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"Il signore degli anelli" : dalla ''sub-creazione'' alla ricezione transmediale dell'opera

In questa tesi si cercherà di mostrare, nel modo più dettagliato possibile, la transmedialità dell’opera di J.R.R. Tolkien, Il Signore Degli Anelli, studiando dalle radici, la nascita del fenomeno culturale ad esso legato. Partendo, nel primo capitolo, con una breve illustrazione teorica del concetto di comunicazione transmediale e intertesto, si iniziano a definire le linee guida di questa trattazione. Il secondo capitolo si sviluppa attraverso la figura di Tolkien, cercando, dalla sua biografia e da alcune lettere pubblicate dal figlio, di cogliere come sia riuscito a creare, o meglio sub-creare, la Terra di Mezzo. Risulterà quindi rilevante analizzare alcuni aspetti della sua vita, come la permanenza a Sharehole e la sua esperienza della guerra di trincea, per cogliere al meglio le sfaccettature del suo romanzo. Tolkien, infatti, crea dal suo mondo, quello reale, un universo parallelo altrettanto plausibile, nel quale avviene tutta la narrazione.
Con il terzo capitolo si andrà a scoprire in profondità l’opera, dalla trama alla sua pubblicazione, soffermandoci su alcuni aspetti salienti, come i personaggi e i luoghi fondamentali della vicenda. Questa parte, che potrebbe risultare superflua per un lettore di Tolkien, è invece essenziale per poter comprendere al meglio i capitoli successivi. Infatti, dopo aver analizzato il romanzo, si passerà, nel quarto capitolo, a spiegare come, dalle parole si sia giunti alle prime immagini de Il Signore degli Aneli. Le prime illustrazioni presentate sono dello stesso Tolkien, mentre le successive di Alen Lee e di John Howe, considerati i migliori illustratori dell’opera. La grandiosità di queste immagini risulta indispensabile alla creazione della trilogia cinematografica, trattata nel capitolo quinto. Infatti entrambi gli illustratori parteciparono in modo attivo alla creazione dei film, come Art Directors, chiamati dallo stesso Peter Jackson essendo gli unici in grado di ricreare le stesse atmosfere magiche del libro. Compresa la maestosità e la complessità del lavoro di Jackson, nel sesto capitolo, verranno presentate tutte le forme caratteristiche del fenomeno culturale legato al testo, partendo dall’adattamento dell’opera originale, ovvero dalle trasmissioni della BBCradio, al musical ed ai primi film prodotti, adattando il testo. Verranno poi trattare le varie forme di ridefinizione, come i classici del gioco, i wargames ed i videogames, analizzandoli dettagliatamente per poter comprendere quanto l’opera letteraria sia riuscita a influenzare la loro creazione. Infine verranno analizzate le attività della Società Tolkeniana italiana, considerandola come parte attiva del proseguo del fenomeno culturale connesso al Signore degli Anelli.

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CAPITOLO I 1.1 LA COMUNICAZIONE TRANSMEDIALE Il concetto di comunicazione transmediale o, per essere più precisi, di narrazione transmediale (“transmedia storytelling 1 ”) è stato introdotto da Henry Jenkins nel suo studio del 2006, Convergence Culture. In questo testo Jenkins definisce la comunicazione transmediale come quella che, dispiegandosi attraverso varie tipologie di media, contribuisce ad ogni passaggio con nuove e distinte informazioni all’esperienza dell’utente. Usando diversi formati di media si contribuisce a creare dei “punti di entrata” attraverso i quali l’utente può immergersi completamente nella narrazione. Quest’ultima diviene quindi “arte di creazione dei mondi” 2 . L’obiettivo di questa immersione è di decentralizzare il rapporto tra autore ed utente 3 . Questo fenomeno sta sempre più prendendo piede grazie alla proliferazione dei media, e il loro potere, unito a quello dei consumatori, porta a massimizzare il piacere della reiterazione, stimolando la partecipazione attiva così da raggiungere lo scopo comune delle due parti: creare dei “mondi”, delle storie che non ci si stanca mai di ascoltare e che portano all’immaginazione di altre avventure, storie che trasmettono valori a chi entra in questa dimensione, a chi ne capisce le regole e cerca di andare sempre più in profondità confrontandosi con altri esploratori. Questa capacità creativa viene definita da Jenkins come “convergenza 4 ” , che però non deve 1 Cit. Jenkins Henry, Cultura convergente, trad. V. Susca, M. Papacchioli, V. Sala, Apogeo, 2007, [Jenkins Henry, Convergence Culture: Where Old and New Media Collide, University Press, New York, 2006] p. 357 2 Ivi, p. 105 3 Cfr. Jenkins Henry, Cultura convergente, trad. V. Susca, M. Papacchioli, V. Sala, Apogeo, 2007, [Jenkins Henry, Convergence Culture: Where Old and New Media Collide, University Press, New York, 2006] Introduzione p. XXV, p. 105, p. 357 4 Termine che descrive un cambiameno sociale, culturale, industriale e tecnologico inerente alle modalità di circolazone della nosta cultura. Tramite questa formula vengono generalmete indicati: il flusso di contenuti attraverso più piattaforme mediatiche, la cooperazione tra imprese diverse, la ricerca di nuove forme di finanzamento tra vecchi e nuovi

Laurea liv.I

Facoltà: Pubbliche relazioni e pubblicità

Autore: Cristina Pippa Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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