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Il doppio processo di ragionamento

Dopo una breve descrizione della nascita del cosiddetto dibattito sulla razionalità, riguardante l'esistenza del ragionamento umano e la validità delle nostre inferenze e decisioni, ancora oggi senza una chiara soluzione, questo lavoro analizza gli studi psicologici sul ragionamento ed il processo decisionale, da cui risulta che in una vasta gamma di compiti di ragionamento, la maggior parte delle persone commettono errori e non riescono a dare la risposta corretta, secondo la logica o la teoria della probabilità. I lavori pionieristici di Wason prima e successivamente il “programma di euristiche e bias” di Kahneman e Tversky hanno sottolineato l'esistenza di errori sistematici nel ragionamento umano, che alcuni ricercatori hanno attribuito alla coesistenza di due diversi sistemi sottostanti il ragionamento, chiamati in modo diverso, ma riconducibili sostanzialmente ai due sistemi denominati da Stanovich Sistema 1 e Sistema 2.
Questo lavoro, oltre ad analizzare le quattro più importanti teorie del doppio processo e gli studi neurologici che hanno consentito di individuare le aree coinvolte durante il ragionamento, si ferma ad esaminare due aree di indagine emergenti: 1) la psicologia evoluzionistica, che offre una spiegazione evoluzionista alle euristiche riscontrate nel ragionamento umano e 2) la neuroeconomia, la quale esamina il comportamento economico da una prospettiva inedita valorizzando gli aspetti emotivi e gli “affetti” nella presa di decisione.

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5 1. Un lungo passato ma una storia breve Parafrasando una celebre espressione di Hermann Ebbinghaus, famoso per gli studi sperimentali sulla memoria, si potrebbe affermare che la teoria del doppio processo di ragionamento “ha una storia breve ma un lungo passato”, evidenziando in tal modo quanto fosse stato nei secoli continuo e fondamentale l‘ interesse degli studiosi riguardo le origini del pensiero, i processi sottostanti il ragionamento, la natura ed il funzionamento della mente e, più in generale, la razionalità umana. Il lungo passato inizia con la tripartizione dell‘anima sia di Platone che di Aristotele, che contiene in germe la distinzione tra sistema intuitivo e sistema analitico, prosegue con la maggior parte degli altri filosofi, da Agostino a Frege, per approdare infine alla psicologia sulle due sponde dell‘atlantico, da una parte, in Europa, con Sigmund Freud e dall‘altra parte, negli Stati Uniti, con William James. (Evans 2004; Frankish e Evans, 2009; Osman e Stavy, 2006; Sanfey e Chang, 2008, Sloman, 1996;). A partire da Platone, la cui concezione della ragione è molto simile a quella che emerge dalla teorizzazione del doppio processo (Evans, 2004), la maggior parte dei sistemi filosofici della tradizione occidentale ha sempre indagato il pensiero umano e quasi tutti i filosofi, anche se in maniera diversa, concordavano nell‘individuare nell‘anima umana due parti bene distinte e spesso in conflitto tra loro: una parte controllata, riflessiva, razionale, e logica, che medita, riflette ed è attenta ai principi del ragionamento e del buon senso; ed in antitesi un‘altra parte che è invece impulsiva, irriflessiva, irruente, intuitiva e facilmente sviata dalle sensazioni e dai desideri. Tale condizione dell‘anima umana è ben evidenziata dalla metafora platonica dell‘auriga che cerca di controllare una biga tirata da due focosi cavalli che spingono in direzioni opposte. Per quanto riguarda l‘aspetto psicologico della distinzione tra le diverse modalità di pensiero e di ragionamento, possiamo rintracciare già in Sigmund Freud, nella ―interpretazione dei sogni‖ la differenziazione tra un sistema primario,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Ciro De Martino Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.