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Valutazione di qualità dei corsi d'acqua mediante utilizzo integrato di analisi chimico fisiche ed ecologiche delle comunità di macroinvertebrati acquatici: esperienze di campo in Provincia di Torino

RIASSUNTO

La tutela dei corsi d’acqua e in particolare la comprensione delle cause di alterazione degli ecosistemi acquatici sta assumendo in questi ultimi anni un ruolo di estrema importanza. In quest’ottica si sta osservando il graduale passaggio dalla visione antropocentrica di chi considera le acque correnti secondo gli usi e le destinazioni stabilite dall’uomo (che spesso non tiene conto delle reali esigenze delle comunità di organismi acquatici) alla tendenza ecocentrica che viceversa mette al centro dell’attenzione la tutela della vita acquatica.
Il presente lavoro si rifà a quest’ultima e utilizza in maniera complementare e integrata differenti tecniche di analisi della qualità dei corsi d’acqua al fine di giungere alla comprensione delle possibili cause di alterazione ambientale. Le analisi chimico fisiche, che rilevano le possibili cause di degrado degli ecosistemi acquatici, vengono messe in relazione con le analisi ecologiche delle comunità di macroinvertebrati acquatici che viceversa rappresentano valide metodiche atte a mettere in luce gli effetti delle eventuali alterazioni a carico dei corpi idrici. La finalità della ricerca risulta in pratica quella di individuare, mediante opportuni strumenti statistici, le relazioni di causa effetto tra la presenza di potenziali agenti limitanti e la reale alterazione dei corsi d’acqua nei tratti esaminati. Ogni analisi ecologica prevede la raccolta, la conservazione e la determinazione sistematica (analisi qualitative) nonché il conteggio del numero di organismi rinvenuti per unità di spazio (analisi quantitative). L’utilizzo dei macroinvertebrati acquatici è dovuto alla loro relativa immobilità, facile cattura e sensibilità a lungo termine nei confronti di fenomeni anche sporadici di alterazione che fanno di essi degli ottimi organismi indicatori. Mentre le analisi chimico fisiche portano come risultati dei valori numerici supportati da unità di misura, nel caso delle analisi ecologiche i risultati vengono espressi sotto forma di indici adimensionali derivanti dall’applicazione di opportuni algoritmi ai dati di campo.
Il protocollo di lavoro prevede inizialmente la raccolta dei dati sperimentali relativi sia alle analisi chimico fisiche che ecologiche, con il calcolo degli indici eventualmente richiesti. La prima fase di elaborazione dei risultati sperimentali richiede poi la standardizzazione delle variabili al fine di favorire il confronto tra le stesse. Segue la costruzione di matrici di correlazione tra i parametri chimico fisici che ha lo scopo di individuare gruppi di variabili fortemente correlate. Terzo passaggio consiste nell’utilizzo dell’analisi delle componenti principali al fine di ridurre il numero di variabili per ogni gruppo individuato e di favorire un più facile confronto tra le variabili chimico fisiche (potenziali cause di alterazione) e gli indici ecologici in forma standard (misure degli effetti delle alterazioni). La tappa successiva consiste nella costruzione, secondo il metodo della regressione multipla, di modelli lineari teorici tra ogni indice ecologico standardizzato (variabile dipendente) e i molteplici gruppi di parametri chimico fisici (variabili indipendenti). L’applicazione dei modelli teorici ai dati sperimentali permette non solo di individuare gli effettivi stati di degrado ambientale eventualmente presenti ma anche di comprenderne le possibili cause.
Il protocollo di lavoro sopra citato è stato utilizzato per descrivere la situazione idroqualitativa dei corsi d’acqua del bacino dello Stura di Lanzo.
I risultati ottenuti sono stati commentati stazione per stazione. Si è partiti dalla discussione degli effetti di potenziali fenomeni di alterazione ambientale evidenziati dai risultati standard osservati relativi agli indici ecologici per passare poi ai valori standard teorici ottenuti dall’applicazione della metodica della regressione multipla ai dati sperimentali che ha permesso di comprendere quali tra i gruppi di parametri chimico fisici rilevati potessero risultare responsabili delle alterazioni di qualità ambientale eventualmente riscontrate. Per concludere è stata descritta la situazione globale dello Stura di Lanzo e dei suoi affluenti dal punto di vista ecologico ambientale.
Quanto esposto nella ricerca vuole rappresentare un esempio tale da non rimanere fine a se stesso ma da risultare viceversa potenzialmente applicabile anche ad altri corsi d’acqua, in particolare a quelli la cui situazione si presenta particolarmente degradata. Il presente lavoro costituisce quindi una proposta e un punto di partenza che, pur con alcuni limiti, dovrebbe risultare utile alla comprensione dei problemi di degrado ambientale che coinvolgono gli ecosistemi fluviali.

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INTRODUZIONE 1) LA QUALITA’ DEI CORSI D’ACQUA: PASSAGGIO DA UNA VISIONE PRETTAMENTE ANTROPOCENTRICA AD UNA PIU’ ECOCENTRICA? Qualità di un corso d’acqua e inquinamento sono parole comuni utilizzate più o meno propriamente anche da non specialisti. Una trattazione scientifica richiede però l’espressione chiara e concisa dei due vocaboli, la cui definizione non è facile. In termini semplici si può affermare che l’inquinamento è definibile come l’aggiunta di qualcosa all’acqua di un corso d’acqua che modifica le sue naturali qualità così che l’utente rivierasco non riceva più acqua naturale del fiume ( COULSON e FORBES, 1952 in BERBENNI e BIANUCCI, 1965; WINSDOM, 1956 in HYNES, 1963). Questa espressione, sebbene molto restrittiva e non comprendente tutta una tipologia di alterazioni ambientali che devono rientrare viceversa a pieno titolo nel fenomeno inquinamento, introduce però il tema della qualità naturale di un corso d’acqua come condizione fisiologica. Modifiche a questa situazione di partenza, almeno in teoria, provocano un peggioramento della situazione nell’ecosistema fluviale che si riflettono in un decadimento della qualità naturale del corso d’acqua. BERBENNI e BIANUCCI (1965), tentando di definire il concetto di polluzione, si riferiscono ai termini utilizzati dal legislatore del Minnesota che considera l’inquinamento come insieme di contaminazioni delle acque di Stato tali da essere potenzialmente lesive per la salute, la sicurezza o il benessere pubblici, per gli usi domestici, commerciali, industriali o ricreativi, o per il bestiame, gli animali selvatici, gli uccelli, i pesci ed altri esseri viventi nelle acque. Il passaggio dai concetti teorici sopra citati alla realtà pone una serie di problematiche di non facile risoluzione. MARCHETTI (1998)

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Simone Rossi Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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