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L'opera sociale di un' industria manifatturiera lombarda tra 800 e 900: la società De Angeli Frua per l' industria dei tessuti stampati

Ernesto De Angeli, Laveno (Va) 29 Gennaio 1849. Trasferitosi giovanissimo a Milano per prepararsi ai corsi di ingegneria industriale del Politecnico, li dovette interrompere per provvedere al sostentamento della madre e delle tre sorelle, trovando impiego nell’ azienda di Eugenio Cantoni, industriale e banchiere di grande prestigio.
Giuseppe Frua, Milano 17 Settembre 1855. Figlio di un medico dalla spiccata attenzione ai problemi politici e sociali, fu dallo stesso avviato alle scuole commerciali con le prime esperienze di praticantato e di lavoro in aziende tessili tedesche dove comprese e teorizzò le grandi potenzialità di tale settore per lo sviluppo italiano. Ottenne dapprima una procura commerciale presso un’azienda bergamasca specializzata nella lavorazione di tessuti di lana pregiati e poi un impiego nell’ azienda di Eugenio Cantoni; sarà proprio il Cantoni, uno dei più innovativi imprenditori cotonieri italiani, il punto d’ incontro tra Frua e De Angeli, al quale era stata affidata la gestione della stamperia di Ponte d’Albiate.

La grande opera sociale : “Quando le prime leggi sociali, modeste ed incomplete, facevano la loro timida apparizione in Italia, il Senatore De Angeli le aveva già superate con la sua iniziativa personale ed anzi, si può dire, che dell’esperienza e della sua azione precorritrice, si servì per indirizzare l’opera dei legislatori, intervenendo nei Consigli del Lavoro, nelle discussioni parlamentari e al Senato” Così scriveva nel 1931 “L’Annuario“ dell’ Associazione Cotoniera a proposito del complesso stabile, razionale ed organico di opere assistenziali che con concezioni e sensibilità d’ animo fu possibile concepire e coordinare, prima per mezzo del De Angeli e successivamente del Frua. L’opera sociale si impegnava a mettere a disposizione mezzi e strutture affinchè vi fosse un progresso educativo, scolastico, igienico sanitario ed economico delle maestranze e delle loro famiglie.

L’asilo infantile Maddalena De Angeli : fu acquistata un’ area collocata tra Corso Vercelli e le vie Raffaello Sanzio e Luigi Sacco: mediante la cessione dal Comune di Milano della parte destinata a sede stradale, si formò un vasto piazzale a forma triangolare, su cui sarebbe stato collocato l’edificio, lontano da rumori e prossimo allo stabilimento e quindi comodo per i genitori che, recandosi la mattina, vi avrebbero accompagnato i figi.

Il Villaggio Frua : la decisione di costruire il Villaggio Frua maturò nel contesto successivo alla devastante guerra contro l’ Austria che costò all’ Italia ben seicentomila morti, un forte indebitamento e pesanti sconvolgimenti sociali. In grandi città come Milano, la situazione era aggravata da una vera e propria crisi degli alloggi che toccò l’apice nel periodo 1918 – 1922. Il Comune si mosse per promuovere con l’ Istituto Autonomo Case Popolari la creazione di nuove aree di edilizia popolare mentre il Frua elaborò la sua idea di villaggio operaio adiacente alla Stamperia per creare un rapporto di familiarità e fedeltà nell’ Azienda. Un quartiere di palazzine massimo per quattro famiglie con scantinato seminterrato, un piano rialzato ed un primo piano, ognuna con giardino indipendente.

L’ Assistenza igienico – sanitaria : non sarebbe stato degnamente memore degli insegnamenti paterni, se accanto alle varie provvidenze economiche ed educative non vi fossero anche quelle per il corpo. Sin dal 1901 era stato istituito un servizio medico sanitario totalmente a carico della Società che era esteso anche ai membri delle famiglie delle maestranze. A Milano e Legnano sorsero modernissimi ambulatori medici affidati a professionisti egregi e per gli altri stabilimenti era stato organizzato un regolare servizio periodico di visite.

Le assistenze economiche : anche in questo campo il programma della “De Angeli Frua“ è stato diretto ad un’ organica e metodica assistenza dei suoi dipendenti partendo dal concetto di un dovere sociale da compiere verso coloro che lavoravano per l’ azienda e dall’ utilità industriale e nazionale di “mettere il lavoratore nelle migliori condizioni fisiche e morali per dare il suo quotidiano lavoro con maggiore serenità ed il minor numero possibile di preoccupazioni”.

L’ Onorificenza Operaia delle Medaglie d'oro di Anzianità : il concetto educativo di premiare con un segno di distinzione il personale più meritevole per fedeltà e per capacità di lavoro, trasformato in legge di Stato dal Governo Nazionale, fu anticipata dal Frua nel 1908 con le Medaglie d’oro di Anzianità, premio di valore morale ai “fedeli” dell’ azienda divenuti numerosi per riconoscenza al principio collaborazionista da Lui professato.

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1 Capitolo I : Natura e limiti della ricerca La responsabilità sociale d’ impresa è una tematica di cui ero abbastanza informato anche prima che il Professor Trezzi me la proponesse come argomento della mia tesi di laurea. Nel duemila viene anche chiamata Corporate Social Responsability ed intende l’ integrazione di un pensiero etico ed ecologico all’ interno della visione strategica d’ impresa. La nostra scelta è stata quella di sviluppare il tema della responsabilità sociale quando non era un pensiero definito bensì nasceva dalla spontanea volontà di imprenditori ad aiutare le maestranze a migliorare il livello di qualità della vita. Stiamo parlando di periodi storici particolari, a cavallo tra la fine dell’ ottocento fino alla metà del secolo scorso: di un’ Italia fondamentalmente agricola e molto povera ma con un’ industrializzazione che si stava avviando per mezzo di persone nate e cresciute in contesti economici e sociali privilegiati ma dotati di grandi capacità. Industria significava cambiamento: per le persone che erano soprattutto contadini significava lasciare la campagna per andare in città, non lavorare i campi ma avere dei compiti manuali ed impare ad utilizzare le prime rudimentali macchine. Ma avere un lavoro ed uno stipendio garantito significava avere delle entrate economiche per la famiglia e poter offrire ai propri figli un nuovo futuro in cui si parlava di alfabetizzazione e di scuole, elementari, medie o professionalizzanti osservando così che il contesto economico e sociale era veramente progredito. Furono molti gli imprenditori italiani e le imprese che svilupparono progetti di responsabilità sociale: Adriano Olivetti, la Dalmine, la Fiat ed imprese più piccole e meno note ma che aiutarono veramente i lavoratori a crescere, professionalmente e come persone. Approfondiremo l’ opera sociale della De Angeli Frua, industria per i tessuti stampati che aveva sede in Milano, a me cara in quanto residente nella zona cittadina in cui più di un secolo fa era attivo il primo stabilimento: ancora oggi dalle mie finestre vedo il Villaggio Frua, un quartiere di villette indipendenti voluto da Giuseppe Frua per le sue maestranze. Durante la ricerca ho incontrato difficoltà nel reperimento delle fonti dato che l’ azienda ha cessato la sua attività circa cinquant’ anni or sono; non è stata istituita una fondazione ma presso il Cenacolo Moncalvo, associazione culturale che si propone di diffondere e promuovere attraverso le sue iniziative la cultura, le tradizioni e la lingua milanese, è disponibile un fondo privato di documenti storici della De Angeli Frua, frutto del lavoro di ricerca del Sig. Loredano Tavazzi.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Luca Mario Casazza Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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