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Gli aiuti di Stato nel diritto comunitario: l'esempio del settore dei trasporti aerei

Informazioni tesi

  Autore: Cosetta Masi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Bernardo Cortese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

Una panoramica completa della disciplina degli aiuti di Stato nel diritto comunitario, il generale divieto della loro concessione ed i casi in cui, invece, risultano ammessi. Esame di alcuni casi pratici. Segue un'analisi puntuale della concreta applicazione del diritto europeo degli aiuti di stato nel settore dei trasporti aerei.

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Introduzione 1 Introduzione 1- Cenni storici L'esigenza di dare una disciplina giuridica al fenomeno degli aiuti di Stato è emersa nella seconda metà del secolo scorso, in un momento in cui lo sviluppo degli scambi internazionali e la maggiore interrelazione tra le economie dei vari Paesi porta alla consapevolezza degli effetti distorsivi causati dalle sovvenzioni pubbliche sulla concorrenza. Quest'ultima si configura in prima approssimazione come il rapporto esistente tra diverse imprese che vendono beni o servizi dello stesso tipo, contemporaneamente e ad un bacino di acquirenti sostanzialmente identico. Normalmente si ritiene che essa porti a dei vantaggi reali; le imprese sono infatti stimolate ad allocare le proprie risorse in modo da incontrare la domanda dei consumatori, tendendo così al raggiungimento di quella che viene tradizionalmente chiamata “efficienza allocativa” 1 . Inoltre la concorrenza porterà produttori e venditori a mantenere i costi, e di conseguenza i prezzi, ai livelli più bassi possibile, con evidente ed immediato vantaggio per gli acquirenti, ed infine sarà un incentivo per gli investimenti nei settori della ricerca e dello sviluppo, al fine di proporre sul mercato prodotti innovativi e più appetibili per i consumatori. 2 Chiaramente le imprese che beneficiano di sovvenzioni da parte dello Stato si 1 L'efficienza allocativa (o ottimo paretiano) si ha quando non è possibile alcuna riorganizzazione della produzione che migliori le condizioni di almeno una persona senza diminuire quelle degli altri. Un'al- locazione quindi non è efficiente se comporta degli “sprechi”, nel senso che è possibile migliorare la situazione di almeno un individuo senza peggiorare quella di nessun altro. Secondo l'analisi dell'eco- nomista Vilfredo Pareto (da cui prende il nome questa teoria), la condizione di partenza per un merca- to efficiente è la concorrenza pura. Si veda H. S. ROSEN, Scienza delle finanze, Milano 2003, pagg. 21-26. 2 Sulla natura e l'importanza della politica della concorrenza si veda D.G. GOYDER, EC Competition Law, Fourth Edition, Oxford 2003, pagg. 8-12.

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