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Eventi Stressanti e Alessitimia: Aspetti metodologici

Il presente lavoro è partito da un obiettivo ben preciso, quello di individuare e verificare la possibile relazione tra gli eventi stressanti; ( intesi come quei grandi eventi, che “causano cambiamenti”, che costringono la persona ad affrontare importanti modifiche nella quotidianità e che richiedono di conseguenza riadattamenti comportamentali) ed il conseguente sviluppo di caratteristiche tipiche dell’ alessitimia ( intesa sostanzialmente come un disturbo specifico delle funzioni affettive e simboliche, che si presenta con la mancanza di parole per le emozioni); partendo dalla definizione di alessitimia secondaria o pseudoalessitimia, data da Freyberger , che individua in questo disturbo, non una eziologia associata a difetti neurobiologici, come nel caso dell’ alessitimia primaria(associata a deficit di tipo neurologico, neuro anatomico o neurofisiologico, a tal proposito si pensa che anche se i due sistemi, quello limbico e corticale, possano funzionare bene indipendentemente l’ uno dall’ altro, essi non interagiscono tra di loro e sembrano non connessi) ma arresti legati allo sviluppo, traumi dovuti a situazioni ambientali nell’infanzia o più tardi nella vita adulta del soggetto stesso o a situazioni socio-culturali e fattori psicodinamici. Metodo La ricerca è stata condotta presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ ASL SA 1. L’ analisi messa in atto è stata di tipo quantitativa. I dati della ricerca sono stati raccolti con tecniche di campionamento non probabilistico. Il campione è infatti, un campione di convenienza (convenience sampling) è tratto da una popolazione di soggetti che si sono rivolti al Dipartimento di Salute Mentale, nel periodo che va da maggio 2008 a maggio 2009, per un totale di 150 soggetti, già in trattamento presso la struttura sanitaria per la cura di patologie definite o che ancora non hanno una diagnosi conclamata, perché si rivolgono per la prima volta alla struttura per la descrizione e presentazione di un disagio. Sono stati usati strumenti autovalutativi come la (SRRS e la TAS) e un colloquio preliminare, per ottenere un quadro più dettagliato del funzionamento mentale, sociale e affettivo dei soggetti presi in esame e per la conoscenza delle variabili sociodemografiche( genere, età, patologie, professione, stato civile e scolarità) ad essi correlate. Risultati Condotta l’analisi statistica attraverso la correlazione r di Pearson, si sono ottenuti risultati pari a r = 0,85 e p <0,05 che dimostrano un’alta correlazione positiva tra eventi stressanti e punteggi alla TAS (totale). Attraverso l’uso della tecnica statistica ANOVA si è potuto riscontrare una differenza altamente significativa tra i vari gruppi: alessitimici e non alessitimici; alessitimici e border-line; non alessitimici e border-line.Per quanto riguarda i puntegggi complessivi, si è ottenuto come punteggio totale alla TAS, soprattuto quello legati al cut-off: alessitimia positiva e alessitimia indeterminata o border-line. Per quanto riguarda i tre fattori: F1: difficoltà di identificare i sentimenti; F2: difficoltà nel descrivere i sentimenti; F3: Pensiero orientato verso l’esterno, presenti sulla scala della TAS-20, c’ è stata una prevalenza determinante del fattore F3. Sulla scala degli eventi stressanti, si sono avuti quasi sempre punteggi relativi al cut-off: vita stressante considerevole ( major life stress ) e vita stressante moderata ( maior life stress ). Sullo specifico, per quanto riguarda la variabile genere; non è prevalso nessuna differenza significativa, né in riferimento alla TAS, né agli eventi stressanti; età; TAS e SRRS più elevate nella fascia di età che va dai 37 ai 54 anni e prevalenza del fattore F3 nella stessa. patologie; TAS e SRRS elevate in soggetti con ansia e depressione. professione; TAS e SRRS più elevate nei disoccupati, più basse negli studenti. stato civile; TAS e SRRS più elevati tra i divorziati e separati, più bassi tra i nubili. scolarità ; TAS e SRRS in soggetti con licenza elementare, più bassi nei laureati. Conclusioni Questo studio ha permesso di circoscrivere in modo più accurato, la dimensione psicologica dei soggetti sottoposti a maggiori eventi stressanti evidenziando come lo stress potesse essere associato a particolari tratti alessitimici ed in particolare ad uno stile cognitivo orientato verso l’esterno, tendente a mettere in atto un’adattamento sociale spesso di tipo conformistico e con una rilevante incapacità di espressione delle proprie emozioni.

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3 INTRODUZIONE La teoria degli affetti, è in altre parole, lo studio del modo in cui siamo personalmente “affetti” dagli eventi e allo stesso tempo capaci di valutare l’importanza, la portata e il significato per noi degli eventi in termini di elaborazione, pianificazione e adattamento. Dall’introduzione di James S. Grotstein Il mio interesse per l‟Alessitimia, parola che pronunciata alle diverse persone che mi hanno chiesto l‟argomento della tesi, ha destato quasi sempre incomprensibilità e la domanda spontanea: “ Aspetta ! Puoi ripetere ? che cos‟ è ? si tratta di una malattia ? parola mai sentita prima!”. Naturalmente, non sto parlando dei miei compagni di università, anche se posso dire, che nemmeno tra loro ho riscontrato molta conoscenza sull‟argomento e la causa, è da attribuire al fatto che, solo da pochi anni la materia, di cui si discerne, rientra tra gli argomenti di discussione. L‟attenzione è nata per caso, durante una ricerca, condotta quanche anno fa sull‟empatia, intesa come il contrario dell‟alessitimia, un‟ abilità che consente alle persone di entrare in sintonia con i propri e gli altrui stati d‟animo. Un‟abilità che si basa sull‟autoconsapevolezza: quanto più si è aperti alle proprie emozioni, tanto più si è abili nel leggere i sentimenti degli altri. Questa capacità consente di capire come si sente un‟altra persona ed entra in gioco in diverse situazioni, da quelle più tipiche della vita professionale e sociale, a quelle delle vita privata e intima. Attraverso l‟abisso di ricerche nel quale mi sono inoltrata cliccando su questa parola, “empatia”, che Goleman 1 , definisce come una competenza sociale che aiuta l‟ individuo 1 Goleman, D. (1999). Intelligenza emotiva. Rizzoli, Milano.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Veronica Benincasa Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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