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Sviluppo storico della relatività generale negli anni tra il 1915 e il 1980

L’obbiettivo che questo lavoro si prefigge è proprio quello di analizzare lo sviluppo della teoria della relatività generale dalle origini sino alla seconda metà degli anni Settanta, attraverso le vicissitudini che ne hanno caratterizzato la storia. In questo contesto più che a dedicarci ad una catalogazione bibliografica di articoli e lavori scientifici pubblicati in un arco di oltre sessanta anni, opera che avrebbe richiesto più tempo di quanto siamo disposti a concederci, abbiamo cercato di capire quali furono le cause delle fortune così alterne avute, nel corso degli anni, da questa teoria.
Nel primo capitolo ci siamo occupati degli sviluppi, in campo teorico ed in campo sperimentale, avuti dalla teoria dalla sua nascita, nel 1915, fino, grossomodo, alla prima metà degli anni Venti, cioè nel periodo antecedente alla crisi cui si faceva riferimento poc’anzi. Un periodo nel quale, come vedremo, la teoria ha goduto in maniera anche eccessiva dei benefici derivanti dalla spettacolare conferma sperimentale del 1919.
Nel secondo capitolo abbiamo cercato di tratteggiare un quadro della comunità scientifica nel periodo che va dalla seconda metà degli anni Venti sino alla fine degli anni Cinquanta, periodo in cui si consumò la crisi della relatività generale. Cercando di individuare le cause della drammatica sterilità che afflisse la teoria in quegli anni, abbiamo rivolto il nostro sguardo in molteplici direzioni, nel tentativo di riuscire ad apprezzare, in tutta la loro complessità, tutti quei meccanismi sottili che determinano quello straordinario processo di elaborazione della conoscenza, che va sotto il nome di progresso scientifico. In questo contesto sarà molto interessante cercare di capire le ragioni che hanno spinto il grosso della comunità scientifica a rifiutare una teoria che, oltre a dare conto di tutti fenomeni osservati, riusciva finalmente a spiegare un fenomeno la cui esistenza tormentava gli astronomi da oltre sessanta anni. Un episodio, questo, che si allontana di molto dalla visione ingenua che generalmente si ha, e non solo al di fuori degli ambienti scientifici, del modo in cui si evolve il pensiero scientifico.
Mentre nel secondo capitolo ci siamo occupati del periodo della crisi da un punto di vista più sociologico che fisico, cercando di delinearne le cause e le conseguenze, nel terzo capitolo abbiamo analizzato più in dettaglio quelli che costituivano i pochi elementi di vitalità che riguardavano in quegli anni la teoria. Cioè quegli sviluppi tecnici, sia teorici sia sperimentali, ma non solo quelli, che costituirono le premesse per la rinascita della relatività generale avvenuta negli anni Sessanta.
Proprio tale rinascita costituisce l’argomento del quarto capitolo, nel quale abbiamo cercato di delineare tutta quella serie di circostanze che ha prodotto un così clamoroso mutamento nell’atteggiamento della comunità scientifica nei confronti di una teoria da essa pressoché totalmente emarginata sino a pochi anni prima. In questo ultimo capitolo abbiamo così passato in rassegna tutti i più importanti successi della relatività generale tra gli anni Sessanta e Settanta, soffermandoci, infine, sui buchi neri e sulla cosmologia. Questi due campi di ricerca così intimamente connessi con la relatività generale, sono particolarmente importanti in quanto essi hanno segnato, allo stesso tempo, il trionfo della teoria e il sintomo inequivocabile della sua incompletezza.



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Pagina 4 di 4 STORIA DELLA RELATIVITÀ GENERALE Introduzione Dal trionfo all’ oblio, dall’oblio alla rinascita Il 26 novembre 1915, dopo tre settimane di lavoro intensissimo, Albert Einstein presentò al mondo la versione definitiva della teoria della relatività generale, concludendo una sorta di via crucis scientifica iniziata otto anni prima con un articolo riassuntivo sulla teoria della relatività ristretta. Quattro anni più tardi, il 6 novembre 1919, sir Artur Eddington in una storica riunione della Royal Society, esponendo i risultati delle spedizioni per l’eclissi del maggio di quello stesso anno, sembrò dare la definitiva consacrazione sperimentale alla nuova teoria. Fu il trionfo, Einstein diventò una celebrità e non solo in ambito scientifico. La gente si innamorò del “personaggio” Einstein, oltre che per la sua genialità, per i tratti del suo carattere, mitizzandone la figura che entrò da allora a far parte dell’immaginario collettivo quale quella dello scienziato per antonomasia. Ma se la fama dell’uomo è rimasta pressoché immutata attraverso tutti questi anni, così non fu per la teoria che gli diede la celebrità. La relatività generale,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Paolo Bussolon Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3720 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.