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Immaginarsi migliori: i modi di essere degli enti locali nelle reti civiche

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Savini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Luciano Russi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 281

Le strategie di comunicazione stanno assumendo, in questi ultimi anni, un ruolo sempre più importante all'interno delle istituzioni pubbliche. Un mezzo fondamentale per dare corpo a questo processo è lo sfruttamento delle tecnologie dell'informazione, e una declinazione particolare di queste, nell'ambito citato, sono le reti civiche.
Questo studio si prefigge di indagare le modalità e le conseguenze che l'azione degli Enti pubblici locali comporta nello sviluppo e nei modi di essere di tali strumenti. L'analisi, inoltre, si propone di mettere in luce il legame che intercorre fra una rete civica e la sua realtà territoriale di riferimento, nella convinzione che una corrispondenza fra le due dimensioni sia presupposto fondamentale per una buona realizzazione di telematica civica.
Nel primo capitolo si fa una panoramica delle definizioni rintracciabili nella letteratura nordamericana e italiana, per poi evidenziare alcune variabili fondamentali che saranno al centro dell'intero studio. In questa parte si introduce anche il campione di reti civiche che è alla base dell'analisi presente nel secondo capitolo: per ogni caso si è studiata l'offerta di servizi mediante osservazione diretta, questionari somministrati via posta elettronica e contatti personali avuti con i responsabili delle reti civiche. Si è scelto di prendere in considerazione uno spettro di 25 voci, divise in tre aree funzionali.
Nel capitolo tre si è posta particolare attenzione alle fasi della creazione e della gestione di una rete civica, soprattutto nei casi di soggetti promotori diversi da quelli istituzionali. Punti focali sono stati considerati quelli della conoscenza degli utilizzatori dei servizi, dell'alfabetizzazione informatica, dell'adeguamento al contesto locale e dell'uso della telematica civica come nuovo collante del senso di comunità.
Il quarto capitolo è interamente dedicato al ruolo dei soggetti della PA, alle loro politiche di organizzazione e di utilizzo degli strumenti telematici, agli scenari futuri, anche in termini di governance, che questo utilizzo può comportare. Il discorso viene inserito in una cornice di cambiamenti normativi, come la recente legge sulla comunicazione pubblica e l'introduzione della firma digitale, che andranno ad incidere direttamente sull'oggetto d'analisi della tesi.
L'ultimo capitolo è dedicato alla presentazione di un progetto funzionale per una rete civica della zona di Tivoli (RM). Oltre a rappresentare una base di partenza per una futura realizzazione pratica, vuole essere questo un tentativo di sintesi e di verifica attuativa delle conoscenze emerse durante lo svolgimento del presente studio.

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Immaginarsi migliori 6 INTRODUZIONE La ricerca sulle implicazioni sociali determinate dall'utilizzo delle tecnologie di rete applicate all'informazione ha visto negli anni '90 una progressiva definizione del proprio campo d'indagine, logica conseguenza di una diffusione su larga scala di strumenti che avevano vissuto una lunga fase embrionale, a livello di sviluppo tecnico, nei due decenni precedenti. L'oggetto d'analisi di questa tesi è quella particolare struttura informativa telematica che viene denominata "rete civica", una delle tante risultanti che si sono sviluppate grazie alla connessione in rete di più computer. Per rete civica si intende un sistema telematico che abbia come preciso riferimento la dimensione locale di una comunità, ed offra ai cittadini e ai soggetti collettivi di questa uno spazio dove reperire informazioni, usufruire di servizi e interagire in maniera diffusa con chiunque altro sia presente nella rete. Se questo è un riferimento che può essere accettato come generale, c'è comunque da sottolineare il fatto che non si registra ancora un accordo completo su una definizione di rete civica, così come su una sua strutturazione, che possa essere considerata come standard. Del dibattito in corso, nella letteratura sul tema, sulla questione della definizione si darà conto nel primo capitolo. Lo scopo che questa tesi si prefigge di raggiungere è quello di indagare alcuni aspetti riguardanti la realizzazione, il funzionamento e l'utilizzo di tale strumento, nella particolare declinazione che esso assume quando vi sia presente al suo interno un soggetto della Pubblica Amministrazione. Questa particolare focalizzazione si spiega con la convergenza, in sempre più casi riscontrata, fra l'apertura, lenta, difficoltosa ma comunque presente, verso una diffusione della comunicazione interna ed esterna sempre più ampia da parte degli Enti pubblici del nostro Paese e l'utilizzo, per percorrere e facilitare questa strada, degli strumenti informatici di rete 1 . L'interesse di questo studio è allora quello di verificare se, fra le realizzazioni già attive, la convergenza citata si sia dimostrata funzionale al miglioramento della struttura delle istituzioni pubbliche e del loro rapporto con i cittadini. Per far questo ci si è serviti di un campione di reti civiche italiane 2 , delle quali è stata analizzata l'organizzazione, il funzionamento e i servizi offerti, proponendo, per lo studio di questi ultimi, una suddivisione in tre macroaree che si è ritenuta funzionale ad un approccio sistematico al tema. Di questa indagine si dà conto nel secondo capitolo, sottolineando che per lo svolgimento di essa ci si è serviti di un questionario sottoposto all'attenzione dei responsabili delle reti civiche oggetto d'indagine, oltre che di contatti diretti avuti con alcuni di loro. Per quanto riguarda la fase della realizzazione, facendo un passo indietro nel percorso di nascita e sviluppo di una rete civica,

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