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Studio della biodisponibilità di antociani in seguito all'assunzione di mirtillo ed effetto su marker di stress ossidativo

Informazioni tesi

  Autore: Enrica Cirina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: agraria-medicina e chirurgia
  Corso: alimentazione e nutrizione umana
  Relatore: Marisa Porrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

Tra gli alimenti vegetali discussi per il loro ruolo protettivo sulla salute vi sono i frutti di bosco.
I mirtilli presentano un alto contenuto di composti bioattivi in particolare polifenoli e antociani, ai quali sono state attribuite numerose attività tra cui quella antiossidante e modulatoria nei confronti della funzione endoteliale.
Tali composti sono rapidamente metabolizzati per cui risulta difficile valutare le cinetiche di assorbimento e identificare i diversi metaboliti prodotti.
Lo scopo dello studio è stato duplice. In primo luogo è stato valutato se il trattamento di blanching sui mirtilli surgelati, utilizzati per ottenere un frullato, poteva influenzare la biodisponibilità degli antociani presenti. In secondo luogo è stato oggetto di studio l’effetto dell’assunzione di una singola porzione di frullato di mirtillo, nella modulazione di alcuni marker di stress ossidativo, e in particolare la resistenza cellulare al danno al DNA (indotto ed endogeno) e di funzione endoteliale quali livelli plasmatici di ossido nitrico e iperemia reattiva.
A tal fine è stato condotto uno studio in acuto su 10 volontari, selezionati tra la popolazione studentesca dell’Università degli Studi di Milano, ai quali è stato chiesto di assumere una porzione di 300g di: mirtillo frullato, di mirtillo frullato trattato termicamente e di una gelatina aromatizzata non contente antociani (placebo). I soggetti sono stati divisi in gruppi secondo un protocollo randomizzato di tipo cross-over a misure ripetute.
Durante la sperimentazione i volontari sono stati sottoposti a diversi prelievi di sangue dai quali sono stati separati campioni di plasma e linfociti. I prelievi sono stati eseguiti prima del consumo e a successivi intervalli dall’assunzione del mirtillo e del placebo. Inoltre ciascun volontario doveva raccogliere le urine delle 24h e delle 48h.
I mirtilli sono stati caratterizzati per il contenuto di polifenoli e antociani.
Sui campioni di sangue e di urine è stata valutata la concentrazione degli antociani e/o loro metaboliti attraverso metodo HPLC/MS-MS. La resistenza cellulare al danno al DNA è stata effettuata attraverso il saggio Comet, sia in seguito al trattamento indotto ex-vivo con acqua ossigenata, sia valutando i livelli endogeni di purine ossidate, determinate attraverso l’utilizzo di una endonucleasi specifica (formaminopirimidina glicosilasi).
Inoltre è stata misurata la funzione endoteliale attraverso una metodologia innovativa, non invasiva denominata Endo-PAT2000 (Endothelial Peripheral Arterial Tone) basata sulla registrazione della pulsatilità del volume arterioso, attraverso sensori specifici posizionati sui polpastrelli, prima e dopo iperemia reattiva prodotta occludendo il flusso sanguigno del braccio non dominante. Infine sono stati valutati i livelli di ossido nitrico nei campioni di plasma dei volontari, attraverso l’utilizzo di un kit colorimetrico.
I risultati ottenuti sono stati elaborati con l’analisi della varianza per misure ripetute con i trattamenti e il tempo come fattori dipendenti.
La caratterizzazione ha messo in evidenza che il mirtillo è principalmente una fonte di antociani (150 mg/100 g di prodotto) e polifenoli (284 mg/100 g di prodotto).
Per quanto riguarda lo studio sulla biodisponibilità è emerso che gli antociani (cianidina e malvidina 3-glucoside+galattoside) erano biodisponibili in entrambi i prodotti. Tuttavia, livelli più alti di antociani del 24% e 33% (rispettivamente dopo 1,5h e 2h) sono stati evidenziati nei soggetti che consumavano il mirtillo trattato rispetto a quello non trattato.
Dall’analisi statistica dei dati relativi ai marker in studio è emersa una riduzione significativa dei livelli di danno al DNA (-17,5%; p<0.01) già dopo 1 h dal consumo del mirtillo rispetto al prodotto placebo. Tale riduzione risulta tuttavia transiente e dopo 2h e 24h dal consumo si assiste a un ritorno ai livelli basali. Nessuna variazione significativa è invece emersa riguardo ai livelli di danno endogeno.
Per quanto concerne l’effetto sulla funzione endoteliale non è stato possibile evidenziare alcuna variazione dopo il consumo dei due prodotti (mirtillo vs placebo). Analogamente le concentrazioni di ossido nitrico nel plasma, a seguito del consumo dei due prodotti, non sono risultate differenti. Studi ulteriori su un campione più elevato di individui (es. con disfunzione endoteliale) sono necessari al fine di poter verificare un eventuale effetto sulla vasodilatazione.
In conclusione, dai risultati ottenuti, il consumo di una singola porzione di mirtillo aumenta le difese endogene dell’organismo contro un eventuale stress ossidativo nel breve termine, confermando quanto osservato in precedenti studi con altri frutti (es.arance). Inoltre, è stato dimostrato che opportuni trattamenti tecnologici possono essere utili al fine di favorire un aumento della biodisponibilità degli antociani presenti nel mirtillo.

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