successione. Scopo di questo studio è indagare le relazioni esistenti tra il fenomeno e le funzioni principali dell’attenzione descritte nella teoria di Posner (1980), attraverso il compito dell’AB e il paradigma sperimentale dell’ANTI. L’elaborato è strutturato in quattro capitoli. Nel primo sono illustrate le diverse teorie e prospettive utilizzate per spiegare i processi attentivi e i paradigmi sperimentali più utilizzati nell’evoluzione storica degli studi sull'attenzione. Sono inoltre descritte le principali funzioni dell’attenzione: l’attenzione selettiva, la vigilanza, l’attenzione divisa e la ricerca attentiva. Inoltre è descritta l’evoluzione delle funzioni attentive nello sviluppo dell’essere umano dall’infanzia all’età matura e il loro decadimento in età senile. Nel secondo capitolo sono esposti quelli che vengono considerati, da diversi autori (Posner e Boies, 1971; Posner e Petersen, 1990; Fernandez-Duque e Posner, 2001; Fan, McCandliss, Sommer, Raz e Posner, 2002), i tre principali sistemi attentivi con il loro substrato anatomo-fisiologico: il sistema dell’allerta, il sistema dell’orientamento e il sistema del controllo esecutivo. Sono in seguito illustrati tre paradigmi sperimentali volti ad indagare il funzionamento dei tre sistemi: l’Attentional Network Test (ANT; di Fan, McCandliss, Sommer, Raz e Posner, 2002), 6 INTRODUZIONE

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