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I giovani e la religione, tra coerenza e contraddizione. Un'indagine tra gli studenti del corso di mediazione dell'Università dell'Insubria.

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Pinto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Alessandro Ferrari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

L’idea di questa tesi nasce da vecchi ricordi. In un paese piccolo di 4850 anime, i miei compagni di scuola erano anche i compagni di catechismo e dell’oratorio estivo, con i quali ho stretto le prime amicizie e condiviso le prime esperienze all’interno della Chiesa. In seguito i miei legami con la mia parrocchia si sono affievoliti, per motivi personali e diversi da quelli di fede. In particolare, un’esperienza negativa con il parroco ha inciso molto sulla mia visione della religione e della Chiesa, portandomi a scindere completamente questi due aspetti.
Da quando ho iniziato a frequentare l’università ho conosciuto persone nuove, le cui età spaziano dai 20 ai 35 anni. Nelle nostre conversazioni, soprattutto quelle che si svolgono in luoghi pubblici o in presenza di molte persone, ho costatato che sono pochi coloro che parlano di religione con fierezza, che dicono di recarsi regolarmente in Chiesa e di pregare con una certa frequenza. Ho trovato talvolta difficoltà a intavolare un discorso sulla fede davanti a più persone, poiché molti tendono a nascondere il proprio credo, oppure a non ritenerlo un argomento abbastanza interessante da meritare un dibattito. Invece, nei colloqui a tu per tu con alcuni amici e conoscenti, ho scoperto che molti tendono a nascondere il tema religioso, quasi fosse un argomento tabù; inoltre mi sembra che la maggior parte delle persone interpreti il ruolo e la presenza della religione in modo diverso dalla dottrina della Chiesa cattolica: accanto a chi va a Messa per fede e prega quotidianamente, c’è anche chi frequenta i riti per tradizione e prega solo nel momento del bisogno; c’è chi crede in Dio e nella Chiesa come istituzione e chi crede solamente in Dio; c’è anche chi utilizza la bestemmia come intercalare e si ritiene comunque un credente. Ho notato, quindi, diverse opinioni e modi di vivere la religione. Da qui è nata l’idea di incentrare la mia tesi sul fenomeno religioso tra i giovani considerando i valori, l’insegnamento e le pratiche e le opinioni su alcuni argomenti di tipo etico.
Per analizzare il rapporto tra fede e mondo giovanile mi sono concentrata sul contesto italiano. Vi sono molte ricerche su questo tema, soprattutto in ambito sociologico; nella mia tesi ho cercato di riassumere e ricostruire quali sono i temi principali di cui si parla oggi a proposito del rapporto tra fede e giovani. Inoltre ho approfondito l’argomento con un sondaggio da me proposto agli studenti dell’Università dell’Insubria. Ho voluto, infatti, costatare se ciò che i mezzi di comunicazione di massa ci raccontano sui giovani (parlando spesso di una generazione smarrita, senza guida e senza futuro e che si accosta alla religione solo in età più avanzata) trova una corrispondenza in una realtà concreta.
La tesi si compone di tre capitoli. Nel primo capitolo illustrerò la situazione dell’Italia e dei giovani d’oggi. Più in particolare, si traccerà un quadro della situazione religiosa dell’Italia e nel secondo paragrafo si descriverà come si presentano i giovani italiani appena entrati nel nuovo millennio. Nel secondo capitolo affronterò lo studio del rapporto tra giovani e religione, attraverso articoli, statistiche e sondaggi eseguiti sul campo da esperti del settore. I temi trattati saranno i valori, le esperienze, la partecipazione, gli insegnamenti religiosi, le dinamiche del credo e le modalità di vivere la religione in modo “personalizzato”.
A coronamento del lavoro svolto, nel terzo e ultimo capitolo esporrò i risultati di un sondaggio effettuato tra gli studenti dell’Università degli studi dell’Insubria, in particolare agli iscritti del terzo anno del corso di laurea in Scienze della mediazione interlinguistica e interculturale. Dopo aver presentato il sondaggio, pubblicherò e commenterò i risultati ottenuti. Il sondaggio presenta anche un ottimo spunto di comparazione tra i dati riportati nei primi due capitoli e il caso singolo degli studenti dell’Università dell’Insubria, per analizzare se effettivamente questa piccola cerchia di persone rispetta i dati emersi a livello nazionale, oppure se è una curiosa eccezione alla regola.

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4 Introduzione L’idea di questa tesi nasce da vecchi ricordi. In un paese piccolo come Bernate (che, assieme a Casnate, conta 4850 anime), i miei compagni di scuola erano anche i com- pagni di catechismo e dell’oratorio estivo, con i quali ho stretto le prime amicizie e condi- viso le prime esperienze all’interno della Chiesa. In seguito i miei legami con la mia par- rocchia si sono affievoliti, per motivi personali e diversi da quelli di fede. In particolare, un’esperienza negativa con il parroco ha inciso molto sulla mia visione della religione e della Chiesa, portandomi a scindere completamente questi due aspetti. Da quando ho iniziato a frequentare l’università ho conosciuto persone nuove, le cui età spaziano dai 20 ai 35 anni. Nelle nostre conversazioni, soprattutto quelle che si svolgono in luoghi pubblici o in presenza di molte persone, ho costatato che sono pochi co- loro che parlano di religione con fierezza, che dicono di recarsi regolarmente in Chiesa e di pregare con una certa frequenza. Ho trovato talvolta difficoltà a intavolare un discorso sul- la fede davanti a più persone, poiché molti tendono a nascondere il proprio credo, oppure a non ritenerlo un argomento abbastanza interessante da meritare un dibattito. Invece, nei colloqui a tu per tu con alcuni amici e conoscenti, ho scoperto che molti tendono a nascon- dere il tema religioso, quasi fosse un argomento tabù; inoltre mi sembra che la maggior parte delle persone interpreti il ruolo e la presenza della religione in modo diverso dalla dottrina della Chiesa cattolica: accanto a chi va a Messa per fede e prega quotidianamente, c’è anche chi frequenta i riti per tradizione e prega solo nel momento del bisogno; c’è chi crede in Dio e nella Chiesa come istituzione e chi crede solamente in Dio; c’è anche chi utilizza la bestemmia come intercalare e si ritiene comunque un credente. Ho notato, quin- di, diverse opinioni e modi di vivere la religione. Da qui è nata l’idea di incentrare la mia tesi sul fenomeno religioso tra i giovani considerando i valori, l’insegnamento e le pratiche e le opinioni su alcuni argomenti di tipo etico. Per analizzare il rapporto tra fede e mondo giovanile mi sono concentrata sul conte- sto italiano. Vi sono molte ricerche su questo tema, soprattutto in ambito sociologico; nella mia tesi ho cercato di riassumere e ricostruire quali sono i temi principali di cui si parla oggi a proposito del rapporto tra fede e giovani. Inoltre ho approfondito l’argomento con un sondaggio da me proposto agli studenti dell’Università dell’Insubria. Ho voluto, infatti, costatare se ciò che i mezzi di comunicazione di massa ci raccontano sui giovani (parlando spesso di una generazione smarrita, senza guida e senza futuro e che si accosta alla religio- ne solo in età più avanzata) trova una corrispondenza in una realtà concreta.

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