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Il bilancio sociale negli Enti Locali. Il caso del Comune di Jesolo

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da notevoli trasformazioni che hanno investito vari campi, in particolare l’ambito politico, economico e soprattutto pubblico. Riferendosi alla realtà locale, il principale sintomo dello spirito riformatore fa riferimento alla figura del cittadino, come principale interlocutore dell’organizzazione pubblica. Costui non è più l’individuo che assiste passivamente alle decisioni prese dall’Amministrazione Pubblica (AP) subendone gli effetti, ma, al contrario, viene chiamato a partecipare attivamente alla vita dell’ente (democrazia partecipativa). Ciò comporta il dovere da parte del soggetto pubblico di saper anticipare i bisogni della collettività mantenendo un atteggiamento di attenzione costante nella soluzione dei problemi e mostrando una forte disponibilità all’ascolto delle esigenze, nella prospettiva di far superare la convinzione che le organizzazioni pubbliche siano distanti dal cittadino.
Ne risulta quindi una forte spinta a monitorare tutte le prestazioni ed i servizi erogati sul territorio e alle comunità locali per attuare un progetto di comunicazione permanente, cittadino-amministrazione e amministrazione-cittadino.
E’ in questa situazione che il tema della rendicontazione sociale attrae l’attenzione degli enti locali che sperimentano accanto ai documenti tradizionali strumenti di contabilità diversi che rendano più trasparenti e comprensibili da parte del destinatario finale i risultati raggiunti dall’azienda pubblica.
L’obiettivo del presente lavoro è di analizzare la portata del Bilancio Sociale con
riferimento ai Comuni rispetto ad altre autonomie territoriali.
Il nostro percorso deve partire dalle stesse domande che ciascun amministratore
politico, direttore generale, dirigente o funzionario di un ente si pone inizialmente: cos’è un Bilancio Sociale? In che cosa si differenzia dal tradizionale? A che cosa serve? Chi lo realizza? A cominciare dal primo capitolo si è cercato di dare progressivamente risposta a tali quesiti ponendo le condizioni per verificare che il Bilancio Sociale è il risultato di un processo che permette all’Ente di crescere e di valorizzare il rapporto con i propri interlocutori, di creare ricchezza ed enfatizzare il valore pubblico della sua attività.

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Introduzione Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da notevoli trasformazioni che hanno investito vari campi, in particolare l’ambito politico, economico e soprattutto pubblico. Riferendosi alla realtà locale, il principale sintomo dello spirito riformatore fa riferimento alla figura del cittadino, come principale interlocutore dell’organizzazione pubblica. Costui non è più l’individuo che assiste passivamente alle decisioni prese dall’Amministrazione Pubblica (AP) subendone gli effetti, ma, al contrario, viene chiamato a partecipare attivamente alla vita dell’ente (democrazia partecipativa). Ciò comporta il dovere da parte del soggetto pubblico di saper anticipare i bisogni della collettività mantenendo un atteggiamento di attenzione costante nella soluzione dei problemi e mostrando una forte disponibilità all’ascolto delle esigenze, nella prospettiva di far superare la convinzione che le organizzazioni pubbliche siano distanti dal cittadino. Ne risulta quindi una forte spinta a monitorare tutte le prestazioni ed i servizi erogati sul territorio e alle comunità locali per attuare un progetto di comunicazione permanente, cittadino-amministrazione e amministrazione-cittadino. E’ in questa situazione che il tema della rendicontazione sociale attrae l’attenzione degli enti locali che sperimentano accanto ai documenti tradizionali strumenti di contabilità diversi che rendano più trasparenti e comprensibili da parte del destinatario finale i risultati raggiunti dall’azienda pubblica. L’obiettivo del presente lavoro è di analizzare la portata del Bilancio Sociale con riferimento ai Comuni rispetto ad altre autonomie territoriali. Il nostro percorso deve partire dalle stesse domande che ciascun amministratore politico, direttore generale, dirigente o funzionario di un ente si pone inizialmente: cos’è un Bilancio Sociale? In che cosa si differenzia dal tradizionale? A che cosa serve? Chi lo realizza? A cominciare dal primo capitolo si è cercato di dare progressivamente risposta a tali quesiti ponendo le condizioni per verificare che il Bilancio Sociale è il risultato di un processo che permette all’Ente di crescere e di valorizzare il rapporto con i propri interlocutori, di creare ricchezza ed enfatizzare il valore pubblico della sua attività. * * * Il lavoro di ricerca consta di tre parti principali: due approfondiscono aspetti teorici, mentre la terza analizza un caso aziendale. - 1 -

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Bianco Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 648 click dal 02/02/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.