Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La depressione in un campione di donne con tumore: una ricerca pilota

Presenterò in queste pagine un lavoro che fa parte di un progetto di ricerca molto più ampio presentato presso Fondazione Edo ed Elvo Tempio di Biella. Nello specifico mi sono impegnata in un’indagine a livello pionieristico sul possibile legame tra gli effetti della malattia oncologia nella coppia e i livelli di depressione.
La malattia tumorale è la seconda causa di morte dopo le patologie cardiovascolari, ogni anno vengano, infatti, diagnosticati più di un milioni di casi (Seager, 2003). Ad oggi le statistiche dei registri dei tumori ci informano quanto quest’ultimi risultino per la maggior parte curabili, tra questi vi sono il cancro dell’utero, delle tiroide, della mammella, del testicolo, della vescica, il linfoma di Hodking e molte altre, con curve di sopravvivenza dopo i cinque anni dalla diagnosi.
La letteratura presente sull’argomento (per es. Torta e Mussa, 2007; Costantini, Biondi e Grassi, 2003) ha messo in luce i diversi fattori in grado di attenuare l’impatto psicologico a seguito delle diagnosi. Primo tra tutti il supporto sociale, caratterizzato dalla rete di sostegno creata dal partner, familiari, amici e curanti attorno al paziente; seguito da altri fattori che riguardano le caratteristiche squisitamente psicologiche del paziente, quali l’adattamento a precedenti malattie, risorse psichiche come capacità d’introspezione e di espressione dei sentimenti, l’assenza di disturbi mentali, stile di pensiero e di comportamento di fronte ad eventi stressanti.

Mostra/Nascondi contenuto.
12 CAPITOLO UNO LA PSICONCOLOGIA 1.1 Definizione e sviluppo storico. Nonostante i significativi e numerosi progressi scientifici in ambito oncologico, il cancro rimane, tutt’ora, una delle patologie più diffuse e tra le prime cause di morte nel mondo, Italia compresa (Registro Tumori, 2002). La patologia neoplastica è strettamente connessa ad una molteplicità di variabili, anche psicologiche ampiamente studiate dalla ricerca scientifica (Di Leo, 1992; Mussa 2007). La scienza che, in maniera specifica, si occupa delle implicazioni psicosociali dei tumori è la psiconcologia. Questa si colloca come collegamento tra le discipline oncologiche e quelle psicologiche e psichiatriche, concentrandosi su due dimensioni specifiche legate al cancro (Morasso et al., 1998): - L’impatto psicologico e sociale della malattia sul paziente, la sua famiglia e l’equipe curante (infermieri, oncologi, psicologi, volontari, ecc…) - Il ruolo dei fattori psicologici e comportamentali della prevenzione, nella diagnosi e nella cura dei tumori (Holland et al., 1990) La psiconcologia non è quindi una disciplina medica o psicologica, ma una “scienza” che si occupa dell’uomo malato nella sua complessità di aspetti biologici, mentali e relazionali. L’integrazione sta nel porre le proprie conoscenze psicologiche, mediche, farmacologiche e psicoterapeutiche sullo stesso tavolo di discussione, senza false priorità legate alle culture personali o agli arroccamenti ideologici: lo scopo è curare, al meglio, un paziente che sempre, pur talora negandolo o mascherandolo, è sofferente nel corpo, nella mente e nello spirito (Torta e Mussa, 2007). 1.1.1 La nascita della psiconcologia Già agli inizi del Novecento, si è incominciato a considerare la necessità di una visione unitaria del paziente affetto da patologia organica e ad indagare gli aspetti psicologici e i vari correlati, comportando perciò una collaborazione tra

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Veronica Fiorillo Contatta »

Composta da 244 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1750 click dal 08/03/2011.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.