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La scriminante della difesa legittima: evoluzione storica e recenti approdi normativi

La legittima difesa, che rientra nel novero delle cause di giustificazione previste dal nostro ordinamento, è disciplinata dall’art. 52 c.p. il quale dispone che: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.
L’art. 52 è stato di recente oggetto di riforma da parte della legge 59 del 13 febbraio 2006 la quale ha aggiunto due nuovi commi al previgente primo comma, che non ha subito modifiche.
Scopo della riforma è stato quello di rafforzare la difesa del domicilio e infatti il secondo comma dispone che , nei casi che rientrano nel primo e secondo comma dell’art. 614, il rapporto di proporzione sussiste se un soggetto legittimamente presente in uno di questi luoghi, usi un’arma legittimamente detenuta o un altro strumento idoneo a difendere la propria o altrui incolumità o i beni propri o altrui a condizione che non vi sia desistenza e vi sia pericolo di aggressione.
La riforma è intervenuta quindi sul requisito della proporzionalità tra offesa e difesa, introducendo una presunzione assoluta di proporzione nei casi previsti dall0art. 614 c.p., il quale disciplina la violazione di domicilio e quindi l’ipotesi di qualcuno che si introduce in un’abitazione o in un altro luogo di privata dimora in modo clandestino o con l’inganno.
Per cui, mentre prima spettava sempre al giudice accertare caso per caso l’esistenza di tale proporzione, adesso, nei casi che rientrano nell’art. 614, essa si presume esistente per legge e quindi l’aggredito gode di un regime di inversione dell’onere della prova in quanto non dovrà più dimostrare di aver agito in conformità al principio di proporzionalità.

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PRESENTAZIONE La legittima difesa, che rientra nel novero delle cause di giustificazione previste dal nostro ordinamento, è disciplinata dall’art. 52 c.p. il quale dispone che: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. L’art. 52 è stato di recente oggetto di riforma da parte della legge 59 del 13 febbraio 2006 la quale ha aggiunto due nuovi commi al previgente primo comma, che non ha subito modifiche. Scopo della riforma è stato quello di rafforzare la difesa del domicilio e infatti il secondo comma dispone che , nei casi che rientrano nel primo e secondo comma dell’art. 614, il rapporto di proporzione sussiste se un soggetto legittimamente presente in uno di questi luoghi, usi un’arma legittimamente detenuta o un altro strumento idoneo a difendere la propria o altrui incolumità o i beni propri o altrui a condizione che non vi sia desistenza e vi sia pericolo di aggressione. La riforma è intervenuta quindi sul requisito della proporzionalità tra offesa e difesa, introducendo una presunzione assoluta di proporzione nei casi previsti dall0art. 614 c.p., il quale disciplina la violazione di domicilio e quindi l’ipotesi di qualcuno che si introduce in un’abitazione o in un altro luogo di privata dimora in modo clandestino o con l’inganno.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giovanna Faiola Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1330 click dal 22/07/2011.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.