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La Rappresentanza del socio nell'assemblea S.p.A. (Art. 2372 c.civ.)

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Buscemi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Di Cataldo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

L'articolo 2372 “rappresentanza nell'assemblea” è inserito all'interno del Titolo V (delle Società), Capo V (delle Società per azioni), Sezione VI (dell'Assemblea).
Nel nostro ordinamento tale norma è ricompresa all'interno del diritto societario ovvero quella branca di diritto civile che comprende varie ed articolate materie legate agli aspetti giuridicamente rilevanti delle attività economiche.
Più in particolare regola ed ha per oggetto gli atti e le attività delle imprese.
Il diritto societario scandisce diritti e doveri di tutte le forme societarie ammesse dal nostro ordinamento.
L'articolo 2247 c. civ. stabilisce che: con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili.
Il contratto di società trova la sua forma più complessa ed organizzata con il modello della società per azioni.
La società per azioni (S.p.A.) è una società di capitali in cui le partecipazioni dei soci sono espresse in azioni, dotata di personalità giuridica1 e con autonomia patrimoniale perfetta.
Il suo funzionamento è garantito dalla presenza di organi sociali che nel sistema tradizionale delle società per azioni sono: l'assemblea degli azionisti (avente funzioni consultive), l'organo amministrativo (avente funzioni di gestione) e il collegio sindacale (avente funzioni di vigilanza).
L'assemblea è l'organo che riunisce tutti i soci titolari di azioni con diritto di voto i quali sono chiamati a prendere importanti decisioni per la vita della società, come l'elezione e la revoca dell'organo amministrativo, l'elezione dei sindaci, l'approvazione del bilancio e la promozione di azioni di responsabilità. Rientra tra la competenza dell'assemblea anche la modifica dell'atto costitutivo.
La rappresentanza in assemblea nelle S.p.A. non fa altro che applicare il principio generale della tendenziale ammissibilità della rappresentanza negoziale, ovvero il potere di compiere atti i cui effetti si producono nella sfera giuridica di un altro soggetto (art 1388 c. civ.), nelle forme e nei modi previsti dall'art 1392 c. civ.
Nel sistema civilistico la rappresentanza è consentita per una variegata serie di atti.
La rappresentanza in ambito societario si atteggia in maniera differente rispetto alla modalità tradizionale con cui essa viene disciplinata nella gran parte degli istituti civilistici che la prevedono.
Infatti la norma che ci accingiamo a trattare (2372 c. civ) pone delle regole che in parte derogano i fondamenti civilistici della rappresentanza attraverso dei principi speciali, all'occorrenza previsti per le società per azioni.
La capillare e “speciale” regolamentazione del fenomeno in oggetto è per l'appunto maggiormente funzionale al tipo delle società per azioni.
L'articolo 2372 c. civ è stato oggetto di importanti interventi riformatori da parte del legislatore.
Anche l'art. 136 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF D. lgs. 98/58) ci presenta e definisce il concetto di delega di voto; pure questo può essere un buon punto di partenza per inquadrare e meglio collocare il fenomeno della rappresentanza in ambito societario.
La delega così com'è prevista dall'articolo 136 del TUF è definita come "il conferimento della rappresentanza per l'esercizio del voto nelle assemblee".
Prima di addentrarci all'interno dell'esame della rappresentanza in assemblea (detta anche rappresentanza azionaria), bisogna chiarire che essa non sempre è conferita per procura (ovvero mediante l'atto con il quale un soggetto conferisce a terzi il potere di compiere atti giuridici in nome proprio), dunque non sempre volontaria.
La rappresentanza infatti può anche essere conferita dalla "legge", in questo caso si parlerà di rappresentanza legale, la quale è priva di procura, dunque essa “non è volontaria"; questa ipotesi si realizza ad esempio quando il genitore o il curatore vota in base alle azioni del figlio minorenne. In questi casi, peraltro, restano estranei all'ambito di applicazione degli artt 2372 c. civ. e 136 TUF.
Si parla anche di rappresentanza organica (o istituzionale) nel caso in cui il rappresentante ha funzione di organo esterno di una persona giuridica ed è rivestito dal potere di manifestare la volontà di quest'ultima: ad esempio l'amministratore di una società o il presidente di un'associazione. In questi casi siamo fuori dall'ambito di applicazione dell'art 2372 c. civ. e 136 TUF in quanto la rappresentanza in assemblea è una rappresentanza di tipo volontario in quanto essa deriva dal soggetto interessato mediante negozio giuridico unilaterale.
Il carattere fondamentale di questo conferimento (nell'ambito dell'Art 2372), è quello di dare al rappresentante il potere di compiere in nome del rappresentato un atto particolare, cioè, il voto nelle assemblee delle società (fenomeno particolarmente diffuso nelle S.p.A.).

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Capitolo 1 LA RAPPRESENTANZA DEL SOCIO ALL'INTERNO DELLA SOCIETA' L'istituto ha come una "doppia anima", da un lato esso tende a soddisfare l'interesse singolo del socio alla partecipazione nelle decisioni sociali, ponendosi così nell'alveo dell'autonomia contrattuale e della rappresentanza in genere. Il socio sceglie liberamente di compiere l'atto a mezzo di terzi anziché personalmente (profilo individualistico). Dall'altro lato l'interesse del socio si incontra con un altro interesse, quello "sociale", il quale interferisce con una serie di vicende che con esso hanno a che fare. La libertà e i diritti del singolo si debbono identificare con la vita associata dell'istituzione che crea le norme (ubi societas ibi jus). In diritto societario si parla perciò di istituzionalismo (o profilo istituzionalistico) quale il modo di concepire la società nel suo complesso: tale profilo è di più ampio respiro in quanto vede nell'impresa finalità diverse dagli interessi dei singoli azionisti della società. 6

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