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Etica e Diritto. La riflessione di Gustavo Zagrebelsky

Informazioni tesi

  Autore: Mariantonietta Arces
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Giuseppe Cotturri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Gustavo Zagrebelsky è un giurista italiano che è stato giudice della Corte Costituzionale dal 1995 al 2004. Nel suo articolato pensiero giuridico è rintracciabile una visione dualistica del diritto diviso in lex e ius, concetti riconducibili ai lati formale e sostanziale del diritto. Egli sostiene che la giustizia assoluta sia inattingibile al genere umano che da sempre la cerca, ma non la troverà, in quanto vi sono situazioni di pluralismo o anche, di relativismo della giustizia. La giustizia è una continua ricerca e chi invece crede di conoscere la verità assoluta incorre nel dogmatismo.Ad esempio la Chiesa cattolica ponendo le sue verità senza presupporle, non potrebbe mai ravvedersi della violenza attuata anche in difesa dei propri dogmi.Dunque, affinchè ci sia democrazia, ci deve essere alla base la libertà di pensiero come si evince dall’art. 21 della Costituzione.In una società pluralista, il diritto ha un compito principale, ovvero quello di tenere unite situazioni costituzionali plurali. Il diritto costituzionale è inteso come strumento di garanzia per la convivenza tra diversi piuttosto che come coercizione del più forte sul più debole, un diritto della moderazione e della ragionevolezza. Dunque, il diritto costituzionale è caratterizzato dalla mitezza, esso deve avere un atteggiamento amichevole verso le diversità, ovvero deve assumere un’idea di cittadinanza aperta, basata sul reciproco rispetto e non deve cristallizzarsi nella difesa ostile di un’identità definita a priori. Secondo G. Zagrebelsky, la Costituzione è il pass-partout per trascendere il lato formale del diritto. Infatti essa rappresenta proprio il lato sostanziale del diritto che ha a che vedere con la giustizia. La Costituzione è il luogo dell’amicizia, ma l’amicizia presuppone la condivisione di un ethos comune, al di là del quale c’è inimicizia. La Costituzione, dunque, include, ma al tempo stesso deve escludere. La costituzione come inclusione illimitata è un’illusione angelica, in quanto ogni “atto costituzionale” nasce da una “differenziazione”.Un altro valore importante a cui fa riferimento Zagrebelsky è l’interazione fondamentale per superare la problematica del multiculturalimo. Tale espressione indica la necessità e la capacità delle culture di entrare in rapporto, per definire se stesse, ma al contempo la disponibilità a costruire insieme e, eventualmente, a imparare l’una dall’altra. In questa disponibilità a rinnovarsi apprendendo gli uni dagli altri, c’è il contrario del separatismo e dell’integrazionismo. Per aversi interazione non basta la mera tolleranza. Occorre che ciascuna parte riconosca le altre come controparte in una relazione orientata alla ricerca di soluzioni giuste ai problemi della convivenza, senza richiedere aprioristiche rinunce ai propri ideali e valori. Infatti l’art.3 della Costituzione sancisce il principio dell’uguaglianza formale e sostanziale, che è un principio che trascende la mera tolleranza. Infatti, si ha tolleranza quando un’identità maggioritaria si astiene, per determinazione unilaterale, dal soffocare quelle minoritarie, tollerandole nel seno della propria società, senza riconoscere necessariamente uguaglianza.

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11 Capitolo I GIUSTIZIA, DIRITTO E COSTITUZIONE 1.1 Rapporto tra Diritto e Giustizia La parola deriva dal latino justitia che a sua volta deriva da justus, "giusto", e questo da jus, diritto, ragione. Se ci volgiamo alla storia, vediamo un immane campo di battaglia dove fazioni dell‟umanità si sono affrontate, combattute e sterminate in nome di loro proprie e opposte concezioni della giustizia. La giustizia degli uni era l‟ingiustizia degli altri. Attualmente nelle nostre società, vivono numerose concezioni della vita giusta e queste sono continuamente in confronto le une con le altre, si influenzano reciprocamente e, in presenza di situazioni e problemi in precedenza sconosciuti, si modificano, muoiono e altre ne prendono il posto. Questa situazione di pluralismo o anche, di relativismo della giustizia, rende impossibile la giustizia assoluta. Quest‟ultima, è dunque inattingibile al genere umano che da sempre la cerca, ma non la troverà. Ognuno di noi potrà credere di averla trovata, ma sarà solo la sua giustizia e non è

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Parole chiave

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diritto
etica
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orhan pamuk
pascal e la giustizia
pindaro
pluralismo
stato e chiesa
storia della costituzione italiana
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