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Immigrati e criminalità: uno studio sperimentale

Informazioni tesi

  Autore: Kelly Johana Sessa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Fabio Del Missier
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

L'obiettivo dell'elaborato è quello di analizzare i meccanismi che alimentano gli stereotipi e i pregiudizi rispetto ai crimini commessi da immigrati.
Questo obiettivo è stato perseguito grazie alla realizzazione su uno studio delle stime di frequenza delle notizie di crimine.
La ricerca è stata condotta partendo dall'analisi della letteratura riguardante il tema in oggetto, che presenta molteplici lacune riguardanti la relazione tra l'informazione proveniente dai mass media, gli stereotipi e pregiudizi. Per colmare una di queste lacune è stata studiata la relazione tra stime di frequenza e i costrutti di tipo psico-sociale (atteggiamenti e pregiudizi).

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3 CAPITOLO 1 LO STEREOTIPO E IL PREGIUDIZIO In questo capitolo verranno esposti alcuni temi fondamentali che riguardano lo studio dello stereotipo e pregiudizio. Nella prima parte del capitolo verrà fornita una definizione iniziale di entrambi i costrutti. Seguirà l'analisi dei costrutti, secondo le varie prospettive teoriche sviluppatesi negli ultimi decenni. Verrà infine affrontato il tema della genesi degli stereotipi e dei pregiudizi. 1.1 DEFINIZIONE DI STEREOTIPO Il term i ne stere oti po (dal greco stereos = ri gi do e tup os = i m pron ta), h a origine in tipografia, e indica il nome dato agli stampi di cartapesta dove veniva fatto colare il piombo fuso. Tali stampi potevano essere utilizzati molte volte e la loro caratteristica principale era la rigidità. L'introduzione del concetto di stereotipo nelle scienze sociali si deve al giornalista Lippmann (1992), che coniò questo termine per definire le conoscenze fisse e impermeabili che organizzano le nostre rappresentazioni delle categorie sociali. Egli sostiene che il rapporto conoscitivo con la realtà esterna non è diretto, ma mediato dalle immagini mentali che di quella realtà ciascuno si forma, in ciò fortemente condizionato dalla stampa, che andava allora assumendo i connotati moderni della comunicazione di massa. Secondo Lippmann, gli stereotipi sono parte della cultura del gruppo a cui l’individuo appartiene e come tali vengono acquisiti dai singoli e utilizzati per comprendere la realtà. Gli stereotipi svolgono per l'individuo una funzione di tipo difensivo: contribuendo al mantenimento di una cultura e di determinate forme di organizzazione sociale essi garantiscono all'individuo la salvaguardia delle posizioni da lui acquisite. Gli stereotipi possono però diventare stereotipi sociali solo quando vengono condivisi da grandi masse di persone all'interno dei gruppi sociali (condivisione

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