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L'offerta anomala nelle procedure di gara

La disciplina che regola la materia, complessa, delle gare di appalto indette dalla Pubblica Amministrazione (Stato, Regioni, Enti locali) è di per sé ad altissima specialità perché fitta di norme che, nate per contrastare malversazioni a malaffare, ha finito per rendere il percorso sempre più articolato e di non facile accesso.
In questo ambito, riveste carattere di particolare importanza il complesso normativo che regola le “offerte anomale”. Tale argomento, infatti, è di estrema rilevanza dal momento che le politiche di libero mercato hanno comportato l’estremizzazione della concorrenza e, soprattutto, la progressiva riduzione dei prezzi con l’intento di vedersi aggiudicata la gara. Un processo non alimentabile, chiaramente, all’infinito ma che diviene predominante perché è proprio sul “fattore prezzo” che si fonda la riuscita o il fallimento dei soggetti economici. Da questo fattore, infatti, dipende l’indice di salute di un impresa, perché solo una ditta estremamente efficiente, dal punto di vista tecnico e qualitativo, può proporre al mercato prezzi relativamente bassi, che però sono in grado di coprire costi e, soprattutto, di garantire un utile, necessario per lo sviluppo di una sana economia aziendale.
La situazione che andiamo accennando - e che più dettagliatamente svilupperemo nel corso del lavoro - riveste elementi di criticità quando l’azienda è posta di fronte a contratti con la P.A. essendo differenti gli interessi in gioco: collettivi e non meramente privati. In una società civile è fondamentale, infatti, la garanzia dei servizi pubblici essenziali. Per la loro realizzazione, in tanti casi, le amministrazioni, sprovviste delle competenze tecniche specifiche, sono costrette ad affidarsi a terzi.
I soggetti Pubblici nella realizzazione di opere, servizi o forniture, predispongono pertanto bandi di gara, per potersi avvalere dei imprese che abbiamo le necessarie competenze per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Vi è degenerazione del fenomeno quando le imprese partecipanti, a volte, pur di ottenere l’aggiudicazione del bando, adottano politiche che falsano il percorso della libera e leale concorrenza, proponendo offerte talmente basse che non sono in grado di coprire i costi. Offerte, insomma, tali da non permettere la realizzazione del servizio, comportando, così, seri problemi alle amministrazioni. Questa pratica veniva, e viene , tutt’ora adottata in quanto l’impresa (appaltatrice) confida nel recupero economico successivo all’affidamento (perizie di variante, rivalutazione dei prezzi ect) con l’inevitabile aggravio dei costi e dei tempi di realizzazione. Passività tutte che ricadono, inevitabilmente, nella sfera dei pubblici interessi.
Proprio per ridurre questa degenerazione, l’Europa chiarendo la propria posizione riguardo ai Contratti di pubblico interesse (ribadendo il principio di libera concorrenza), ha chiesto l’adeguamento a tutti gli stati membri ai principi comunitari. Enorme sforzo è stato richiesto, soprattutto, al legislatore italiano, essendo la materia degli appalti pubblici affetta da un elevato tasso di frammentarietà. Il 12 aprile 2006 con decreto legislativo n.163 veniva varato il Codice dei Contratti Pubblici, con lo scopo di unificare tutta la materia degli appalti pubblici e soprattutto disciplinare compiutamente le offerte anormalmente basse, stabilendo criteri per la loro individuazione e il procedimento di verifica e di esclusione.
Il lavoro che vado a presentare è diviso in tre sezioni. Preliminarmente, è stato rivolto lo sguardo ai profili fondamentali dei contratti pubblici (appalto e concessioni), sottolineandone l’evoluzione normativa. Si è poi passati ad illustrare le procedure di gara, i criteri d’individuazione dei contraenti e le varie procedure di scelta utilizzabili. Infine, ci si è soffermati sulla nozione di offerta anomala, sull’excursus normativo, evidenziando l’evoluzione dell’istituto nei vari momenti storici. Sono stati illustrati i criteri di individuazione e il procedimento che può indurre all’esclusione, anche alla luce delle novità introdotte con la legge 78/2009.
Tutto ciò a dimostrazione del fatto che l’offerta anomala è un istituto, se pur attualmente normativizzato, in continua evoluzione.

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Introduzione A conclusione del percorso universitario, ho voluto fare un omaggio all’attività d’impresa svolta dai miei genitori. La disciplina che regola la materia, complessa, delle gare di appalto indette dalla Pubblica Amministrazione (Stato, Regioni, Enti locali) è di per sé ad altissima specialità perché fitta di norme che, nate per contrastare malversazioni a malaffare, ha finito per rendere il percorso sempre più articolato e di non facile accesso. In questo ambito, riveste carattere di particolare importanza il complesso normativo che regola le “offerte anomale”. Tale argomento, infatti, è di estrema rilevanza dal momento che le politiche di libero mercato hanno comportato l’estremizzazione della concorrenza e, soprattutto, la progressiva riduzione dei prezzi con l’intento di vedersi aggiudicata la gara. Un processo non alimentabile, chiaramente, all’infinito ma che diviene predominante perché è proprio sul “fattore prezzo” che si fonda la riuscita o il fallimento dei soggetti economici. Da questo fattore, infatti, dipende l’indice di salute di un impresa, perché solo una ditta estremamente efficiente, dal punto di vista tecnico e qualitativo, può proporre al

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mario Ruggieri Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.