Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La centralità del lavoro nel percorso di vita dell'individuo: la testimonianza di professionisti over 45 in un momento di transizione lavorativa.

INTRODUZIONE: Questo elaborato nasce dal mio interesse di analizzare il rapporto tra ruolo lavorativo e costruzione dell’identità. Ciò che mi ha spinto a fare questa ricerca è stato il mio desiderio di comprendere qual è lo spazio che il lavoro occupa nella nostra vita, quanto è importante per ognuno di noi e cosa vuol dire esserne senza. Per poter studiare tale rapporto lo sguardo si è focalizzato soprattutto sui fattori e sugli elementi significativi che generano dei disequilibri al suo interno. La relazione tra ruolo lavorativo e costruzione dell’identità si trasforma e assume delle modifiche soprattutto in una fase di transizione lavorativa vale a dire con la perdita del lavoro.
METODO: Per analizzare i meccanismi e le dinamiche di questa relazione ho svolto quindi una ricerca empirica, intervistando 11 soggetti disoccupati over 45.
OBIETTIVI: L’obiettivo di questa ricerca è quello di indagare in che misura una condizione di disoccupazione di lunga durata possa essere collegata e influenzare l’identità dell’individuo. Per raggiungere questo obiettivo ho sottoposto agli 11 disoccupati un’intervista utilizzando come metodo di ricerca quello autobiografico. La scelta di questo metodo permette agli intervistati di raccontarsi, di riflettere su se stessi in un processo di rielaborazione sul proprio percorso esistenziale, creando nuovi significati.
Dalle storie raccolte è emerso che le persone stavano vivendo una fase di transizione molto importante, erano sottoposte a un cambiamento difficile e dovevano confrontarsi con la propria identità e una percezione di sé che varia nel tempo.
RISULTATI:
Da questa ricerca e dal campione analizzato emerge come la perdita del lavoro o più in generale la fase di transizione lavorativa, genera un disequilibrio nel rapporto tra ruolo lavorativo e costruzione dell’identità.
In particolare dai quattro temi concettuali emersi nell’analisi delle interviste effettuate, quali: l’auto-rappresentazione, il tempo e lo spazio, l’identità e il ruolo e i rapporti interpersonali, si possono delineare le seguenti conclusioni:
Rispetto all’auto-rappresentazione possiamo rilevare che gli individui danno molta importanza al lavoro essendo molto legati all’immagine di un sé che lavora. E la percezione di sé in una fase di transizione lavorativa viene completamente alterata. In particolare, perdere il lavoro per coloro che ricoprono posizioni lavorative quali ruoli dirigenziali o manageriali e che possiedono un titolo di studi elevato, viene concepita come un fallimento. Infatti l’investimento in anni di istruzione aumenta le aspettative di carriera e la ricerca continua del successo.
Rispetto al concetto di tempo e spazio, vediamo come i tempi di vita quotidiana si modificano completamente e si creano nuovi ritmi da dover conciliare con le abitudini e gli impegni di vita famigliare.
Rispetto all’identità e ruolo è possibile evidenziare che quando la propria posizione lavorativa è consolidata da molti anni è difficile che una persona riesca a staccarsi completamente da quella che è la sua immagine di sé, nel ruolo professionale.
Infine rispetto alla gestione dei rapporti interpersonali emerge che la perdita del lavoro provoca una rottura di quella rete di relazioni lavorative che permettono agli individui di sentirsi parte della società in termini di ruolo, utilità e prestigio sociale.
Pertanto possiamo concludere che il fenomeno della disoccupazione crea una perdita di equilibrio, un cambiamento della propria identità personale e una mancanza di riconoscimento da parte della società.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Sul significato e sulle funzioni del lavoro si sono espresse, fin dai filosofi della società antica ai giorni nostri, visioni contrastanti appartenenti a modelli di società profondamente differenti. Gli individui lavorano per soddisfare le proprie esigenze: lavorare infatti è prima di ogni altra cosa, una fonte di guadagno e, per questo, una necessità. Inoltre, l‟attività lavorativa rappresenta un impiego delle proprie energie fisiche ed intellettuali e un modo per strutturare la propria giornata. Per queste e molte altre ragioni, la condizione di “mancanza del lavoro” modifica necessariamente il benessere generale dell‟individuo. Attualmente il fenomeno della disoccupazione sta assumendo proporzioni drammatiche (in base alle stime Istat in Italia, ad ottobre 2010 il tasso è arrivato al 8,6% 1 ) e rappresenta un problema della nostra società che tocca la sfera più profonda della persona. A seguito di un periodo favorevole di piena occupazione, individuato nel trentennio che ha seguito la seconda guerra mondiale, si è affermata l‟età della precarietà e dell‟insicurezza sociale. Risulta interessante esaminare gli aspetti riguardanti il benessere psicologico del disoccupato e concentrarsi su quelle problematiche correlate al suo stato di inattività. 1 Dato aggiornato a febbraio 2011.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sara Tremolada Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1862 click dal 25/08/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.