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''Ogni libro ne genera un altro''. La forma romanzo in Melania Mazzucco

Questo lavoro, che si concentra sui romanzi di Melania Mazzucco e sul suo saggio, Jacomo Tintoretto e i suoi figli, nasce dalla dichiarazione rilasciata dalla scrittrice nel corso di un’intervista: «Ogni libro ne genera un altro, spesso è legato a quello che lo precede da fili sottili, impalpabili». Da qui scaturisce l’idea di ricercare gli elementi di continuità che contraddistinguono il percorso di ricerca intrapreso da Mazzucco con la scrittura dei romanzi e approdato, nel 2009, al saggio documentario sui Tintoretto. Dopo una breve ricostruzione della biografia intellettuale della scrittrice e del contesto letterario in cui s’inserisce la sua produzione, argomenti del capitolo I, si è cercato, quindi, di rintracciare il filo conduttore che soggiace alla sperimentazione di Mazzucco sulla forma-romanzo (capitolo II), analizzando in che modo le diverse tappe in cui si evolve la sua concezione della letteratura, da gioco combinatorio a strumento d’indagine e memoria della realtà, si riflettano nella ricerca di una specifica forma narrativa (par. II.1.).
La sperimentazione della scrittrice sulla forma-romanzo prevede due costanti di metodo: il lavoro di documentazione, che sottende sia le opere d’invenzione che quelle a sfondo biografico, e la ricerca di possibili forme d’integrazione tra la materia narrativa e i documenti. Il lavoro dell’autrice sulle fonti è pertanto argomento del par. II.2.
Il terzo capitolo della ricerca esamina un’altra costante di metodo, il lavoro di Mazzucco sulle soglie del testo, in particolare sulla costruzione degli indici e la scelta delle epigrafi (par. III.1.), e la sperimentazione della scrittrice sul formato dei romanzi, sulla scelta degli stili consentita dall’introduzione, nella scrittura letteraria, delle tecnologie informatiche (par. III.2.). La formattazione, che nel gergo informatico individua, appunto, l’attribuzione al testo di uno stile, diviene, nella scrittura di Mazzucco, strumento con cui attribuire enfasi o particolari sfumature di significato a parole ed espressioni. Il formato delle opere della scrittrice si evolve, quindi, da scelta estetica adottata dalla casa editrice a vera e propria soglia del testo, vaso comunicante tra il lettore e il romanzo.
Esaminate le costanti strutturali e paratestuali della produzione di Mazzucco, si passa all’analisi di tre fili rossi, o costanti tematiche, che costituiscono i punti fermi della riflessione che la scrittrice conduce, con continuità, in opere pure così diverse per forma e argomento (capitolo IV).
Il par. IV.1. dimostra, infatti, come, passando in rassegna i diversi romanzi, sia possibile cogliere i diversi stadi di maturazione della concezione di Mazzucco della scrittura e, di conseguenza, della sua identità di scrittrice.
Secondo filo rosso evidenziato dalla nostra ricerca è la questione dell’identità di genere, che si declina, nei romanzi, attraverso la rappresentazione del rapporto tra i personaggi femminili e il modello di donna ideale suggerito o imposto dalla società cui appartengono (par. IV.2.). Tematizzare il rapporto tra i personaggi femminili e la società significa anche inserire questo rapporto in una dimensione diacronica e affrontare, visto che tra i personaggi vi sono anche soggetti produttori d’arte, artiste e scrittrici vissute in epoche diverse, la questione della memoria, la difficoltà, per le artiste, di evolversi da “contemporanee” a “classici”, di entrare a far parte della tradizione.
Il lavoro si chiude con l’analisi di un’altra costante nella riflessione di Mazzucco, la centralità, nel racconto delle storie e dei destini dei suoi personaggi, che la scrittrice attribuisce ai loro nomi, sia che si tratti di personaggi storici, realmente esistiti, che frutto d’invenzione (par. IV.3.). La scrittrice ha un’alta considerazione del valore identitario e dell’influenza che il nome ha sul suo proprietario, e lo ribadisce fin nell’ultima opera, la biografia, in cui sostiene che: «I nomi, i cognomi e i soprannomi hanno un’importanza decisiva nella storia di tutti i Tintoretto».

Facendo nostra la convinzione della scrittrice dell’esistenza non di una singola, definita identità, ma di «un accrescimento di identità che si formano con il tempo», abbiamo provato a ricostruire, attraverso i romanzi, l’accrescimento delle sue identità di scrittrice, e a rintracciare i punti fermi, le costanti di metodo e di riflessione che costituiscono ciò che Mazzucco definisce non lo stile ma il «respiro» della sua scrittura.

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I Introduzione Questo lavoro, che si concentra sui romanzi di Melania Mazzucco e sul suo saggio, Jacomo Tintoretto e i suoi figli, nasce dalla dichiarazione rilasciata dalla scrittrice nel corso di un’intervista: «Ogni libro ne genera un altro, spesso è legato a quello che lo precede da fili sottili, impalpabili» 1 . Da qui scaturisce l’idea di ricercare gli elementi di continuità che contraddistinguono il percorso di ricerca intrapreso da Mazzucco con la scrittura dei romanzi e approdato, ad oggi, al saggio documentario sui Tintoretto. Dopo una breve ricostruzione della biografia intellettuale della scrittrice e del contesto letterario in cui s’inserisce la sua produzione, argomenti del capitolo I, si è cercato, quindi, di rintracciare il filo conduttore che soggiace alla sperimentazione di Mazzucco sulla forma-romanzo (capitolo II), analizzando in che modo le diverse tappe in cui si evolve la sua concezione della letteratura, da gioco combinatorio a strumento d’indagine e memoria della realtà, si riflettano nella ricerca di una specifica forma narrativa (par. II.1.). La sperimentazione della scrittrice sulla forma-romanzo prevede due costanti di metodo: il lavoro di documentazione, che sottende sia le opere d’invenzione che quelle a sfondo biografico, e la ricerca di possibili forme d’integrazione tra la materia narrativa e i documenti. Il lavoro dell’autrice sulle fonti è pertanto argomento del par. II.2. Il terzo capitolo della ricerca esamina un’altra costante di metodo, il lavoro di Mazzucco sulle soglie del testo, in particolare sulla costruzione degli indici e la scelta delle epigrafi (par. III.1.), e la sperimentazione della scrittrice sul formato dei romanzi, sulla scelta degli stili consentita dall’introduzione, nella scrittura letteraria, delle tecnologie informatiche (par. III.2.). La formattazione, che nel gergo informatico individua, appunto, l’attribuzione al testo di uno stile, diviene, nella scrittura di Mazzucco, strumento con cui attribuire enfasi o particolari sfumature di significato a parole ed espressioni. 1 MAURA MURIZZI, Dal racconto di una Vita a quello di Un giorno perfetto: intervista a Melania G. Mazzucco, www.threemonkeysonline.com, 2004–2006, cit.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Grazia Nicotra Contatta »

Composta da 249 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.