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La comunicazione nella fantascienza

Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

La tesi tratta di come viene immaginata la comunicazione nella letteratura e nella filmografia fantascientifica, dalle origini ai giorni nostri.

Il presente studio ha come oggetto di ricerca la fantascienza, la comunicazione e il modo in cui interagiscono. Il campo d'indagine è molto vasto, in entrambe le direzioni. Per quanto riguarda la fantascienza si è preso in considerazione, oltre alla narrativa, anche il cinema, i telefilm e in qualche caso i fumetti. A testimonianza, poi, del fatto che la fantascienza è un genere mondiale, non confinato al mondo anglosassone (anche se ha avuto origine in Inghilterra e in America ha trovato il suo terreno più fertile) ho cercato di guardare anche alla fantascienza che non parla inglese.
Occorre tuttavia porre dei limiti, cronologici e di genere. Innanzitutto è necessario definire il termine fantascienza o Science Fiction (da qui in avanti SF) come è nota nei paesi di lingua anglosassone, distinguendola da generi affini quali il fantastico, il fantasy e l'horror (anche se va detto che i generi hanno spesso la tendenza a mescolarsi – ad esempio Alien è SF o horror?). Diciamo subito che i pareri degli addetti ai lavori sono discordi; ognuno fornisce una propria definizione, anche se più o meno tutti abbiamo un‟idea abbastanza precisa di cosa sia la fantascienza

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III INTRODUZIONE Il presente studio ha come oggetto di ricerca la fantascienza, la comunicazione e il modo in cui interagiscono. Il campo d‟indagine è molto vasto, in entrambe le direzioni. Per quanto riguarda la fantascienza si è preso in considerazione, oltre alla narrativa, anche il cinema, i telefilm e in qualche caso i fumetti. A testimonianza, poi, del fatto che la fantascienza è un genere mondiale, non confinato al mondo anglosassone(anche se ha avuto origine in Inghilterra e in America ha trovato il suo terreno più fertile) ho cercato di guardare anche alla fantascienza che non parla inglese 1 . Occorre tuttavia porre dei limiti, cronologici e di genere. Innanzitutto è necessario definire il termine fantascienza o Science Fiction (da qui in avanti SF) come è nota nei paesi di lingua anglosassone, distinguendola da generi affini quali il fantastico, il fantasy e l‟ horror (anche se va detto che i generi hanno spesso la tendenza a mescolarsi – ad esempio Alien è SF o horror?). Diciamo subito che i pareri degli addetti ai lavori sono discordi; ognuno fornisce una propria definizione, anche se più o meno tutti abbiamo un‟idea abbastanza precisa di cosa sia la fantascienza. Si cita tra gli altri Todorov, il quale considera la fantascienza del „900 un derivato di ciò che nel secolo precedente veniva detto, in Francia, merveilleux scientifique (meraviglioso scientifico), genere vicino al merveilleux instrumental (meraviglioso strumentale); in cui “il soprannaturale è spiegato in maniera razionale, ma sulla base di leggi che la scienza contemporanea non riconosce.” 2 Un esempio può essere il magnetismo, il quale fornisce una spiegazione scientifica ad avvenimenti soprannaturali, pur tuttavia appartenendo esso stesso al soprannaturale. Questo meccanismo sta alla base anche della fantascienza attuale, la quale spesso parte da premesse irrazionali. Altre definizioni sono state raccolte da Montanari 3 ; tra le altre sono interessanti per l‟argomento che stiamo trattando quelle di Kingsley Amis (“La fantascienza è quel genere di narrativa che tratta di situazioni che non potrebbero verificarsi nel mondo oggi conosciuto, ma che sono ipotizzate sulla base di innovazioni scientifiche e tecnologiche, oppure pseudo-scientifiche o pseudo-tecnologiche.”) e di Ben Bova (“Mostrare altri mondi, descrivere possibili società future e i problemi in attesa dinanzi a noi, non è sufficiente. Lo scrittore di fantascienza deve mostrare come questi mondi e questi futuri influenzino gli esseri umani. E anche qualcosa d‟altro, molto più importante: egli deve mostrare come gli esseri umani possano ed effettivamente riescano a creare questi mondi futuri.”). Per quanto riguarda i limiti cronologici del fenomeno „fantascienza‟ vi è una disparità di opinioni ancora maggiore. C‟è chi pone l‟inizio della fantascienza moderna nel 1926 4 (nascita di “Amazing Stories”, rivista specializzata americana fondata da Hugo Gernsback, definito il “padre della fantascienza”), chi, invece, prende in considerazione come data il 1911 (pubblicazione a puntate del romanzo di Gernsback, Ralph 124 C 41+, sulle pagine di “Modern Electrics”, fondata dallo stesso Gernsback nel 1908 5 ), chi, ancora, ritiene che la vera fantascienza moderna nasca con i romanzi scientifici di Jules Verne e Herbert George Wells. Brian Aldiss, figura autorevole di critico e scrittore di SF, indica con sicurezza il 1818 (pubblicazione di Frankenstein or the Modern Prometheus di Mary Shelley) come data di nascita della SF 6 ; Cremaschi dissente da questa opinione osservando che “retrocedendo nel tempo, si potrebbe arrivare fino a Volta ire, e affermare con maggiore plausibilità che i primi germi fantascientifici sono già palesi nel racconto „spaziale‟ Micromegas” 7. Allo stesso modo, si potrebbe, retrodatare la SF fino all‟Ariosto, a Dante o

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