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Le parole per dirlo: parlare di omosessualità

Informazioni tesi

  Autore: Ornella Marino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Donatella Barazzetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

Il lavoro di tesi è suddiviso in tre capitoli.

Nel primo capitolo si è cercato di analizzare i concetti base per arrivare a definire una persona omosessuale e l'omofobia. Si è cercato di capire come mai ancora ci siano idee stereotipate sul mondo omosessuale e perché ci siano molti pregiudizi. L'idea sbagliata sul mondo omosessuale può portare ad episodi violenti di omofobia. L'omofobia può essere caratterizzata da un processo che inizia fin dalla nascita. L'omofobia è la paura espressa dagli eterosessuali di stare in presenza di omosessuali e l'avversione che le persone omosessuali hanno nei loro stessi confronti. La paura che qualcuno possa scoprire una presunta traccia di omosessualità dentro di sé porta negli uomini ad un continuo stress fisico e mentale per cercare di avere atteggiamenti “appropriati” per essere riconosciuti come veri uomini veri uomini.
L'omofobia si può trovare anche tra i gay e lesbiche che non si sono ancora accettati ed hanno atteggiamenti violenti contro se stessi ed altri omosessuali. All'interno del capitolo prima di arrivare a definire l'omofobia si è cercato di fare chiarezza sui vari temi che riguardano il genere e il sesso di una persona che spesso possono essere condizionati da elementi esterni. I pregiudizi in particolare possono esercitare un forte impatto sulla vita di una persona.
Nella società vengono imposti ideali e modalità di comportamento da rispettare e chi non adotta queste norme è soggetto ad essere emarginato dalla società. Il punto cruciale è che la cultura impone determinati atteggiamenti, frutto di un processo di costruzione sociale.

Nel secondo capitolo si è cercato di analizzare le innumerevoli modalità con cui l'omosessualità maschile è stata denominata. Si è cercato di trovare per ogni termine il suo significato etimologico per avere un quadro più chiaro sulle origini e l'ambito in cui il termine veniva utilizzato. Sono stati analizzati anche i termini che non vengono più utilizzati perché sono stati sostituiti da altri.

Il terzo capitolo è incentrato sulle terminologie con cui viene indicata l'omosessualità femminile. Rilevante è che esistono pochi termini conosciuti ed utilizzati. Una ipotesi che molti studiosi avanzano per spiegare questa differenza è legata al diverso potere simbolico e materiale che hanno avuto le donne e gli uomini nella società occidentale. In questo senso la maschilità costituisce il centro dell'ordine simbolico dominante ed è quindi fondamentale anche la trasgressione ad esso. Non è cosi invece per il femminile.

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5 INTRODUZIONE Nella società in cui viviamo esistono ancora tanti pregiudizi sull‟omosessualità sia maschile che femminile. L‟omosessualità viene vista come qualcosa contro natura e spregevole. Le persone omosessuali sono tanto odiate da non essere considerate oppure diventare bersagli di pesanti offese o violenze fisiche. Alla televisione si sentono notizie, ormai tutti i giorni, su violenze o minacce alla vita di persone omosessuali solo perché semplicemente esprimono il loro amore. L‟atteggiamento avverso contro gli omosessuali viene chiamato comunemente omofobia ovvero paura di essere ritenuti omosessuali e quindi non veri uomini. Paura e vergogna perché ancora domina l‟idea dell‟uomo virile e della maschilità come norma incontrastata che nessuno può violare. Chi viola queste norme incorre in sanzioni che non sono pecuniarie ma fisiche o offensive. Omosessuali non si nasce o ci si diventa, omosessuali si è. Si è cercato di mettere in luce degli elementi che contribuiscono a costruire socialmente stereotipi relativi all‟omosessualità e le modalità attraverso cui si strutturano e si perpetuano forme di rifiuto e di disprezzo. Per cercare di capire come ancora esistano forme di denigrazione nei confronti dell‟omosessualità si è scelto di analizzare le molteplice modalità attraverso cui l‟omosessualità viene denominata. Lo scopo per cui vengono utilizzati determinati termini è dovuto al fatto che il “nominare” uno specifico aspetto o comportamento sociale contribuisce a identificarlo in termini di valore ed a perpetuarne lo stereotipo. Molto importante in questo percorso di tesi è stata la difficoltà di trovare denominazioni per l‟omosessualità femminile dato che vi è una forte mancanza di termini dovuto al fatto che l‟articolazione, molteplicità e visibilità del fenomeno al maschile è molto più marcata ed evidente. Il lavoro di tesi è suddiviso in tre capitoli.

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Parole chiave

differenza di genere
gay
omosessualità

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