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Intenzionalità e libertà dell'uomo nei contesti materiale e sociale

Come decidere qual è il sistema politico ed economico migliore e come gestire un'impresa se prima non si risponde alla domanda: "Che cosa è l'uomo?".
Il sistema economico migliore non è quello che maggiormente rispetta e valorizza l'uomo per ciò che è?

Lo scritto si articola in tre parti.

Nella prima vengono considerate le posizioni gnoseologiche di alcuni filosofi della scienza (Popper, Kuhn, Feyerabend) e le risposte materialista e dualista alla domanda: "cos'è l'uomo?" (Sono considerate le posizioni di Searle, Popper, Crick, Feigl, Hanson. P. S. Churchland. Nagel e altri).
Sono considerati anche

La seconda parte è una riflessione, più propriamente sistematica, sulla natura dell'uomo e sul suo atto cognitivo.
L'analisi predilige e approfondisce l'ilemorfismo aristotelico-tomista, cioè l'antropologia duale (e non dualista). Ci si interroga sul realismo - cioè sulla conoscenza della realtà -, sulla necessità di relazionarsi al mondo sensibile per conoscere qualsiasi cosa, sulla capacità dell'uomo di trascendere il mondo dei sensi, sull'assolutezza della conoscenza, sulla capacità riflessiva dell'intelletto (autocoscienza).

La terza parte svolge alcune considerazioni riguardanti gli "enti collettivi", le relazioni fra micro e macro, le relazioni interpersonali.

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5 INTRODUZIONE I diversi temi presi in considerazione in questa tesi sono uniti nella relazione cognitiva con la realtà extramentale e, attraverso questa - passaggio obbligato -, anche con se stesso, di cui l’uomo è capace. Egli è una monade che può aprirsi agli enti sensibili, alle persone, e così via; e solo se è in relazione a ciò che è altro scorge la propria individualità e la propria irriducibilità alla materia, all’autocoscienza, o a qualche realtà metaindividuale. La filosofia moderna ha ridotto la conoscenza a coscienza di rappresentazioni prodotte dal soggetto, negandogli la possibilità di cogliere il reale extra-mentale così com’è. Le realtà extra-mentali, al-di-là inconoscibili, sono poi scomparse, ed è rimasto un io assoluto, creatore e governatore dell’essere e della verità. Non essendo però possibile una rappresentazione chiara e distinta del soggetto, anche quest’ultimo si è spesso dileguato (verso il basso: in fasci di sensazioni, stati temporali successivi, e così via; verso l’alto: come inconoscibile impositore di se stesso al ‘reale’ e datore di senso - forse non senza qualche contraddizione - ), lasciando infine il posto ad un preteso puro accadere. Il primo capitolo si apre considerando le posizioni gnoseologiche, tendenzialmente rappresentazioniste, di alcuni filosofi della scienza. La chiusura dello scienziato in teorie a-priori si rafforza passando da Popper a Kuhn e a Feyerabend; corrispondentemente, la verità perde consistenza

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Giovanni Maria de Simone Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.