Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Design della ristorazione, tra multiculturalismo e mobilità. La progettazione di nuovi scenari di consumo del cibo

Il multiculturalismo, fattore dominante del mondo odierno, ha reso più flessibili le barriere di ogni singolo Paese. Tale flessibilità, nel corso degli anni si è tradotta in una maggiore mobilità delle persone e in una variazione di quelli che erano le identità e le caratteristiche delle singole culture.
Di solito il primo approccio che si ha con nuove culture avviene attraverso il cibo. Abbiamo sì, voglia di scoprire, ma abbiamo anche voglia di buono. A tutti almeno una volta, sarà capitato di essere seduti davanti ad un piatto etnico e scoprire la totale differenza dalle proprie aspettative.
Ciò avviene sia per ristoranti stranieri in Italia, sia per ristoranti italiani all’estero. Nella maggior parte dei casi, l’insegna “Italian restaurant”, è tutt’altro che sinonimo di qualità. Inoltre, a parte i ristoranti di lusso, la cura degli ambienti è bassissima, e si presentano come delle copie in tutto il mondo. Questi problemi portano ad un inevitabile svalutazione della nostra tanto amata cucina.
Oltre ai su menzionati problemi, Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, nel suo libro, ci introduce un altro problema dei nostri giorni, ossia “la regressione della sfera sensoriale di una persona”, dovuta alla velocità e alla mancanza di tempo che ci portano in un punto in cui “non si riesce più ad assaporare il mondo”. “Le giovani generazioni, in particolare, rischiano di perdere, insieme ai legami con il territorio e al rapporto con le stagioni, il senso stesso dell’atto nutritivo, le sue valenze salutari e culturali”, aggiunge Petrini. Un approccio consapevole al cibo è un atteggiamento complessivo di fronte alla vita, proprio di chi non nega il piacere ma lo coltiva, di chi instaura intensi rapporti con la radice delle cose, di chi riconosce l’importanza della cultura materiale e della convivialità.
Attraverso una ricerca di casi studio e testimonianze di esperti, come Giacomo Mojoli (Vice-Presidente Slow food) e Ivar Foglieni (Presidente Unione Cuochi Regione Lombardia) nella definizione di “qualità” nell’ambito culinario a livello globale, la tesi vuole analizzare il ruolo del design nella progettazione di strutture mobili per il consumo del cibo di “qualità”, ma di semplice preparazione, per favorire l’esportazione di prodotti tipici italiani in grado di integrarsi con una cultura tradizionalista come quella cinese.

Mostra/Nascondi contenuto.
Politecnico di Milano Facoltà del Design Bovisa Corso di laurea in Disegno Industriale Design della ristorazione, tra multiculturalismo e mobilità “La progettazione di nuovi scenari di consumo del cibo” Relatore: Scullica Francesco Correlatore: Auricchio Valentina Studente: Ventricelli Girolamo Matr. n. 186003 Anno accademico 2005 - 2006 Indice

Tesi di Laurea

Facoltà: Facoltà del Design - Bovisa

Autore: Girolamo Ventricelli Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7110 click dal 14/09/2011.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.