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Cuba e Nancy Alonso: ''Cerrado por reparación'' tradotto in italiano

Ci sono luoghi che ci entrano dentro, senza che si sappia il perché, e ci lasciano un’impronta indelebile che ci porteremo dietro per il resto della vita: Cuba è senz’altro un posto del genere, che segna il cuore e l’anima. L’idea di questo lavoro è nata a seguito di un viaggio a Cuba, breve ma intenso, nel quale, alloggiando presso abitanti locali e facendo conoscenza con alcuni di loro, ho potuto capire, confrontarmi, vivere questo mondo nella sua quotidianità, e venire a contatto con una cultura vivace e coinvolgente che mi ha appassionato e spinto ad occuparmi della corrispondente letteratura. La letteratura cubana è poco conosciuta e studiata, non solo per le estreme difficoltà che un autore incontra a farsi conoscere in patria, a causa della censura vigente, ma anche per le successive, scarse probabilità che ha qualora riesca a pubblicare di far uscire dai confini del paese la propria opera.
Dopo alcuni contatti con esperti e specialisti di questo campo di studio e l’approccio a svariati volumi, ci si è casualmente imbattuti nel primo scritto della narratrice cubana contemporanea Nancy Alonso, grazie ad un prestito interbibliotecario con l’Università di Cagliari, testo che ha suscitato il mio interesse per le ambientazioni specificatamente cubane e le descrizioni di situazioni reali, viste anche nella loro drammaticità. Perciò, dopo la lettura attraverso internet di un breve riassunto della seconda opera dell’autrice, "Cerrado por reparación", mai tradotta in italiano, è nata l’idea di tradurre questa serie di racconti.
È stato possibile reperire il testo originale solo grazie all’autrice stessa che, nello scorso gennaio, a seguito di un contatto tramite posta elettronica, lo ha inviato come allegato.
Questa raccolta di racconti ci appare significativa in quanto può aiutare a riflettere su una realtà cubana quotidiana spesso ignorata perché poco nota e pubblicizzata, in questo caso, la traduzione è il mezzo per condurre il lettore italiano a tale comprensione, diventando, in tal modo, un metaforico ponte tra due culture diverse.
Nel primo capitolo verrà mostrato una sorta di quadro d’insieme di quello che è il panorama letterario cubano contemporaneo, con brevi accenni e riferimenti ai nomi più rilevanti, sia di coloro che continuano a scrivere in patria, con tutti i problemi dovuti alla censura, sia di coloro che, per volontà propria o altrui, sono costretti a scrivere da altri luoghi del mondo. Sarà poi presa in esame in maniera più specifica la letteratura femminile che, da sempre ostacolata e poco conosciuta, si è, invece, negli ultimi decenni, imposta all’attenzione pubblica in maniera significativa.
Nel secondo capitolo, dopo un breve accenno alla biografia dell’autrice e alle sue opere, con un paragrafo dedicato all’esposizione delle dinamiche del suo particolare approccio alla scrittura, si analizza nello specifico "Cerrado por reparación", alla luce di precedenti analisi e recensioni, per far comprendere il testo in tutte le sue sfaccettature e funzioni.
Verrà quindi inserita, nel terzo capitolo, una nota alla traduzione con commento generale basato sui metodi e le teorie di studiosi della pratica della traduzione di testi letterari e, successivamente, un’analisi più specialistica delle principali problematiche incontrate nel processo traduttivo, a livello di lessico, strutture grammaticali e messaggio veicolato; alcuni frammenti tratti
dall’opera saranno ridiscussi, nel tentativo di spiegare la scelta di determinate strategie traduttive nel passaggio verso la lingua italiana.
Seguirà quindi la traduzione italiana con testo a fronte, correlata di note esplicative a piè di pagina.
Nell’appendice è stata inserita un’intervista che l’autrice ci ha gentilmente concesso e un glossario dei termini cubani o sudamericani significativi, correlati di traduzione italiana o di spiegazione del significato nel caso di realia.

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5 1.1 Cenni sul panorama letterario della Cuba dei nostri giorni “Un popolo che soffre produce grande letteratura e grande cinema, perchØ la forza della parola non la puoi fermare”: queste le significative parole pronunciate da Miguel Mejides 1 al Pisa Book Festival del 2007. ¨ sicuramente vero che il popolo cubano stia soffrendo, non tanto per un embargo mai terminato, sebbene, grazie a mercato e borsa nera, spesso eluso, quanto per il regime che non risponde minimamente alle necessità ed esigenze di libertà e iniziativa economica del paese (Lupi 2007). Terra di poesia e cultura, Cuba è adesso luogo di narratori impegnati a raccontare le difficoltà di vivere che caratterizzano il loro tempo. Da sempre legata al mondo letterario latino-americano, che costituisce un corpus maggiore nel quale è possibile inscrivere la produzione letteraria di Cuba, quest’ultima, insieme a Portorico e alla Repubblica Dominicana, compongono un nucleo a parte, quello dei Caraibi, che cerca di mantenere la continuità con il continente ma, allo stesso tempo, di differenziarsi per le sue specificità, guadagnandosi un vasto numero di lettori (Araújo 1996: 374). Una di queste ricercate specificità è proprio data dal contesto storico- sociale, che, per quanto possa essere considerato simile a quello di altri luoghi dell’America Latina, rimane decisamente unico. 1 Nato a Nuevitas nel 1950, è uno dei piø originali romanzieri nel vasto panorama della narrativa cubana attuale. Vanta un’ampia produzione di romanzi e racconti tradotti in italiano, francese e tedesco e alcuni dei suoi lavori sono stati inseriti in antologie europee.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingua e Cultura Italiana

Autore: Francesca Tantussi Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 828 click dal 08/03/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.