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Redewendungen e modi di dire: un approccio contrastivo per l’apprendimento del tedesco come L2

Da secoli la lingua si utilizza come mezzo di comunicazione e nelle espressioni linguistiche compaiono i cosiddetti modi di dire (Redewendungen o Sprichwörter).
Nella maggior parte dei casi il parlante ne fa uso in modo inconsapevole, senza rendersi conto del loro significato e della loro origine, in quanto sono profondamente radicati nella propria cultura.
Il presente lavoro si prefigge di affrontare diversi punti tra i quali i seguenti:
- cosa si intende per fraseologia e quali sono le sue caratteristiche;
- fare un confronto tra la fraseologia nella lingua italiana e la fraseologia nella lingua tedesca;
- quando si può parlare di Redewendungen e come vengono usati nelle due lingue, italiano e tedesco;
- dimostrare l'utilità che i modi di dire possono avere nell'apprendimento di una L2, con lo scopo di sviluppare la competenza lessicale e comunicativa del discente per una prospettiva interculturale.
Nell'affrontare il discorso sui modi di dire/ Redewendungen è opportuno parlare anche di semantica e del concetto di metafora, essendo quest'ultima spesso presente in tali espressioni.
I modi di dire hanno raramente traduzioni corrispondenti nelle varie lingue e di frequente il loro significato è reso da locuzioni molto diverse che non hanno nulla in comune con i loro significati letterali.
L'apprendimento di tali locuzioni rappresenta un aspetto importante della competenza lessicale, sia per la frequenza con la quale ricorrono nel linguaggio quotidiano sia per la comprensione di alcuni aspetti culturali specifici che esse veicolano all'interno della lingua che le produce.
L'insegnamento delle espressioni idiomatiche deve tenere in considerazione diversi fattori, quali: la loro frequenza ed il loro uso pragmatico nella comunità linguistica di riferimento. Fondamentale è anche il grado di idiomaticità che tali espressioni presentano; esse possono essere idiomatiche, parzialmente idiomatiche, non idiomatiche.
Nella presentazione delle forme idiomatiche, il contesto è molto importante, perché è solo attraverso il contesto che si può comprendere il significato.
Le espressioni idiomatiche compaiono generalmente al di fuori del loro contesto, e anche se ciò permette di memorizzare il significato, non permette invece di comprenderne l'uso.
I testi didattici presentano di solito liste di forme idiomatiche con traduzione a fianco; scelta multipla tra diverse definizioni e tecniche di matching tra l'espressione idiomatica e la sua possibile definizione.
Le locuzioni fraseologiche possiedono un loro grado di grammaticalità e di flessibilità sintattica, come la coniugazione del verbo, ma con questa tecnica le espressioni sono decontestualizzate e quindi sono spesso presentate con il verbo all'infinito.
Questo tipo di attività sono utili per riconoscere le espressioni idiomatiche quando le si incontra in un contesto, ma non sono utili per lo sviluppo delle abilità produttive, di conseguenza un apprendente difficilmente produrrà espressioni di questo tipo nei suoi enunciati. A tale scopo è richiesta una certa competenza e familiarità con la lingua che si sta apprendendo e per raggiungere tale “confidenza” gli stessi modi di dire possono essere utilizzati come mezzo, ricercandone la loro origine e storia.
L'apprendente una volta conosciute alcune curiosità su un determinato modo di dire, lo memorizzerà più facilmente e, quando la sua conoscenza della lingua sarà tale da affrontare una conversazione senza tante difficoltà, allora comincerà ad utilizzare i modi di dire più frequenti.
Poiché le espressioni idiomatiche di una lingua sono moltissime è necessario un criterio di selezione che individui quelle più utili e quelle che invece potrebbero essere trascurate.
Nel presente lavoro i Redewendungen vengono suddivisi in:
- Redewengungen mit Körperteilen (modi di dire con i nomi delle parti del corpo);
- Tierredewengunen (modi dire con i nomi degli animali).
- Ironische und scherzhafte Redewendungen (modi di dire ironici e umoristici).
Dopo il lavoro di selezione e di suddivisione si può iniziare con la costruzione delle attività rivolte agli apprendenti, i quali devono però possedere già delle conoscenze della lingua di arrivo, è a loro quindi richiesto un livello C1/B2 (avanzato). Ciò perché devono essere in grado di riconoscere le irregolarità morfosintattiche che caratterizzano spesso queste espressioni (vedi paragr. 1.3.1).
Per incentivare l'interesse dell'apprendente, laddove è possibile, si può risalire all'origine di tali espressioni, in quanto in diversi nascondono una propria storia e cultura.

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10 I LA FRASEOLOGIA TEDESCA E ITALIANA: UN CONFRONTO “Der Mensch schwimmt in der Sprache wie der Fisch im Wasser. Er würde sie erst richtig bemerken, wenn er hinausgeworfen würde. Das aber geht nicht”. (HERINGER, 2004, p. 110) 1.1 LA FRASEOLOGIA TEDESCA E LA QUESTIONE TERMINOLOGICA La Phraseologie (Fraseologia o Frasologia) è in campo linguistico lo studio della frase. Il termine è di origine greca: φράδω (phrázo, "esporre") e λὸγος (lògos, "parola"). In ambito tedesco essa rappresenta una branca autonoma della linguistica, mentre per quanto riguarda la fraseologia italiana, la bibliografia esistente è alquanto scarsa (LURATI, 2001, p. VII). LURATI, (2001) fa presente che l‟interesse per il ricorso ai modi di dire, è da tempo quanto mai intenso in vari settori della linguistica generale, della germanistica e della slavistica (RÖRICH 1973, HÄUSSERMANN 1977, KOLLER 1977, THUN 1978, PILZ 1978, BURGER 1982) e seppure più lentamente, anche la ricerca francese va colmando le lacune del settore (REY-CHANTREAU 1979, ROQUES 1984, DI STEFANO 1991) (in LURATI, 2001). L'oggetto di studio di tale disciplina è la frase in quanto unità linguistica

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Sara Trichilo Contatta »

Composta da 162 pagine.

 

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