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Il tempio di Gerusalemme, "figura della casa del Padre". Commento di Luca 2, 41-52

Informazioni tesi

  Autore: Pierpaolo De Carlo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Facoltà Teologica Pugliese - I.S. di Scienze Religiose di Lecce
  Facoltà: Teologica
  Corso: scienze religiose
  Relatore: Alessandro D'Elia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

La storia antica del popolo ebraico è caratterizzata dalle numerose manifestazioni di un Dio che, dopo averlo scelto fin dalla creazione del mondo, lo accompagna come un Padre amorevole, sempre pronto a correggerne le colpe . Da un punto di vista specificamente biblico, prima della riflessione sulle proprie origini, Israele fa l’esperienza di un Dio benevolo, che si presenta come liberatore dalla condizione servile egiziana e partner leale nell’esperienza sul Sinai . Un Dio talmente fedele alle sue promesse al punto di umiliarsi, facendosi servo di un popolo spesso immorale e dedito alla mormorazione . Egli non si chiude nella sua inavvicinabile trascendenza dove nessun uomo può raggiungerlo, ma si mostra nelle realtà più piccole e umili, come un roveto o una piccola montagna.
Israele viveva nella certezza che il suo Dio era là dove agiva: gli ebrei, che in epoca patriarcale non conoscevano tempio, invocavano YHWH nei luoghi consacrati proprio dalle sue manifestazioni, come Bethel, Bersabea, Sichem e il Sinai.

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- 9 - I CAPITOLO IL SIMBOLISMO DEL PELLEGRINAGGIO 1.1 IL PELLEGRINAGGIO COME CONDIZIONE RELIGIOSA D ELL ’HOMO VIATOR Un aspetto importante ed imprevisto nel processo di secolarizzazione del nostro tempo è proprio la riscoperta di antiche forme spontanee di religiosità popolare, istituzionalizzate come il pellegrinaggio 1 , attraverso le quali gli uomini tentano di soddisfare le domande di senso generate dagli eventi della vita 2 . La religiosità popolare ha 1 DE CHARDIN P. T., La scienza di fronte a Cristo, Verona, Gabrielli, 2002, p. 127. «La Religione ha per molto tempo impregnato, senza distinzione di piani, un insieme psicologico complesso dal quale si sono successivamente staccate, con i loro metodi e i loro esiti particolari, la Scienza sperimentale, la Storia, la Vita civile [...]. Ma non necessariamente il bisogno di assoluto […] si è dissipato nel corso di questa differenziazione. Basta, come diremo, osservare con spirito imparziale il mondo attuale, e più in particolare la crisi che sta attraversando, per convincersi del contrario». Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano, 2003, n. 1674-1675-1676. «Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi […] La religiosità popolare, nell‟essenziale risponde ai grandi interrogativi dell‟esistenza.». Secondo il Robertson il pellegrinaggio rappresenta una risposta alla destrutturazione della personalità che condiziona l‟uomo nell‟era della globalizzazione. ROBERTSON R., Globalization: social teory and global culture, Londra, Sage, 1992, pp. 32-39. Inoltre, il Demarchi definisce la religiosità popolare come «[…] composizione di orientamenti spontanei suggeriti dalla natura dell‟uomo, con filoni di esperienze rituali localmente consolidate e con insegnamenti di autorità teologiche e pastorali stimate, discusse e perfino temute». DEMARCHI F., „Religiosità popolare‟, in Dizionario di sociologia, Cinisello Balsamo, Paoline, 1992, p. 1750. Per il Prandi, invece, la dimensione popolare della religiosità risponde «al desiderio dell‟uomo di allacciare con il divino dei rapporti più semplici, più diretti, più immediatamente redditizi». PRANDI C., Religioni e classi subalterne, Roma, Coines, 1977, p. 179. 2 CONCILIO VATICANO II, Costituzione Pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et Spes, n. 10. «[…] diventano sempre più numerosi quelli che si pongono o sentono con nuova acutezza gli interrogativi capitali: cos‟è l‟uomo? Qual è il significato del dolore, del male, della morte, che malgrado ogni progresso continuano a sussistere? Cosa valgono queste conquiste a così caro prezzo raggiunte? Che reca l‟uomo alla società, e cosa può attendersi da essa? Cosa ci sarà dopo questa vita?». Inoltre, Giovanni Paolo II

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