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Fair Play Finanziario (Financial Fair Play Regulation): efficacia, implicazioni e rischi

Informazioni tesi

  Autore: Lucio Gervasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Giacomo De Laurentis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

Il 27 maggio 2010 il comitato esecutivo UEFA ha approvato il nuovo regolamento che disciplina i criteri per poter accedere alle competizioni europee a partire dalla stagione 2013/14. Questo regolamento, che prende il nome di “Club Licensing and Financial Fair Play Regulation”, si pone come obiettivo quello di favorire la stabilità economico-finanziaria del sistema calcio e di promuovere gli investimenti nel settore giovanile e negli asset tangibili (come ad esempio gli stadi ed i centri sportivi). Il Financial Fair Play si basa sul principio del break-even result, secondo cui i club potranno partecipare alle competizione europee solo se dimostreranno equilibrio tra i ricavi generati ed i costi sostenuti (considerando le opportune rettifiche al fine di tenere conto delle finalità del regolamento).
Nella prima parte del lavoro si effettua una panoramica sulla situazione finanziaria del sistema calcio in Europa, soffermandosi anche sugli aspetti legislativi che hanno influenzato le dinamiche strutturali del settore. Nella seconda parte del lavoro si analizzano in dettaglio le norme del regolamento che riguardano più strettamente il Financial Fair Play. Nella parte terza si delineano alcuni possibili scenari in modo tale da verificare se le società europee di maggior rilievo siano capaci di soddisfare i nuovi paletti finanziari imposti dalla UEFA. Nei primi due scenari si ipotizza l’entrata in vigore del regolamento a partire da questa stagione. Nel terzo scenario si realizza una previsione sulla effettiva capacità dei club di poter adempiere ai requisiti alla data di entrata in vigore della norma (che avverrà tra due anni). Nella quarta parte del lavoro si pongono in rilievo i rischi insiti nell’applicazione del nuovo regolamento e, in particolare, le pratiche contabili che le società potrebbero adottare con lo scopo di bypassare il regolamento.

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9 1. L’INDUSTRIA DEL CALCIO IN ITALIA E IN EUROPA 1.1 Introduzione Il calcio è lo sport più seguito e praticato nel mondo. Secondo le più recenti stime si contano nel mondo circa 1 miliardo e 800 milioni di appassionati a questo sport, il che ne fa uno dei settori industriali più importanti. Il calcio, inteso come lo sport che conosciamo oggi, nacque nelle università private dell’Inghilterra vittoriana della metà del XIX secolo e si diffuse presto in tutta Europa e nel mondo. Nel 1855 nacque la prima società calcistica al mondo, lo Sheffield Club, e nel 1863 venne redatto per la prima volta il suo regolamento (del tutto simile a quello attuale). Questo sport si caratterizzò subito per il grande coinvolgimento sociale, come è testimoniato dalla nascita repentina di diverse associazioni sportive in Europa e in Sud America. Nel 1904 venne istituita la Fèdèration Internationale de Football Association (FIFA), la quale raccoglie le diverse federazioni nazionali nel mondo; nel 1929 essa organizzò il primo mondiale di calcio. In Italia la diffusione di questo sport trovò immediato riscontro. Vennero infatti costituiti: nel 1892 il primo club calcistico italiano, il Genoa Cricket and Athletic Club, e nel 1898 la Federazione Italiana del Football poi trasformata in Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Il calcio ha seguito un percorso relativamente celere passando da sport di nicchia a sport globale. L’evoluzione da sport a business fu quindi contestuale a quella da dilettantismo a professionismo. Negli anni, il crescente interesse verso questo sport spinse le società calcistiche a competere tra di loro e offrire incentivi sempre maggiori per attrarre i giocatori più talentuosi. Inizialmente la fonte di reddito utilizzata per remunerare i calciatori derivò dalla vendita dei biglietti, successivamente gli introiti aumentarono in volume e numero di fonti, determinando così un aumento del volume d’affari legato al mondo del calcio. Nel maggio 1946 nacque il primo concorso pronostici sulle partite di campionato denominato Totocalcio, mentre negli anni Cinquanta vennero trasmesse le prime partite di calcio in televisione. Negli stessi anni avvennero i primi acquisti rilevanti. Il trend di crescita del giro d’affari non subì un rallentamento nel corso degli anni, viceversa ebbe una fortissima accelerazione dagli anni Ottanta, grazie ad una serie di fattori quali

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