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Rapporto di coevoluzione impresa-ambiente: un confronto tra contesti favorevoli e non favorevoli

Nel presente lavoro si analizzerà il rapporto che si genera tra l’impresa - principale elemento di analisi nel campo economico/aziendale - ed il suo ambiente di riferimento. L’argomento, abbracciando diverse prospettive di analisi, si presta ad essere osservato sotto molteplici punti di vista; si partirà, pertanto, da una prospettiva universale di osservazione, per giungere ad una più specifica rappresentazione di suddetto rapporto, contestualizzato su realtà locali.
Più in particolare il primo capitolo si baserà su alcune considerazioni preliminari sulla natura dell’impresa, partendo da cenni e definizioni generali del codice civile, descrivendone le differenti tipologie e gli aspetti caratterizzanti il modello istituzionale, fino ad arrivare alla cosiddetta visione sistemica. Dopo un breve accenno all’etica d’impresa si passerà poi ad analizzare l’ambiente, definendo prima di tutto il concetto di macro-ambiente e, conseguentemente, specificandone le sub-componenti. Procedendo nell’analisi si arriveranno a designare altri due concetti fondamentali nelle relazioni impresa-ambiente: il settore ed il mercato.Nella parte finale del primo capitolo si parlerà dell’ambiente specifico in cui l’impresa opera, il micro-ambiente, a sua vota ulteriormente diviso in ambiente transazionale e competitivo.
Nel capitolo successivo si farà invece un excursus sulle differenti scuole di pensiero che hanno caratterizzato la storia economica dell’ultimo secolo, dalla microeconomia neoclassica fino alle teorie cosiddette evoluzionistiche, passando attraverso logiche “strutturaliste” e “strategiche”. Saranno quindi brevemente ripresi gli studi condotti da alcuni economisti, da Alfred Marshall, Chamberlin e Bain, ad Abell, Nelson e Winter.
Il terzo capitolo, invece, sarà dedicato all’analisi del nuovo scenario competitivo che sta caratterizzando gli ultimi anni, valutato secondo una logica di coevoluzione delle imprese con l’ambiente e tra le imprese stesse. La prima parte del capitolo sarà incentrata sull’applicazione della teoria della complessità in campo economico per delineare le caratteristiche dei sistemi complessi. Tale concetto introdurrà anche il fenomeno delle reti di imprese, le quali permettono di distribuire tra i diversi soggetti coinvolti l’investimento complessivamente richiesto nonché il rischio (congiunto) delle operazioni poste in essere. Continuando con l’analisi dei fenomeni in atto nell’economia odierna, si parlerà della concorrenza sempre più forte (ipercompetizione) e della convergenza settoriale che sta investendo i mercati; entrambi i processi sono accelerati dalla crescente globalizzazione dei mercati, dalle nuove preferenze espresse dai clienti e dalle condotte innovative delle imprese, alla ricerca di sempre nuove opportunità di business. Sarà poi dato ampio spazio all’importanza della conoscenza e dell’innovazione, analizzando anche gli ostacoli che possono nascere alla loro genesi e diffusione all’interno dell’impresa. Nella parte finale del capitolo la trattazione verterà sull’importanza della coevoluzione come fattore determinante per la sopravvivenza e la crescita nel mercato globale odierno.
Nel quarto capitolo, per concludere con un’analisi empirica il presente lavoro, si partirà da una panoramica sul contesto europeo ed italiano, per poi fare riferimento allo specifico ambito campano, confrontato con quello emiliano-romagnolo, adottati come modelli rispettivamente di un ambiente sfavorevole e di uno virtuoso. Si considereranno alcune variabili, valutate come significative per determinare l’efficienza di un dato ambiente, per evidenziare le profonde differenze presenti tra i due contesti in esame.

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4 CAPITOLO PRIMO IL SISTEMA IMPRESA ED IL SUO AMBIENTE 1.1 L’impresa. Caratteri essenziali, cenni e definizioni L’impresa, sotto il profilo giuridico, è tradizionalmente definita come un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi; ciò è quanto si desume dalla definizione di "imprenditore" che all'art. 2082 fornisce il vigente codice civile. Non è concepibile quindi attività d’impresa senza l’impiego coordinato di fattori produttivi quali il capitale ed il lavoro proprio e/o altrui, e senza l’esistenza di un determinato scopo, che consiste nella produzione o nello scambio di beni o servizi. E’ altresì vero che per aversi impresa, come indicato dal suddetto art. 2082 del vigente codice civile, è richiesta, in aggiunta allo scopo produttivo dell’attività, l’economicità dell’attività di impresa. Ne consegue quindi che requisito essenziale perché si abbia impresa è che l’attività produttiva sia svolta con metodo economico, secondo modalità cioè che consentano quanto meno la copertura dei costi con i ricavi ed assicurino l’autosufficienza economica, altrimenti si avrebbe consumo e non produzione di ricchezza. È fondamentale, quindi, che l’impresa procuri capitale sufficiente a coprire ed eventualmente superare il costo delle spese (in tal caso per la parte eccedente i costi sostenuti si parlerà di profitto). Perché l’attività possa dirsi economica non è però essenziale che essa sia caratterizzata anche dall’intento dell’imprenditore di conseguire un guadagno o profitto personale (scopo di lucro). Quest’ultimo non può essere perciò elevato a requisito essenziale dell’attività dell’impresa. Possiamo quindi concludere affermando che è sufficiente che l’attività venga svolta secondo modalità oggettive tendenti al pareggio tra i costi e ricavi (metodo economico) ma non è ulteriormente necessario che le modalità di gestione tendano alla realizzazione di ricavi eccedenti i costi (metodo lucrativo).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali

Autore: Andrea Bernieri Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.