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Legame Parentale e Adattamento al Cancro

Ammalarsi è una delle esperienze frequenti della vita. Da bambini abbiamo fatto esperienza di malattie, debolezze, dolori. E ci hanno detto cosa pensare delle malattie per poterle sopportate.
Ad esempio, ci è stato detto che ci sono malattie che bisogna avere per poter crescere, cioè malattie che è meglio fare da bambini che da grandi; poi abbiamo scoperto che ci sono malattie che ci permettono di chiedere coccole, di fare i capricci, di essere noiosi e di non andare a scuola. Crescendo, abbiamo anche scoperto che ci sono malattie di cui si parla solo a bassa voce, che fanno paura, che isolano le persone: malattie che nessuno vorrebbe avere.
Purtroppo, nella realtà della vita impariamo anche che non tutte le esperienze si scelgono: spesso capitano cose che non desideriamo.
E impariamo anche che esistono modi diversi di affrontare le brutte esperienze. Questo lavoro nasce con un desiderio: dire agli adulti che si ammalano di tumore che l’esperienza della malattia e delle cure può essere affrontata senza escludersi ed escludere chi ci sta intorno. Condividere e comunicare le esperienze può servire a tutti: al malato per non sentirsi solo e non compiere anche lo sforzo del far finta di nulla; ai familiari per non sentirsi esclusi o inutili o addirittura colpevoli; all’ambiente sociale per non drammatizzare con le censure ed i silenzi un’esperienza già faticosa quale affrontare terapie lente e spesso dolorose.
Sappiamo tutti che il cancro è una delle sfide più difficili per la medicina di questo secolo. Malattia che, dotata di matrice iniziale comune a livello della genetica cellulare, colpisce organi diversi, in forme cliniche diverse e con estensione e velocità d’accrescimento differenti. In effetti non si può parlare di un’unica malattia chiamata cancro, ma di diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e distinte, che colpiscono organi e tessuti differenti, che richiedono quindi esami diagnostici e soluzioni terapeutiche soggettive e particolari.

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4 INTRODUZIONE Ammalarsi è una delle esperienze frequenti della vita. Da bambini abbiamo fatto esperienza di malattie, debolezze, dolori. E ci hanno detto cosa pensare delle malattie per poterle sopportate. Ad esempio, ci è stato detto che ci sono malattie che bisogna avere per poter crescere, cioè malattie che è meglio fare da bambini che da grandi; poi abbiamo scoperto che ci sono malattie che ci permettono di chiedere coccole, di fare i capricci, di essere noiosi e di non andare a scuola. Crescendo, abbiamo anche scoperto che ci sono malattie di cui si parla solo a bassa voce, che fanno paura, che isolano le persone: malattie che nessuno vorrebbe avere. Purtroppo, nella realtà della vita impariamo anche che non tutte le esperienze si scelgono: spesso capitano cose che non desideriamo. E impariamo anche che esistono modi diversi di affrontare le brutte esperienze. Questo lavoro nasce con un desiderio: dire agli adulti che si ammalano di tumore che l’esperienza della malattia e delle cure può essere affrontata senza escludersi ed escludere chi ci sta intorno. Condividere e comunicare le esperienze può servire a tutti: al malato per non sentirsi solo e non compiere anche lo sforzo del far finta di nulla; ai familiari per non sentirsi esclusi o inutili o addirittura colpevoli; all’ambiente sociale per non drammatizzare con le censure ed i silenzi un’esperienza già faticosa quale affrontare terapie lente e spesso dolorose. Sappiamo tutti che il cancro è una delle sfide più difficili per la medicina di questo secolo. Malattia che, dotata di matrice iniziale comune a livello della genetica cellulare, colpisce organi diversi, in

Laurea liv.I

Facoltà: OPERATORE DI SERVIZIO SOCIALE

Autore: Fabiola Carioti Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1488 click dal 22/07/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.