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Luxury yachts, l'Italia e sfida internazionale per la conquista dei mercati nautici emergenti

Le imprese italiane della cantieristica da diporto, soprattutto nel segmento delle imbarcazioni di lusso, hanno conseguito negli ultimi anni risultati estremamente positivi. Il fatturato è quasi triplicato dal 2000 al 2006 e colloca le imprese del comparto al primo posto in Europa ed al secondo nel mondo.
Con riferimento, in particolare, alla produzione di superyacht, due gruppi italiani sono ai primi due posti nel mondo e si assiste ad una impressionante crescita del numero e del valore delle imbarcazioni realizzate. L’interesse per lo studio di questa industria non discende, però, solo dal desiderio di comprendere le motivazioni che sono alla base dei successi competitivi ottenuti, ma anche dalla tipologia delle imprese del settore e dal rilievo competitivo ottenuto grazie ai processi evolutivi nelle loro strategie.
Si tratta, infatti, per lo più di medie imprese (anche se i principali gruppi hanno raggiunto ormai dimensioni ragguardevoli), con una gestione ancora di tipo imprenditoriale, fortemente radicata nel territorio, che perseguono strategie di nicchia e basano il loro successo soprattutto sul design, sull’eccellenza del prodotto, sul prestigio dell’immagine e del marchio. Sono, in altri termini, esempi emblematici di quel tessuto di medie imprese che negli ultimi anni ha consentito all’industria italiana di uscire dal tunnel della crisi, di rilanciare le esportazioni, affrontare delicati processi di trasformazione connessi alla crescita dimensionale ed alla maggiore diversificazione dei mercati, coinvolgere nuovi finanziatori e ridefinire i sistemi di governance.
Le performance della cantieristica da diporto italiana sono basate su solidi vantaggi competitivi e su un posizionamento che fa prevalentemente leva sull’abbinamento lusso e “made in Italy”. I migliori risultati sono ottenuti sui modelli e sulle aree di business a maggior valore. Ed è proprio a questo segmento a cui è dedicata l’attenzione del seguente lavoro.
La crescente rilevanza del segmento delle imbarcazioni di lusso non è tanto riconducibile al bisogno, da parte dei diportisti, di ostentare uno status sociale superiore, bensì sempre più a motivazioni individualistiche connesse alla sfera del piacere edonistico. Non sempre è così invece per i Paesi emergenti dove con il massiccio e repentino sviluppo del segmento dei nuovi ricchi ( Russi e Cina), l’acquisto è spesso guidato da finalità ostentative. In entrambi i casi i produttori di imbarcazioni sono chiamati a realizzare sistemi di prodotto che si inseriscano nella sfera dei desideri dei loro clienti, imbarcazioni cioè che sappiano incarnare un sogno.
La nautica da diporto è uno dei settori che più sta riuscendo a cogliere le potenzialità di sviluppo dei paesi emergenti. In Russia e Cina crescono i saloni nautici, crescono i cantieri edili lungo la costa e pian piano si modificano i sistemi normativi per favorire questo business nautico a cui è riconosciuto l’elevato potenziale economico. Tuttavia anche qui ci sono molteplici fattori ed aspetti da considerare. La valutazione è la scelta dei mercati esteri in cui operare e delle modalità attraverso cui farlo sono decisioni particolarmente critiche soprattutto per imprese, come la maggior parte dei cantieri nautici, che presentano in media dimensioni ridotte ed una limitata struttura organizzativa. Va sottolineato, però che il prodotto-barca italiano tende a beneficiare dei caratteri di specialità che connotano, in termini di valore simbolico, il “lusso made in Italy” e come avviene, in generale, per i prodotti di nicchia, ciò spinge in una certa misura il cliente a cercare il prodotto.

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5 IL MERCATO DEL DIPORTO NAUTICO Il secolo dei superyacht è finalmente arrivato Il comparto nautico nazionale rappresenta un settore di immenso valore nel sistema industriale italiano. Esso focalizzandosi nel segmento dei superyacht e sfruttando le sinergie d’immagine con i settori del design e della moda la produzione del comparto nautico italiano si pone al secondo posto, in termini di valore, al mondo. Il suo sviluppo è legato imprescindibilmente agli aspetti naturalistici dei paesi, alla cultura nautica, al numero di diportisti sparsi per il mondo ed al reddito. Sotto questa luce l’industria nautica italiana appare ben al di sotto delle sue potenzialità. Da un lato la nautica da diporto italiana e il nostro sistema normativo/sociale hanno ancora una concezione elitaria del prodotto nautico, considerato uno status symbol, dall’altro l’arretratezza è da attribuire alla situazione infrastrutturale delle coste italiane. Produzione nautica,densità unità da diporto, parco nautico, marina e porticcioli per paese. Fonte rivista Nautica Novembre 2007

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Davide Nigrelli Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.