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Il percorso ad ostacoli delle donne nel mercato del lavoro italiano

Nel primo capitolo di questo lavoro, sono illustrate le specificità del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da una forte differenziazione territoriale, infatti è estremamente rilevante il divario esistente non solo tra il Nord e il Sud del paese ma anche all’interno dello stesso Sud, che sembra essere caratterizzato dalla compresenza di una molteplicità di realtà socio-economiche che vedono la Campania collocata all’ultimo posto nella graduatoria regionale dei tassi di occupazione femminile.
Il lavoro ha cercato di evidenziare come i sistemi di welfare rimangono ancora prevalentemente rivolti al male breadwinner (maschio procacciatore di reddito) e l’accesso ai servizi avviene per stato e ruolo all’interno della famiglia, da ciò ne derivano importanti differenze nell’accesso alle risorse, per cui la flessibilità del lavoro rischia di trasformarsi per molti in una condizione di precarietà dove le donne rimangono più a lungo e con ruoli spesso non corrispondenti ai loro titoli di studio.
Nel secondo capitolo di questo lavoro è stato affrontato il tema delle diseguaglianze di genere, infatti, oltre alla famiglia, un ulteriore contesto in cui si realizzano forti diseguaglianze di genere è il mercato del lavoro, poiché ancora oggi, lavoro maschile e lavoro femminile si differenziano sotto molteplici aspetti: per il diverso coinvolgimento dei due sessi nelle sfere del lavoro familiare e delle attività produttive, per il minore riconoscimento sociale del lavoro femminile e per la pluralità di aspetti che presenta l’occupazione femminile (lavoro pagato e non pagato).
Il terzo capitolo di questo lavoro è dedicata all’analisi dei cosiddetti “nuovi lavori” o “lavori atipici” che sono stati codificati dalla legge n°30 del 2003 (la cosiddetta “legge Biagi”), ma che in parte avevano già avuto una prima regolazione con la legge n°196 del 1997 (il cosiddetto “pacchetto Treu”). o, familiare e di cura, precario e marginale.

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Introduzione Le donne sono una risorsa essenziale per lo sviluppo. Tutti gli indicatori lo confermano: nelle realtà dove è più consistente il numero delle donne occupate, si registra un più elevato livello di servizi e una migliore qualità della vita. Impegnarsi per garantire alle donne un pieno accesso all’occupazione non è dunque soltanto il riconoscimento di un diritto, ma un modo per dare un contributo concreto alla crescita dell’economia. In altre parole, aumentare le opportunità per le donne significa contribuire ad accrescere il benessere dell’intera società. Anche se nel mondo occidentale i diritti e le conquiste delle donne hanno fatto passi avanti, la contraddizione tra potenzialità e condizione reale è ancora grande. Partendo da questa premessa, il lavoro si concentra sulla condizione delle donne nel mercato del lavoro italiano, i cui principali indicatori pur rilevando un crescente miglioramento, mostrano un persistente divario tra i due sessi soprattutto nel Mezzogiorno. In particolare, in Campania il tasso di occupazione femminile nel 2007 è fermo al 46,6%. Nel primo capitolo di questo lavoro, sono illustrate le specificità del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da una forte differenziazione territoriale, infatti è estremamente rilevante il divario esistente non solo tra il Nord e il Sud del paese ma anche all’interno dello stesso Sud, che sembra essere caratterizzato dalla compresenza di una molteplicità di realtà socio-economiche che vedono la 4

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Laura Nicotra Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.