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Vivere per strada. Gli interventi verso i senza dimora presenti alla stazione Tiburtina

In diverse grandi città del mondo la questione delle povertà estreme e in particolar modo il fenomeno di diffusione dei senza dimora sta raggiungendo vette inverosimili. Anche nel nostro Paese la situazione non è da meno e, proprio prendendo in considerazione le ultime stime nazionali, ci si può rendere conto di come il numero delle persone che vivono per strada stia crescendo sempre di più. Per quanto riguarda i senza dimora, il rapporto della Commissione d’indagine sulla povertà e l’emarginazione in Italia fornisce una stima compresa tra le 65.000 e le 110.000 unità. Come è possibile notare attraverso questi dati, la sociologia e l’opinione pubblica dovrebbero iniziare a prendere in considerazione questo fenomeno sia per monitorarlo meglio sia per cercare di trovare possibili soluzioni, proposte utili che permettano a questi individui di intraprendere adeguati percorsi di reintegrazione sociale.
Alla luce di queste osservazioni, verranno illustrati i risultati di una ricerca empirica in cui si è tentato di analizzare la questione dei senza dimora utilizzando come campo d’indagine una delle zone della città capitolina a più alta concentrazione di senza tetto: la stazione Tiburtina. Visto che per la ricerca, realizzata tra il Dicembre dell’anno 2004 e il Gennaio dell’anno 2006, è stato preso in considerazione un campo di indagine così ristretto, lo strumento utilizzato ai fini dell’analisi è stato l’intervista semi-strutturata. Queste interviste sono state somministrate ai responsabili delle associazioni di volontariato che operano in questa zona e a parte del personale che opera nelle istituzioni politiche prese in considerazione. In totale sono stati intervistati tredici responsabili su di un totale di dieci gruppi (nell’interviste per alcuni gruppi sono intervenuti più di un responsabile). Inoltre sei responsabili di altrettanti gruppi sono stati intervistati tramite un ulteriore griglia di intervista attinente la questione della fiducia e i senza tetto; per quanto riguarda il personale delle istituzioni sono state intervistati quattro responsabili di quattro differenti istituzioni.
Attraverso questa indagine si è tentato di osservare quali sono gli interventi applicati in quest’area della città sia dalle associazioni di volontariato sia da alcuni organi della Pubblica Amministrazione; sono stati inoltre descritti dei possibili strumenti operativi pensati con l’obiettivo di essere degli importanti mezzi sia per gli operatori che per il senza dimora stesso, al fine di poter tentare un reinserimento nella società.
Dal momento che nell’area considerata operano diverse associazioni si è cercato di conoscere come agiscono questie nell’azione verso i senza tetto e se tra le loro modalità di intervento vi sono delle proposte alternative che possano essere utili per dare ai senza tetto un aiuto più consistente, che superi la logica puramente "assistenzialista". Per quanto riguarda invece gli organi della Pubblica Amministrazione sono stati presi in considerazione quegli organi che si sono occupati e si occupano tutt’ora di questa problematica sia a livello cittadino che a livello di zona.

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3 Introduzione Prima di arrivare a Roma non mi era mai capitato di vedere dei senza dimora tranne che in TV. I miei primi contatti con queste persone li ho avuti proprio durante i primi periodi in cui dalla Sicilia mi ero trasferito a vivere nella Capitale. Una delle cose che più mi è rimasta impressa, ricordando questi primi incontri, è che ogni volta che mi fermavo a parlare con qualcuna di queste persone sentivo che in questi individui c‟era tanta voglia di trascorrere del tempo insieme a qualcuno che li considerasse e li ascoltasse. A distanza di circa quattro anni da questi primi approcci avevo conosciuto delle persone che facevano volontariato proprio con i senza tetto alla stazione Tiburtina e mi decisi di partecipare alle attività di questo gruppo. Questa mia tesi è, in qualche modo, figlia degli incontri che ho avuto con le persone in stazione in questi anni e di un mio tentativo di guardarmi attorno allo scopo di capire cosa succede in stazione, cosa viene fatto per gli uomini e le donne che vivono lì. All‟inizio del mio lavoro sapevo che ogni settimana parecchia gente andava in stazione a fare volontariato e l‟unico tipo di approccio con i senza dimora che conoscevo era quello del gruppo a cui appartengo. Ciò che mi incuriosiva era soprattutto capire cosa facessero le altre persone e in generale che tipo di aiuto ricevessero i senza tetto oltre i piatti di pasta. Attraverso le discussioni che avevo avuto con alcuni senza dimora e parlando con i ragazzi del mio gruppo che frequentavano la stazione da più anni avevo avuto delle informazioni davvero interessanti: oltre al nostro altri gruppi durante

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Giancarlo Giumini Contatta »

Composta da 237 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1289 click dal 22/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.