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Appalti pubblici in Italia: criteri di aggiudicazione e rischio corruzione, alla luce dell'introduzione del nuovo codice dei contratti pubblici

Un amministratore pubblico che debba selezionare un’impresa cui affidare un contratto d’appalto può, in Italia, seguire due diversi criteri: aggiudicare il contratto all’impresa che offre il maggior ribasso percentuale sulla base d’asta, criterio del First Price, o a quella la cui offerta più si avvicina, per difetto, ad una particolare media delle altre, criterio dell’Average Bid. La scelta dipende dall’obiettivo dell’amministratore: minimizzazione degli oneri per la Pa o raggiungimento di un’utilità personale. Criteri diversi si prestano a forme diverse di alterazione della competizione che normalmente dovrebbe svolgersi in una gara d’appalto. Le implicazioni di un semplice modello teorico sono testate su un campione di circa 33.000 gare d’appalto, tenute in Italia tra il 2005 ed il 2009. Il risultato principale è che, in regioni dove la corruzione è più diffusa, gli amministratori pubblici preferiscono il criterio dell’Average Bid. Inoltre, nelle gare AB affette da corruzione, il ribasso vincente è sistematicamente maggiore rispetto alle gare AB senza corruzione. Una possibile spiegazione di tali andamenti è l’esistenza di un cartello di imprese che corrompa l’amministratore.

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6 Abstract Un amministratore pubblico che debba selezionare un‘impresa cui affidare un contratto d‘appalto può, in Italia, seguire due diversi criteri: aggiudicare il contratto all‘impresa che offre il maggior ribasso percentuale sulla base d‘asta, criterio del First Price, o a quella la cui offerta più si avvicina, per difetto, ad una particolare media delle altre, criterio dell‘Average Bid. La scelta dipende dall‘obiettivo dell‘amministratore: minimizzazione degli oneri per la Pa o raggiungimento di un‘utilità personale. Criteri diversi si prestano a forme diverse di alterazione della competizione che normalmente dovrebbe svolgersi in una gara d‘appalto. Le implicazioni di un semplice modello teorico sono testate su un campione di circa 33.000 gare d‘appalto, tenute in Italia tra il 2005 ed il 2009. Il risultato principale è che, in regioni dove la corruzione è più diffusa, gli amministratori pubblici preferiscono il criterio dell‘Average Bid. Inoltre, nelle gare AB affette da corruzione, il ribasso vincente è sistematicamente maggiore rispetto alle gare AB senza corruzione. Una possibile spiegazione di tali andamenti è l‘esistenza di un cartello di imprese che corrompa l‘amministratore.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesco David Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6203 click dal 27/07/2011.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.