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Le Reti Museali su Internet

Informazioni tesi

  Autore: Filomena Zurlo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali
  Relatore: Stefano Consiglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

Nel corso della seconda metà del XX Secolo, una serie di importanti cambiamenti storico-politici e sociali ha svelato una nuova dimensione dell’istituzione museale, la quale, da passatempo elitario, hortus conclusus degli studiosi, si è trasformata in un’impresa competitrice nell’industria del tempo libero, aperta al pubblico di massa, pur senza tralasciare i propri fini scientifico-didattici. Dall’altra parte, l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e telematiche ha contribuito a modificare ulteriormente le modalità di fruizione di beni e servizi culturali, in direzione di un consumo divenuto multimediale, ipertestuale e interattivo, che ha permesso di dilatare i confini materiali e l’esperienza culturale del museo oltre i limiti fisici dell’edificio.

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1 CAPITOLO I DAL TEMPIO DELLE MUSE AL MUSEO DEL TERZO MILLENNIO 1.1 La nascita e l’evoluzione dell’istituzione museale «Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali dell’umanità e del suo ambiente: le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto» 1 . Il museo così come lo si concepisce oggi è un prodotto tardo di un’evoluzione concettuale e architettonica che attraversa diversi secoli; la sua storia è lunga e complessa 2 , essa affonda le sue radici nel bisogno primordiale dell’uomo di raccogliere e conservare gli oggetti preziosi e le memorie del proprio passato, si pensi, ad esempio, al fenomeno dei “ripostigli”, gli accumuli di manufatti e lingotti di metallo che si diffusero in Europa a partire dal Bronzo Antico. Già nell’antico Egitto e in Grecia i cosiddetti “tesori”, costruiti nei più importanti santuari per celebrare vittorie militari o sportive, per commemorare particolari eventi storici o come monumentali offerte alle divinità, erano riccamente decorati da statue, rilievi scultorei e dipinti, e custodivano raccolte di opere d’arte, 1 Estratto dall’art. 2 dello Statuto dell’International Council of Museum (ICOM). In questa definizione rientrano anche «i siti e i monumenti naturali, archeologici ed etnografici, nonché i siti e i monumenti storici aventi la stessa natura dei musei in quanto acquisiscono, conservano e comunicano le testimonianze materiali dell’umanità e del suo ambiente; le istituzioni che conservano collezioni e presentano esemplari viventi di vegetali o animali, quali gli orti botanici e i giardini zoologici, gli acquari e i vivaria; i centri scientifici e i planetari; le gallerie d’arte senza scopo di lucro; gli istituti destinati alla conservazione e le gallerie destinate all’esposizione, dipendenti da biblioteche e da centri archivistici; i parchi naturali; le organizzazioni museali nazionali, regionali o locali; le pubbliche amministrazioni responsabili di musei come sopra definiti; le istituzioni o le organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono attività di ricerca in materia di conservazione, nonché attività di educazione, formazione, documentazione o altro, collegate ai musei e alla museologia; i centri culturali o altre istituzioni che hanno il fine di contribuire alla salvaguardia, alla permanenza e alla gestione di beni patrimoniali tangibili e intangibili (patrimonio vivo e attività creativa digitale)» [art. 3]. Si veda <http://icom.museum>. 2 Si vedano, tra gli altri, De Benedictis C., Per la storia del collezionismo italiano. Fonti e documenti, Firenze, Ponte alle Grazie, 1991; Mottola Molfino A., Il libro dei musei, Torino, Allemandi, 1998; Mottola Molfino A., L’etica dei musei, Torino, Allemandi, 2004; Schubert K., Museo. Storia di un’idea. Dalla Rivoluzione francese a oggi, Milano, Il Saggiatore, 2004.

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